Le cose che avrei voluto sapere

sotto un albero di natale diabetico
Due anni fa pensavo di avere un’influenza. In quei giorni mi sentivo stanca, a volte non avevo fame, altre volte volevo mangiare pacchi interi di biscotti. Non era influenza, non era neanche quello che mi avevano diagnosticato inizialmente… era solo diabete di tipo 1. 

Come tutti i neo-diabetici ho scoperto che l’iter di formazione iniziale nel quale mi avrebbero dovuto spiegare passo passo quella che sarebbe stata la mia vita da quel momento in poi, altro non era che l’inizio. La maggior parte delle cose infatti le ho imparate col tempo, soprattutto durante questo 2018. 


Prima di tutto ho imparato che il diabete è una malattia molto soggettiva. Ovvero i sintomi e la terapia non sono uguali per tutti. 
Un esempio di questo è il fatto che durante i primi mesi non riuscivo mai a capire quando fossi in ipoglicemia. I segnali li conoscevo, mi erano stati detti più volte: tremore, sudori freddi, capogiri, debolezza. E’ passato diverso tempo prima che realizzassi che non riuscivo a riconoscere le ipoglicemie perché non avevo nessuno di questi sintomi. Ho scoperto che quando sto andando giù mi viene un’improvvisa voglia di dormire.

Durante questi due anni ho imparato che il diabete di tipo 1 è una malattia complessa, e non è possibile dividere i cibi in cose che posso o non posso mangiare

Certo, ci sono delle cose che è sempre meglio evitare se si è scoperti da insulina… ma in generale, chi ha il diabete di tipo 1 può mangiare tutto.
Ma questo lo puoi mangiare? Sì, lo posso mangiare. Anche quel dolce. Anche quel formaggio. Anche una pizza formato maxi con più di 6 ingredienti sopra. Anche un gelato magnum triplo cioccolato.

Un’altra cosa che avrei voluto sapere sin da subito è che avrei dovuto prendere ripetizioni di matematica. O avere una buona calcolatrice sempre a portata di mano.
Con il passare del tempo sta diventando sempre più semplice, dato che il calcolo viene un po’ da sé e  ricordo sempre più spesso carboidrati a memoria. Però il primo periodo ho dovuto re-imparare a fare le proporzioni e a contare precisamente quanti grammi di carboidrati contenesse il mio pasto. 

Ho imparato che contare i carboidrati non basta, e che le glicemie vengono influenzate da stanchezza, stress, ciclo mestruale, moti lunari, passeggiate, binge-watching estremo.


Ma la cosa che avrei voluto sapere più di tutte, e che vorrei che mi fosse stata detta fin da subito, è che avere una malattia cronica richiede un lavoro costante, spesso impossibile.
Avrei voluto che qualcuno mi avesse detto che è normale avere dei giorni in cui questo lavoro diventa troppo pesante da sopportare, e che avere delle giornate in cui niente funziona è perfettamente umano.

Un diabete organizzato


Non so voi, ma io la prima cosa che ho fatto quando mi è stato diagnosticato il diabete di tipo 1 è stata andare su Google Play a cercare un’app che potesse fare al caso mio. Non ho mai capito se sono troppo vecchia per rientrare nella definizione di millennial, ma potete stare sicuri che appartengo a quella generazione che “per tutto c’è un’app”.
Sono state settimane intense, nelle quali ho provato diverse soluzioni, ma alla fine la mia scelta è ricaduta su Diabetes:M, una sorta di diario nella quale si possono inserire tutti i valori giornalieri, dividendoli in categorie di pasto. E’ molto comodo e continuo a usarlo ancora oggi, non solo perché sono pigra e non ho voglia di provare nient’altro, ma soprattutto perché è intuitivo nella registrazione dei dati, e perché possiede alcune funzioni extra come la calcolatrice per i carboidrati con un database di cibi già inseriti. Quando mi preparo il pranzo la sera per il giorno dopo , posso già inserire i dati, in modo da sapere esattamente quanti carboidrati mangerò. L’unica pecca è l’avere alcune funzioni a pagamento, come per esempio la registrazione di analisi addizionali.


Al tempo vivevo in provincia di Venezia, e la mia diabetologa mi chiedeva di compilare il diario cartaceo (che tutt’ora tengo sempre aggiornato, per placare la mia anima vintage). Quando invece mi sono trasferita a Verona, ho scoperto che l’ospedale usava un’applicazione per condividere i dati tra paziende e medico: Diasend. Il sito è un po’ spartano, ma molto funzionale, perché permette di connettere il glucometro o il cgm e di condividere i dati con l’ospedale di riferimento. Ciò non toglie che comunque appena arrivo in ospedale, vuoi che io abbia mangiato da cinque minuti o che sia a digiuno da ore, l’infermiera mi farà sempre uno stick totalmente a caso, con un pungidito usa e getta dolorosissimo, e la mia pressione risulterà alta tutte le volte che parcheggio in divieto di sosta.
Quando sono passata al Freestyle Libre ho scoperto che anche il sensore Abbott ha la sua applicazione: LibreLink. E’ possibile scansionare il sensore col telefono, e avere sottomano lo storico delle otto ore precedenti; di solito io metto un alert ogni 7 ore, così ricordo di scansionarmi e posso tranquillamente avere il quadro completo. Inoltre l’applicazione Librelink si collega con Diasend, quindi è possibile inviare alla diabetologia di riferimento tutti i dati, giorno per giorno, aggiornati. E’ possibile inolter scaricare  un’app sul computer, che collegando il reader ci permette di creare dei pdf con vari report.

Fondamentalmente queste sono le app che utilizzo per tenere sempre sotto controllo i miei valori. Ancora non riesco a staccarmi dal libretto cartaceo, che aggiorno circa una volta a settimana, semplicemente perché trovo molto comodo avere una panoramica totale degli ultimi 10-15 giorni, cosa che le applicazioni non mi permettono di avere, almeno a colpo d’occhio.

Tre piatti autunnali e vegetariani, da cucinare a Novembre

[English version down below]
Cucinare mi rilassa. Non sempre la riuscita dei piatti che penso è buona, ma a volte alcune ricette mi riescono sorprendentemente bene. Con un lavoro a tempo pieno e mille altri impegni, ho bisogno di ricordare a me stessa che devo prendermi del tempo, e cucinare è un modo per ritagliarmi una parte di giornata, per capire meglio cosa sto mangiando e per controllare le quantità di carboidrati ed evitare picchi gilcemici.  
Avere il diabete, come ho già detto qualche post fa, significa essere consapevoli ogni minuto di ciò che si mangia e di come questo andrà a influire sulla nostra glicemia. Per questo mi piace molto sperimentare  nuovi piatti e cercare ricette online, che poi non seguo quasi mai perché mi dimentico di leggerle a metà cottura.
Quindi ho deciso che, per una volta al mese finché ne avrò voglia, sceglierò  tre piatti che ho cucinato nelle ultime settimane, vegetariani e con ingredienti stagionali. E che possibilmente non abbiano avuto un impatto catastrofico sulla mia glicemia, per coloro che come me sono stati abbandonati dal proprio pancreas. 
zuppa di finocchi cotti al vapore con farro, pinoli, pane nero integrale
Il primo è una vellutata di finocchi con orzo e pinoli. Le vellutate sono il mio piatto preferito per l’autunno, perché sono leggere e posso cucinare tutti gli ingredenti al vapore. Questo significa che lavo gli ingredienti, sistemo la vaporiera, metto il timer e me ne dimentico finché non suona.  Per fare questa ho usato, per due persone: 
– due teste di finocchio; 
– 60g di orzoa testa; 
– sale, olio, curcuma e pepe per condire. 
Per questa vellutata ho cotto al vapore le due teste di finocchio, le ho frullate e condite con olio extra vergine d’oliva, sale, pepe nero e curcuma. Ho unito tutto con orzo, che ho cotto contemporaneamente al finocchio nella vaporiera, e guarnito con pinoli e una spolverata di pepe nero. 100g di farro hanno 67g di carboidrati.
torta di ceci, farinata o frittata di farina di ceci con cipolle
Il secondo piatto è veloce e facile da preparare. Si tratta di una frittata senza uova, con cipolle e curcuma. Mi ricorda quando vivevo a Pisa e tutti mangiavano la cecina per strada. Per farla uso: 
– farina di ceci (per due frittate piccoline uso circa 100g); 
– cipolle; 
– acqua; 
– un pizzico di sale. 
Metto a soffriggere le cipolle a fuoco lento, e nel mentre prendo la farina di ceci e la diluisco con l’acqua finché non diventa cremosa. Appena la cipolla è pronta la unisco alla crema appena fatta, e lascio riscaldare un filo d’olio nella stessa padella: non appena è calda, verso tutto il composto lasciandolo cuocere a fuoco medio per qualche minuto, girando a metà cottura. 
La stessa ricetta può essere replicata al forno, mettendo il composto in una teglia ben oleata e cuocendo per 10 minuti a 180°, e può essere fatta anche senza cipolla, o con altri ingredienti (per esempio, formaggio o piselli). E’ ottima come aperitivo oppure come secondo. 100g di farina di ceci hanno 48g di carboidrati.
torta senza zucchero con gocce di cioccolato e cannella, maltitolo e lievito madre
E per finire, un dolce. Una torta senza zucchero (o quasi, dato che in assenza di una barretta adeguata ho usato le gocce di cioccolato fondente) con farina integrale, cioccolato e cannella. Ho usato: 
– 150g di farina integrale; 
– 150g di farina 00; 
– un bicchiere di olio; 
– un bicchiere e mezzo di latte; 
– 100g di maltitolo; 
– 45g di lievito madre, ma potete usare una bustina di lievito istantaneo; 
– gocce di cioccolato (o pezzi di cioccolato senza zucchero) e cannella a piacere. 
Non sono brava a seguire le ricette. Solitamente per le torte mischio tutti gli  ingredienti, poi ci aggiungo gli ingredienti liquidi e infine il lievito. Per decorare ho usato una spruzzata di cannella, oltre ad averla messa nell’impasto. L’ho cotta per circa 30 minuti nel forno a 180°. Vorrei tanto darvi un’indicazione sui carboidrati, ma stavolta dovrete fare a occhio a seconda della quantità di torta che vi mangiate. 

/English version/

Cooking relaxes me. I don’t always make delicious dishes, but some of my recipes are surprisingly good. I have a full-time job and I’m always busy, but when I need to take some time for myself, cooking is the best option. With t1d, I also have to know how many carbs I eat during the day and I need to avoid high glucose levels, so cooking from scratch is definitely the best thing for me.
Having diabetes means to be aware of everything you eat. That’s why I love to try new recipes and I love to search online for inspiration. I decided that once a month I will choose three recipes that I cooked in the last weeks, vegan or vegetarians, and possibly with no negative impact on my blood sugar levels.
My first favourite dish of this month is fennel soup with barley, turmeric and pine nuts. I love to eat a good soup during autumn, because it is easy to prepare and I can cook all the ingredients with my steam cooker. This means that I wash the ingredients, put them in the cooker, set the timer on and forget about it. I use for 2 people:
– 2 fennels;
– 60g barley;
– salt, oil, tumeric and black pepper.
For this soup I cook all the ingredients in the steam cooker, then I blend the fennel and put everything together at the end. 100G of barley have 67g of carbs.
The second dish is so easy to prepare. It’s a frittata without eggs, with onions and tumeric. I love tumeric, can you tell? This recipe reminds me of when I lived in Pisa where one of the most popular street food is cecina. I use:
– chickpea flour (100g for 2 people);
– onions (as you wish);
– water;
– salt.
I slightly fry the onions, and in the meanwhile I mix chickpea flour, salt and water until they become a cream. I mix everything with the onion and I put the cream in a cooking pan, turning it after few minutes of cooking.
You can do the same recipe in the oven, cooking the cream for 10 minutes at 180°. If you don’t like onions, you can make it also without them, or you can add some other ingredients (for example cheese or peas). 100G of chickpea flour have 48g of carbs.
Last but not least, a cake. A cake without sugar (almost, because I didn’t have enough chocolate so I had to use drops of dark chocolate) with wholewheat flour, chocolate and cinnamon. I use:
– 150g wholewheat flour;
– 150g fine flour;
– a glass of oil (you can choose what you prefer, I like sunflower oil);
– a glass and a half of milk;
– 100g maltitol;
– mother yeast or normal yeast;
– drops of dark chocolate.
I’m no proud of this, but I am not always able to follow a recipe from the beginning to the end. For cakes, I mix all the ingredients, and that’s all. I cooked it for 30 minutes at 180°. I would love to give you the amount of carbs, but this time you have to guess based on the amount of cake that you want.