Ripetizione

Diario di bordo, capitolo 6

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Sessanta. Detto così sembrano una manciata, un gruzzolo. Ogni giorno di questi sessanta giorni di quarantena mi sono svegliata e la prima cosa che ho visto è stato lo schermo del mio microinfusore. 30g di carboidrati più correzione, cosa che non devo più calcolare perché fa tutto lui: digito tutto quanto a occhi chiusi, rimandando la sveglia di altri 10 minuti, senza riaddormentarmi ma rigirandomi

Il diabete è una serie di gesti ripetuti, un po’ come le giornate in quarantena. Mentre faccio colazione – anche questa sempre uguale, tranne il sabato, giornata dedicata ai pancake – guardo il grafico della glicemia della notte prima. Mentre la teiera fischia, ho già poggiato il telefono e aperto il tappetino: un’altra abitudine ripetuta alla quale mi sono costetta in questi mesi.

In fondo stare in quarantena ci ha reso un po’ tutti dei piccoli monaci domestici. Portiamo avanti un compito dopo l’altro, alternando lavoro e svago, lontani da un nemico invisibile che ci minaccia là fuori. Il tempo si dilata, poi scorre via più veloce, poi si ferma del tutto.

Avere una malattia cronica mi ha preparato a questo periodo in isolamento, nel bene o nel male. Mi ha insegnato ad ascoltare quando il burnout è dietro l’angolo. Mi ha permesso di conoscere i sintomi, mi ha fatto capire quando tirare il freno a mano. Mi fa vivere ancorata ogni giorno a tanti piccoli gesti. Mi permette di avere pieno controllo su come mi sento, mi ha reso più sicura di me stessa.

Cerco di aggrapparmi a oggetti familiari, piccoli rimandi al mondo esterno: accendere il pc e mettermi a scrivere. La sveglia sul telefono che mi ricorda che devo muovermi un po’, fare dieci minuti di stepper. L’agenda sulla quale annoto le idee. Preparare il pranzo, la cena. Contare i carboidrati. Guardare lo schermo del microinfusore di nuovo, riflettere.

Non ho più paura della ripetizione come un po’ di tempo fa. Cerco di prendere anche questa pandemia come un insegnamento: è molto probabile che io non sia in grado di comprenderlo subito, ma prima che io me ne sia resa conto, mi avrà già formato, modellato come se fossi una persona fatta d’argilla e non più di ossa.

ENG

Repetition

Life Journal, chapter 6

Sixty days. They look like a handful, they passed so fast. Every day of these sixty days of lockdown I woke up and the first thing I saw was the screen of my pump. 30g of carbs plus correction, which I no longer have to calculate because the pump does everything: I type it with my eyes closed, postponing the alarm for another 10 minutes, without going back to sleep.

Diabetes is a series of repeated gestures, it looks exactly like these days. While I have breakfast – always the same, except on Saturday, which is pancake day – I look at the blood sugar graph of the night before. While the teapot whistles, I have already put the phone down and opened the mat: another repeated habit that I have forced myself in these months.

After all, being in quarantine has made us small domestic monks. We carry out one task after another, alternating work and leisure, far from an invisible enemy that threatens us out there. Time expands, then runs faster, then stops completely.

Having a chronic disease prepared me for this period in isolation, for better or for worse. It taught me to listen when burnout is around the corner. It allowed me to know the symptoms, it made me understand when to pull the handbrake. It makes me live anchored every day to many small gestures. It allows me to have full control over how I feel, it has made me more confident (well, most of the time).

I try to cling to familiar objects, small references to the outside world: turning on the PC to start writing. The alarm clock on the phone reminds me that I have to move little. The agenda on which I write down my ideas. Prepare lunch, dinner. Counting carbohydrates. Look at the pump screen again, reflect.

I am no longer afraid of repetition like some time ago. I also try to take this pandemic as a lesson: it is very likely that I am not able to understand it immediately, but before I realized it, it will have already trained me, shaped me as if I were a person made of clay and not of bones anymore.

Reduce: cinque ricette che ci riportano coi piedi per terra

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Eccoci qua, pronti per un nuovo post in collaborazione con Michela di Sustainable Olivia, assaggiatrice di olio d’oliva e di semolino.
Dopo un mese di quarantena entrambe stiamo iniziando a perdere il senno; tra voglie incomprensibili e pranzi raffazzonati in attesa del prossimo ordine Coop a casa, abbiamo deciso di condividere le nostre ricette preferite delle ultime tre settimane.

Perché reduce? Ridurre è una delle cinque R dello zero waste, e forse è quella che possiamo veramente imparare a mettere in atto durante queste strane giornate.
Per fare la spesa dobbiamo affrontare code interminabili, trovare una slot per un ordine online è difficilissimo, ingiusto far muovere continuamente corrieri e fattorini (e dei problemi della GIG economy trovate tante altre persone più qualificate di me, qualora voleste informarvi).

Cosa fare, dunque? Io ho iniziato ad aprire i cassetti e a ragionare in modo diverso. Mi mancava forse qualcosa?

No.
Mi sono resa conto di avere molte più scorte rispetto a quello che immaginavo, e con un po’ di pianificazione, sono riuscita a tirare una settimana in più prima di prenotare la spesa. Tutti gli ingredienti di queste ricette possono essere comprati sfusi, o al massimo incartati nella carta (come il cuscus, per esempio, o la farina).
Che cosa abbiamo cucinato?

1. Dolci (per colazione e non)

Dark pancakes

Ho usato uova, farina e lievito. Non avete bisogno di altro per cucinare dei pancake leggeri, che possono essere farciti ma anche gustati salati.

In questa versione io ho aggiunto del cacao, e della crema alla gianduia di Cioccolateria Veneziana.
Potete svuotare i cassetti da gocce di cioccolato, uvetta, avena o frutta secca, semplicemente aggiungendoli all’impasto. Per la farcitura vanno bene creme golose come quelle al cioccolato, alle nocciole, marmellate, ma sono perfetti anche con ricotta e pomodori.

Ricetta vegetariana, 4 ingredienti, per 2 persone:
120g farina integrale
1 uovo
1/2 bustina di lievito
acqua quanto basta
Mischiare tutti gli ingredienti con una frusta, dosando l’acqua fino a raggiungere una consistenza cremosa. In una padella antiaderente calda, versare il composto con il mestolo. Girarlo quando escono le bollicine in superficie (circa dopo 2 minuti). Per la versione al cacao, sostituire 120g di farina con 100g di farina e 20 di cacao. Farcire a piacere.

2. Primi piatti

Cuscus come vi pare

Ho usato cuscus, pomodorini, basilico e legumi. Oltre che essere una ricetta facilissima, è pure veloce. Il cuscus si cuoce a fuoco spento, che è un bel risparmio, e per dosarlo sappiate che una tazza corrisponde a una tazza e mezzo d’acqua.

Su questo potete veramente sbizzarrirvi. Il cuscus si prepara in due minuti, e potete aggiungerci gli ingredienti che volete: è buonissimo con verdure e ceci, con olive e pomodori e qualsiasi altro abbinamento audace vi passi per la testa. Perfetto per la creatività da quarantena, o semplicemente per mangiare finalmente quei legumi che riposano nei vostri cassetti da secoli.

Ricetta vegana, 4 ingredienti, per 2 persone:
Cuscus integrale, 2 tazze piccole
Pomodorini
Fagioli già cotti
Basilico fresco
Quando l’acqua bolle, spegnere il fornello, salare e versare il cuscus. Chiudere il coperchio e lasciar assorbire tutta l’acqua. Nel mentre fate saltare i pomodorini e il basilico in padella (se avete anche uno spicchio di aglio) e i fagioli già cotti. Unite tutto e mangiate a forchettate come se non ci fosse un domani.

Cereali e broccoli is the new pasta e broccoli

I cereali come orzo e farro sono la cosa più noiosa da cuocere. Per questo solitamente li preparo Lunedì per tutta la settimana. Stavolta ho fatto il farro, e per diversi giorni l’ho condito in modo diverso. Il mio preferito è farro e broccoli, senza ombra di dubbio.

Se vi piace potete aggiungere anche qui delle cose totalmente random, come ogni buona ricetta casalinga che si rispetti. In questo caso, preferisco la semplicità.

Ricetta vegana, 2 ingredienti, per 2 persone:
180g di farro
Un broccolo di dimensioni perfettamente normali
Fate cuocere il broccolo a vapore, e fate bollire il farro per il tempo indicato sulla confezione (solitamente 30 minuti). Dopo aver condito il broccolo con olio e sale, unite tutto. Fine.

3. Secondi piatti

Frittata vegana

Un solo ingrediente: farina di ceci. Più facile di così, no? Certo, non tutti hanno la farina di ceci in dispensa, ma siete scusati e per stavolta potete andare a fare la fila alla Coop.

Potete farcirla come volete, ma è buonissima anche così. Io avevo delle cimette di rapa, che ho fatto saltare con uno spicchio di aglio e le ho aggiunte all’impasto.

Ricetta vegana, 1 ingrediente, dosi per 2 persone:
120g farina di ceci
Prendete la farina di ceci, salatela e aggiungete acqua fino a raggiungere una consistenza cremosa. Cuocere in una padella antiaderente oleata, 2 minuti per lato. Farcire come vi pare.

Hummus di fagioli (ovviamente, vegano)

Se siete pigri, potete prendere i fagioli direttamente dal barattolo di vetro. Facile e veloce. Se non siete pigri, potete cuocere i fagioli, bestemmiare, e poi proseguire con la ricetta.

L’hummus, come le frittatine di ceci, è versatile e infinitamente personalizzabile. Gli ingredienti base sono legumi (ceci, fagioli e lenticchie) e la tahina, ma potete aggiungere tantissime altre cose: spezie come curcuma e paprika dolce, oppure erbette fresche come nella foto.

Ricetta vegana, 2 ingredienti, dipende da quanto ne mangiate:
120g di fagioli cotti
1 cucchiaio di tahina
Frullare nel mixer i fagioli lasciando un po’ di acqua di cottura. Aggiungere olio, sale e tahina, pasta di sesamo che potete trovare in qualsiasi negozio etnico, e se volete replicare questa versione, basilico, timo, prezzemolo e aglio. Tanto che vi frega, siete in quarantena.

Potete leggere il post gemello scritto da Michela nel suo blog Sustainable Olivia.

ENG

Reduce: keeping our feet on the ground

Here we are, ready for a new post in collaboration with Michela Sustainable Olivia , our favorite olive oil influencer. 
After a month of quarantine, we are both starting to lose my mind; between incomprehensible cravings, waiting for the next grocery delivery, we decided to share our favorite recipes for the past three weeks.

Why reduce?  Reduce is one of the five R of zero waste, and perhaps it is the one that we can truly learn to put in place during these strange days. For grocery shopping we face endless queues, finding a slot for ordering online is difficult, and it’s also unfair to constantly move delivery men unless it’s an emergency (we know the problems of the GIG economy).

So, I started to open my kitchen drawers and think differently. Am I lacking something?

No. 
I realized that I had more stocks than I imagined, and with a little planning, I managed to pull one more week before ordering again. All the ingredients of these recipes can be bought in bulk, or at most wrapped in paper (such as couscous, for example, or flour). 
So, what did I cook?

1. Sweets

Dark pancakes

I used eggs, flour and baking powder. You don’t need anything else to cook these pancakes, which can be filled with cream but also with savory ingredients.

In this version, I added cocoa powder and hazelnut cream. You can empty the drawers if you have chocolate chips, raisins, oats or nuts, simply adding them to the dough. For the filling is good delicious creams such as chocolate, hazelnuts, jams, but also with cottage cheese and tomatoes are perfect.

Vegetarian recipe , 4 ingredients , for 2 people:
120g whole wheat flour
1 egg
1/2 tablespoon baking powder
water
Mix all the ingredients with a whisk, measuring the water until the dought reaches a creamy consistency. In a hot pan, pour the mixture with a spoon. Turn the pancake when you start to see bubbles (after 2 minutes). For the version with cocoa, replace 120g of flour with 100g of flour and cocoa 20.

2. First courses

Couscous as you please

I used couscous, tomatoes, basil, and legumes. Couscous is an easy and fast recipe. The couscous is cooked with the stove off, which is a great energy saving.

It takes 2 minutes to prepare, and you can add the ingredients you want: couscous is delicious with vegetables and chickpeas, with olives and tomatoes and any other combination. It’s a perfect creative recipe for quarantine, and you can finally eat those beans resting in your drawers since 2015.

Vegan recipe4 ingredients , 2 persons: 
Whole wheat couscous, 2 small cups 
Tomatoes 
Cooked beans 
Fresh basil 
When the water boils, turn off the stove, add salt and pour the couscous. Close the lid and let it absorb all the water. Meanwhile, saute the tomatoes and basil in a pan (if you want you can also put a clove of garlic) and the beans already cooked. 

Cereals and broccoli

The grains like barley and spelt are the most annoying thing to be cooked. I usually prepare them on Monday for all week. This time I cooked spelt, and for several days I made different vegetables aside. My favorite is spelled and broccoli, without a doubt.

If you like you can also add random things, but n this case, I prefer simplicity.

Vegan recipe2 ingredients , for 2 persons: 
Spelt 180g 
Broccoli 
Steam the broccoli, and boil the spelt for the time indicated on the package (usually 30 minutes). Right after, season the broccoli with oil and salt, mix everything. The end.

3. Main dishes

Vegan frittata

Only one ingredient: chickpea flour. So easy. Of course, not everyone has the chickpea flour in the pantry, but this time you are excused and can go to queue at the grocery shop.

You can put inside what you wish, but it is good also simple and plain. I had turnip greens, I cooked them with garlic and added them to the mixture.

Vegan recipeone ingredient , for 2 people: 
120g chickpea flour
Take the chickpea flour, salt it and add water until it reaches a creamy consistency. Cook in a pan, 2 minutes per side. Stuff it what you like
.

Hummus with beans

If you’re lazy, you can take the beans straight from the glass can. Easy and fast. If you are not lazy, you can cook the beans, and then proceed with the recipe.
The hummus, like chickpeas pancakes, is a versatile dish and infinitely customizable. The basic ingredients are legumes (peas, beans, and lentils) and tahin, but can add lots of things: spices such as turmeric and paprika, or fresh herbs.

Vegan recipe2 ingredients, doses depend on how much you eat: 
120g of cooked beans 
1 tablespoon of tahin
Blend in mixer beans leaving a little cooking water. Add oil, salt, and tahini, sesame paste you can find in any ethnic store, and if you want to replicate this version, basil, thyme, parsley, and garlic.

Sopravvivere dopo 1 mese di covid-19

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L’ultima volta che sono uscita con i miei amici è stato il 26 Febbraio. Quella sera stessa hanno preso i primi provvedimenti, ai quali abbiamo assistito di fronte a una bottiglia di vino: la gente ha iniziato a riempire le stazioni per scappare da Milano. Da quel giorno sono uscita una volta, per fare la spesa.

Ho il privilegio di avere un tetto sulla testa, di fare il mio lavoro da casa e di vivere in una città nella quale non mancano i servizi essenziali: spesa a domicilio, farmacia sotto casa, cibo da asporto. Mi rendo conto che molte persone non hanno le stesse possibilità, e per questo mi ritengo molto fortunata.

Detto ciò, la situazione è difficile. Non ho una casa grande, e sto cercando di riempire le giornate come meglio posso. Tanti spunti nei primi giorni li ho presi da instagram, quindi ho pensato di condividere quella che ormai sta diventando la mia routine da quarantena. Potrebbe esservi utile in caso siate annoiati a morte con la faccia schiacciata sul divano, in attesa che tutto questo finisca.

1. Attività fisica ogni giorno

Sono la persona meno sportiva del pianeta terra. Però cerco di camminare per un minimo di diecimila passi ogni giorno, e faccio yoga da principiante ogni mattina.
Dopo tre giorni di quarantena ho guardato il Fitbit dopo cena: duemila passi. Mi sentivo stanchissima, affaticata, eppure non avevo fatto nulla. Da quel giorno, ho messo in moto l’aggeggio che mi salva spesso dalle glicemie alte: lo stepper. Cerco di fare diecimila o più passi al giorno, sparsi tra mattina, pomeriggio e sera.

2. Libri lunghi

Non solo la persona meno sportiva, ma anche quella che si annoia più facilmente. Mi annoia tutto. Mi annoia Facebook, mi annoia Reddit, mi annoia qualsiasi cosa. Non mi annoiano i mattoni di pagine però: ho ripreso in mano il caro vecchio Thomas Mann, ho riletto alcune parti di Infinite Jest e presto mi dovrò affidare a Kindle per non movimentare ulteriori spedizioni inutili.

3. Serie tv

Ho iniziato The looming tower su Amazon prime, dopo una sequela di serie più o meno dimenticabili. Ho letto il libro di Lawrence Wright, e la serie rende giustizia allo spirito e agli avvenimenti di cui parla. L’unica altra serie degna di nota degli scorsi mesi è stata Crash landing on you, una serie coreana che potete vedere su Netflix. Ne ha parlato Wired qui.

4. Cucino con ingredienti freschi

Avete presente quei giorni in cui avete una voglia di qualcosa, ma nessuno sbatti di cuicinarla? Ecco. Se siete a casa, è il momento giusto per farlo. Tirate fuori i cavoli dal frigo, le patate dalla dispensa e qualsiasi altra cosa ci metta più di 30 minuti ad essere cucinata. E’ arrivato il loro momento. Abbiamo parlato di pandemia e zero waste in un post con Michela di Sustainable Olivia. In un mondo perfetto, staremo prendendo questo periodo come una sfida per imparare come le nostre azioni impattano sul mondo, e cosa possiamo fare per migliorare. In questo mondo imperfetto almeno ci proviamo.

5. Gioco col Nintendo Switch

E’ uscito Animal crossing. Devo aggiungere altro?
ANIMAL CROSSING NEW HORIZONS.
Non possiamo uscire di casa, ma possiamo metterci in balcone ad arredare la nostra isola deserta e di pescare carpe e calamari dal divano. Questo è poco, ma sicuro.

6. Racconto

Mai avrei pensato che raccontare ciò che faccio mi sarebbe potuto tornare utile. Aprirmi al mondo mi fa sentire un po’ meno sola. Nei social ci sono tantissime persone nella mia stessa situazione, che affrontano la quarantena in modi simili o totalmente diversi dal mio.
Racconteremo in futuro di questi giorni, ma è la prima volta che ci troviamo tutti quanti immersi in questa situazione, e siamo in grado di raccontarlo in diretta nei social. Da Wuhan a Milano, dagli Usa al Medio Oriente, è la prima volta che persone da ovunque nel mondo raccontano su internet come stanno vivendo una pandemia globale. Ce ne ricorderemo.

7. Guardo le notizie solo la mattina

Una pandemia su scala mondiale è stressante, e lo è ancora di più se veniamo costantemente bombardati da numeri, grafici, percentuali.
Guardo le notizie la mattina e da siti affidabili (avete visto che lavorone stanno facendo a Il post?).
Quando una notizia mi suona falsa o estremamente allarmistica, cerco conferma su altri giornali o si siti esteri. Non condivido niente su facebook o twitter che riguardi il coronavirus, sostanzialmente perché non ho nessuna competenza per farlo. E’ la stessa cosa che dovreste fare anche voi, a meno che non siate Ilaria Capua.

8. Medito il doppio rispetto al solito

Meditare mi aiuta nell’affrontare la vita di tutti i giorni, dunque credo che durante una pandemia possa essere ancora più utile. Utilizzo l’app Headspace (ne ho parlato qui) e a seconda del periodo faccio il corso che mi sembra più adatto. Da due settimane ho iniziato Finding focus, ma quando la situazione è degenerata ho iniziato a fare delle meditazioni anche durante il pomeriggio. Molto bella la meditazione Walking at home. E’ proprio il caso di dire che la meditazione ci salverà la vita.

9. Ho iniziato a usare il termine “skincare”

Chi l’avrebbe mai detto? Ho iniziato a fare quello che facevo ogni sera, dedicando 10 minuti anziché 30 secondi. Strucca, lava, metti la crema. Un momento per staccare da tutto e da tutti. Ovviamente il più possibile zerowaste ed ecologico.
E così anche io adesso ho la mia skincare routine.

10. Cerco di migliorare e imparare qualcosa

Conoscete l’app Duolingo? Nel 2018 l’ho usata per 365 giorni di fila. Adesso sto cercando di riprendere il ritmo, subito dopo cena, una o due lezioni. Sempre tedesco per mantenerlo vivo, ma anche altre lingue che mi piacerebbe imparare, come il portoghese e il francese. Accanto a queste, lingue che probabilmente non imparerò mai, come il coreano. E’ divertente anche solo provarci.

+1. Se non ho voglia di fare nulla, non faccio nulla

E’ perfettamente normale sentirsi di merda. Ognuno è libero di vivere la quarantena come preferisce, facendo sport, leggendo Erasmo da Rotterdam o anche solo stando nel divano. Se preferite fare la pizza ogni giorno, fate la pizza ogni giorno. Ma se vi sentite in colpa perché tutti stanno facendo la pizza mentre voi vi sparate l’ultima stagione di Baby, è arrivato il momento di staccare dai social.
In un mondo in cui la produttività sembra essere l’unica cosa che ci da valore, abbiamo finalmente la possibilità di fare ciò che ci pare, ciò che ci piace, o semplicemente di riposare e di prenderci tutto il tempo che ci serve. Supereremo anche questa.

ENG

Surviving after 1 month of COVID19 lockdown

The last time I went out with my friends it was February, 26th. We were reading news in our smartphones with a bottle of wine, and we knew that something was wrong when we heard about people running at the train stations to get away from Milan. Since that day I went out once, to do grocery shopping.

I have the privilege of having a roof over my head, of working from home and living in a city where there are plenty of essential services: delivery services, pharmacies, small shops, takeaway food. I realized that many people do not have the same opportunities, and for that, I consider myself very lucky.

This situation is difficult. I don’t have a big house, and I’m trying to fill their days as best I can. I take a journal and I decide what to do, trying not to procrastinate as much. I took many ideas from Instagram, so I thought I’d share my routine quarantine. It could be useful in case you are bored to death, crushed face on the couch, waiting for this to end.

1. Physical activity

I do not like sports. But I try to walk for a minimum of ten thousand steps every day, and I do yoga every morning. 
After three days of quarantine, I glanced at my Fitbit after dinner: two thousand steps. I felt tired, fatigued, and yet I hadn’t done anything. Since that day, I set in motion the only thing saves me from high blood sugars: the stepper . I try to do ten thousand or more steps a day, even if I’m confined home. 

2. Long books

I’m not only the less sportive person you’ll ever know, because I am also the person that gets bored more easily. Everything is boring. It bores me Facebook, Reddit, Instagram. There’s one thing I’m not bored of: giant books. Yesterday I picked the good old Thomas Mann, I reread some parts of Infinite Jest and soon I’ll have to rely on my Kindle not to move further unnecessary shipments.

3. Tv series

I started The looming tower of Amazon, after a lot of forgettable series. I read the book by Lawrence Wright, and the series seems to be as good as it. The only remarkable tv show has been Crash landing on you, a Korean comedy that you can see on Netflix

4. Cooking from scratch

There are some days when I crave for something, but I don’t have time to make it. This is because I have only 1 hour of lunch break, or because I go to the gym before dinner. But now… here it is. If you are home, it is the right time to do it. Bring out the cabbages from the fridge, the potatoes from the pantry and anything else that requires over 30 minutes to be cooked. It ‘s their moment of glory.

5. Nintendo Switch

ANIMAL CROSSING NEW HORIZONS.  Do I need to say more?
We cannot leave our houses, but we can stand on the balcony and decorate our desert island, we can lay on our couches and fish for carps. It may not seem much, but it’s safer than out there. No risk of covid inside a videogame. 

6. Writing

I never thought that  writing about myself could have come in handy. Opening up to the world makes me feel a bit less alone. There are many people in my situation, who face quarantine in different ways.
We will write about this in the future. It is the first time we are immersed in something like this, and we can talk about it right now, thanks to social medial. From Wuhan in Milan, from the US to the Middle East, it is the first time that people from anywhere in the world on the internet started to write about the same topic, how they are living a global pandemic. We will remember.

7. News and television only in the morning

A worldwide pandemia is stressful, and it is can be even more hard if we are constantly bombarded with numbers, graphs, percentages. 
I watch the news in the morning and from reliable sites (in Italy, the most remarkable sourche is Il post). 
When something strikes me as false or extremely alarmist , I look for confirmation in other newspapers or foreign sites. I do not share anything on facebook or twitter that concerns coronavirus, basically because I have no competence to do so. It ‘s the same thing that you should do it too, unless you’re Ilaria Capua.

8. Meditation, twice

Meditating helps me to face my everyday life, so I think that during a pandemic can be even more useful. I use the app Headspace (I talked about it here) and, depending on my mood, I take the course that seems most suitable at that moment. Since two weeks I started Finding focus in the morning, but when the situation got worse I started meditating also during the afternoon. Another beautiful meditation is called Walking at home. In this case, meditation will save your life, trust me. 

9. I started to use the word “skincare”

Who would have ever thought? I started doing what I did every night, devoting 10 minutes instead of 30 seconds. I remove my makeup, wash mu face, put the cream. A time to get away from everything and everyone. Obviously, my routine is as zero-waste and ecological as possible. 
And so now I have my skincare routine. 

10. I learn something everyday

Have you ever tried the Duolingo app? In 2018 I used it for 365 days in a row. Now I’m trying to start again, right after dinner, one or two lessons. I exercise German, to keep it alive, but also other languages that I like to learn, like Portuguese and French. Alongside these three, I try also languages that I probably won’t ever learn, such as Korean. It’s fun to try. 

+1. If I don’t feel like doing anything, I do nothing.

It is perfectly normal to feel like shit. Everyone is free to live as she prefers during quarantine: doing sports, reading Hegel or just laying on the sofa. If you prefer to make pizza every day, do that. But if you feel guilty because everybody is doing pizza while you are watching the last season of friends, it’s time to disconnect from social media
In a world where productivity seems to be the only thing that gives us value, we finally have the opportunity to do what we want, what we like, or simply to rest and take the time we need. We will overcome this too.