Ho finalmente trovato un lavoro tedesco e altre storie mirabolanti

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Diario di bordo, capitolo 18

Era da tanto che non scrivevo un diario di bordo, quindi eccoci qua. Diciamo che sarà un po’ un diario per giustificare la mia latitanza, più o meno sentita, soprattutto qui su IBMOB.

Quindi, veniamo al perché della mia assenza più o meno intermittente. Ho trovato lavoro. Chi l’avrebbe mai detto? Dopo mesi, ormai, stavo iniziando a perdere la speranza. Colloqui che mi sembrava di aver affrontato perfettamente che si perdevano nel vuoto, candidature inviate e centinaia di messaggi senza risposta. E alla fine è successo. Ed è successo proprio quando sarei stata pronta ad accettare qualsiasi cosa.

Insomma, sono ancora in periodo di prova, però capito? Ho trovato un lavoro tedesco (!).

E’ un po’ come con lə fidanzatə, sapete? Quando vi lasciate da una storia lunghissima, magari decennale, e finalmente decretate: sono prontə a stare da solə. E poi ritrovate un’anima gemella, di quelle che dite ma dove cazzo eri fino ad ora? Credetemi.
E’ che il lavoro è come unə su Tinder: fiuta quando state cercando qualcosa a lungo termine. Lo sente come un cane da tartufo, come un lupo mannaro, come uno zombie alla ricerca di cervelli. E vi sta lontano. Poi quando siete pronti ad accettare anche il multilevel marketing più tremendo, eccolo là che arriva a salvarvi. Insomma, avete capito no?

Il punto è che ritornare a lavorare full time mi ha risucchiato più energie del previsto, e il fatto che io fossi abituata a lavorare da casa da ben prima del Covid19 non mi ha per niente aiutato. Ho riscoperto cosa significa essere stanca (per davvero, non solo per lamentarmi), ma per fortuna ho comunque orari molto flessibili e posso lavorare da dove voglio. E in ufficio ci sono dei cani. E una cucina. E dei divani. E una macchina del caffè Delonghi. Insomma, direi che passate queste prime settimane di assestamento, non dovrei più aver bisogno di tutti questi caffè per tenermi in piedi.

Lavorare è faticoso, e per quanto mi piaccia condividere post ironici sui social che urlano I do not dream of labor, in realtà io dream very much about arrivare a fine mese. Quindi sto cercando di districarmi nel magico mondo instabile delle start up, per la prima volta in un settore che mi piace, con colleghi che hanno più o meno la mia età e che mi parlano come se io fossi un’esperta di qualcosa – una prospettiva che non mi era mai successa prima.

Potrei dire tante cose, ma preferisco tenermi immersa nel silenzio stampa delle prime, caotiche, settimane. Ci sarà modo di aggiornarci nel tempo, ammesso che io superi il maledetto periodo di prova, AKA le settimane in cui non potrò fare niente senza la vocina sul retro della mia testa che sussurra: Michela, sei un’impostora, puoi solo stare disoccupata sul divano e anche a far quello mica sei brava.

In realtà non ci sono tante altre storie mirabolanti: la mia vita continua a dividersi tra letture bellissime (di cui parlerò, giuro) e cose che scrivo, un po’ meno belle, ma tanto non ci sono problemi finché sono io l’unica a leggerle. Continuo a fermentare cose a caso, continuo ad affondare le mani nella farina, continuo a camminare e a cercare di rimanere ancorata al momento presente – ma non sempre ci riesco. Però ci provo.

Insomma, ora sapete che se sono latitante c’è un motivo, e non è perché sto abbandonando il blog o chissà che altro. Probabilmente IBMOB cambierà nel 2022 come sto cambiando io in questi mesi in cui sto conoscendo nuovi modi di vivere la sostenibilità. Non so ancora come, non so ancora esattamente quando. So solo che succederà, e che io sarò qui se vorrete aspettarmi.

ENG

Life journal, chapter 18

It’s been a long time since I wrote a Life Journal, so here we are. Let’s say it will be some sort of a diary log meant to justify my absence here on IBMOB.

So, to the reason for my more or less intermittent absenteeism: I found a job. Who would have thought? After months now, I was starting to lose hope. Interviews that I seemed to have faced perfectly were lost in the void, applications sent, and hundreds of unanswered messages. And in the end, it happened. And it happened just when I would be ready to accept anything.

I mean, I’m still in a trial period. Right? But I found a German job (!).

It’s a bit like having a boyfriend, you know? When you leave a very long relationship, perhaps ten years, and finally declare: I am ready to be alone. And then you find a soul mate, the kind you say but where the fuck were you until now? Believe me. 

It’s just that work is like a prince charm on Tinder: he can smell when you’re looking for something long-term. He feels it like a truffle dog, like a werewolf, like a zombie looking for brains. When you are ready to accept even the most terrible multilevel marketing, he will come to get you. Well, you got it right?

The point is that returning to work full time was a lot omore energy than expected, and the fact that I was used to working from home well before Covid19 didn’t help me at all. I have rediscovered what it means to be tired (for real, not just to complain), but luckily I still have very flexible hours and can work from wherever I want. And there are dogs in the office. And a kitchen. And sofas. And a Delonghi coffee machine. In short, I would say that after these first few weeks of settling in, I should no longer need all these coffees to keep me on my feet.

Working is exhausting, and as much as I like sharing ironic posts on social media that scream I do not dream of labor, in reality, I dream very much about paying rent. So I’m trying to disentangle myself from the unstable magical world of start-ups, for the first time in an industry I like, with colleagues who are about my age and who talk to me as if I’m an expert on something – a very different perspective from the one I was coming.

I could say many things, but I prefer to keep myself immersed in the press silence of the first, chaotic, weeks. There will be a way to update over time, assuming I pass the damn probationary period, AKA the weeks when I can’t do anything without the little voice on the back of my head whispering: Michela, you’re an impostor, you can only stay unemployed on the sofa and you’re not good at that too.

Besides that, there are not many other amazing stories: my life continues to be divided between beautiful readings (which I will talk about, I swear) and things I write, a little less beautiful, but there are no problems as long as I am the only one reading them. I keep fermenting random things (just experimenting with Kimchi right now!), I keep digging my hands in flour, Ikeep walking and trying to stay anchored in the present moment – but I don’t always succeed. But I try.

In short, now you know that if I am a fugitive there is a reason, and it is not because I am leaving the blog or who knows what else. IBMOB will probably change in 2022 as I am changing in these months in which I am learning new ways of experiencing sustainability. I still don’t know how, I still don’t know exactly when. I just know it’s going to happen, and I’ll be here if you want to wait for me.