Quando dico che un videogioco mi ha salvato la vita sono seria, serissima

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Sì, è arrivato il momento in cui ho deciso di parlare di Animal Crossing: New Horizons

Occhei, oggi facciamo una piccola deviazione dal tema sostenibilità – come se non ne facessi già abbastanza e per di più non annunciate.

Però insomma, avevo in mente da un po’ di tempo questo articolo, e visto che Nintendo ha lanciato un aggiornamento che avverrà tra pochi giorni, ho deciso finalmente di scriverlo.

C’è una cosa specifica che ho fatto ogni singolo giorno in cui mi sono sentita in ansia dal 2020 a oggi. Va bene, forse non ogni singolo giorno, ma quasi. E lo so, vi anticipo che si tratta di una cosa un po’ scema e ridicola, e capisco se molti di voi avranno delle domande relative al fatto che una trentenne possa passare il suo tempo in questo modo, ma ormai siamo qui e ne sto parlando, mi pare un po’ tardi per tornare indietro.

Sì, sto parlando di un videogioco, di quelli che solitamente sono pensati per bambini. Sto parlando di un gioco che però, nonostante non rientrino direttamente nel target di base, piace soprattutto agli adulti che sono cresciuti giocando i titoli precedenti e che ora si trascinano questa maledizione di console in console, inseguendo tutti i nuovi capitoli di una serie che, diciamocelo, fino a prima del lockdown si filavano in relativamente pochi.

Io (il mio personaggio) che pesco animali perfettamente plausibili in AC

Sto parlando di Animal Crossing. E in particolare di Animal Crossing: New Horizons.

Tom Nook, l’usuraio

Per chi non lo sapesse (se ci avete mai giocato saltate tutto sto blocco lunghissimo perché sapete già tutto quello che sto per dire) la trama di Animal Crossing: New Horizons è la seguente: stanchi della vita ipercapitalistica della società contemporanea che vi costringe a lavorare sotto un padrone che pensa solo al profitto, sull’orlo del burnout decidete di trasferirvi in un’isola deserta.
In quest’isola ci siete voi, un procione che si chiama Tom Nook che di mestiere fa l’usuraio, i suoi due scagnozzi che lavorano al negozio di cianfrusaglie e la sua segretaria, una barboncina gialla di nome Fuffi. Dopo qualche ora di gioco (molte ore: il tempo del gioco coincide col tempo della realtà) arrivano diversi altri individui: la volpe Volpolo che cerca di fregarvi vendendovi quadri finti, il queer Florindo che vi chiama fiorellino e vi ricorda che dovete fare solo ciò che vi rende felici, tre sorelle istrici che si danno alla moda aprendo una sartoria (Agostina, Filomena e Bice) e se sto qui ad elencare tutti gli altri facciamo notte. Per ora vi basti sapere che, oltre a questi personaggi ricorrenti, sull’isola arriveranno anche altri abitanti a forma di animale antropomorfo, come lui, lei o lui (i miei preferiti). Insomma, avete capito no? Il gioco si basa sulla personalizzazione dell’isola deserta, di casa vostra, e su alcuni obiettivi veramente semplici (vendere frutta, far analizzare fossili e donarli al museo e altri simili).

Il giorno del mio compleanno su Animal Crossing: New Horizons

Fin qui ci siamo: un normalissimo gioco che non richiede troppo sforzo o troppo impegno, apparentemente. La cosa più interessante però è che questo nuovo capitolo, New Horizons, è uscito il 20 Marzo 2020.

Vi ricordate Marzo 2020? Chissà fino a quando ce lo ricorderemo.

Quando ho preordinato la Nintendo Switch (cosa che ho fatto solo ed esclusivamente per giocare ad Animal Crossing e a poco altro) abitavo in un bilocale di Milano e pensavo che la pandemia sarebbe finita nel giro di due mesi. Ero abituata a passare il Sabato sera al Chinese Box e tornare a casa sbronza con un auto a noleggio usata da chissà quante persone prima di me, ero abituata a farmi spazio tra la gente sudata nei locali, ero abituata a tante cose che adesso mi fanno sorridere. Per scampare alla noia di quelle che sarebbero dovute essere solamente un paio di settimane di reclusione, ho deciso di comprare un gioco senza sapere che mi avrebbe aiutato a superare l’isolamento in un modo che ancora oggi faccio fatica a spiegare.

Grinfia, la gatta che vuole diventare una pop star

Escapismo, ma in positivo

Paolino, un elefante rosa

A distanza di mesi mi sono resa conto che non sono solo io ad avere avuto questa impressione. Non sto scherzando: se non volete credermi quando dico che New Horizons ha salvato un botto di gente durante la pandemia, andate su Reddit a chiedere un po’ in giro, oppure leggere articoli come questo e questo.
Inizialmente per me, come per tutti, è stato uno svago da utilizzare nei momenti in cui sarei voluta uscire all’aria aperta ma non potevo per svariati motivi (vi ricordate quando non sapevamo come si contagiava il Covid19? O quando veniva detto che le mascherine erano inutili? O quando tutti improvvisamente si erano messi a sfornare pane osceno lievitato malissimo?).

Sull’isola di Animal Crossing è possibile simulare tutte le cose che avrei voluto fare ma che in quel momento erano possibili solo virtualmente: pensarci adesso mi ricorda quanto sia stato difficile realizzare che no, non saremmo usciti di casa dopo un paio di settimane, non ne saremmo usciti migliori e soprattutto che la pandemia non ci avrebbe abbandonato per tanto tempo.

Ciò che ancora non ho detto per spiegare in che modo Animal Crossing mi abbia salvato è questo: New Horizons è un gioco basato soprattutto sulle interazioni. Lo spiegano bene gli articoli che ho linkato prima. Il gioco si basa sul rapporto con gli animali antropomorfi che vivono nell’isola insieme a te, ma anche e soprattutto con altri giocatori che possono visitare le isole. Nella maggior parte dei casi si tratta di sconosciuti dall’altra parte del mondo, a volte però capita di incontrare qualcuno che conosciamo tutti abbastanza bene.

In sostanza tu nella tua isola ci puoi fare ciò che vuoi (e fidatevi, c’è gente che prende il design in modo decisamente troppo competitivo) ma il bello è visitare le isole di altre persone che, come te, hanno deciso di creare una piccola realtà virtuale alternativa fatta di mobili a forma di conchiglia e panchine a forma di pesca. Ed è stato proprio questo ciò che ha fatto esplodere il gioco anche al di fuori della sua bolla: la possibilità di viaggiare e di divertirsi in un momento in cui non era più possibile farlo realmente.

Fuffi, il barboncino giallo schiavizzato da Tom Nookn che ogni mattina annuncia cose random

Salute mentale e distopia

In uno studio dell’Università di Oxford (giuro, sul serio!) è stato dimostrato che alcuni giochi (tra cui Animal Crossing: New Horizons, e altri giochi con meccaniche simili come Stardew Valley e Harvest Moon) sono correlati a maggiori livelli di felicità e benessere.

Quando io e mio fratello eravamo piccoli, c’è stato un periodo in cui i nostri genitori avevano il terrore di farci passare troppo tempo di fronte alla Playstation. Per questo ci giocavamo solo dopo cena, e ogni volta che volevamo farlo mio padre montava la console per poi smontarla e nasconderla fino alla volta successiva. Il nostro gioco preferito era Crash Bandicoot e ci gasavamo così tanto che poi non riuscivamo a dormire per ore. Ho come l’impressione che nei primi anni 2000 ancora non fosse chiaro che le luci degli schermi siano da evitare prima di andare a dormire, ma tant’è.

Un pesce luna, pescabile su AC

Comunque, nei meravigliosi primi anni 2000, ogni cosa negativa che ci succedeva o che succedeva ai nostri compagni di classe era sempre direttamente collegata dai genitori, dalle maestre/dalle professoresse e da tutti gli adulti che conoscevamo ai videogiochi e al tempo speso di fronte allo schermo. Violenza? Certo, stai giocando troppo ai videogiochi. Asocialità? Certo, non esci mai con i tuoi amichetti a giocare all’aria aperta. Non hai fatto i compiti? Occhei, forse qui avevano ragione.

Il punto è che chi gioca ai videogiochi storce il naso quando sente dire certe cose. Giustamente, direi. E’ come quando Proust racconta nella Recherche che veniva sgridato perché leggeva per troppe ore di fila. I videogiochi – come i libri allora, a quanto pare – vengono percepiti come una perdita di tempo che non aggiunge alciun valore alla nostra vita.

E ci è voluta una pandemia per dimostrare il contrario.

Brunella, l’equivalente di The Wolf of Wall Street su AC

In un momento in cui ci siamo trovati a non poter più uscire di casa, abbiamo scoperto che ciò che ci circonda è in grado di influenzare pesantemente il nostro umore e la nostra salute mentale. Non poter vedere gli amici, ma anche non poter scambiare due parole con degli sconosciuti in un bar, non poter svolgere interazioni base senza la paura del contagio, tutte queste cose ci hanno influenzato pesantemente e avranno ripercussioni sulla nostra salute mentale per i prossimi decenni. E giochi come Animal Crossing: New Horizons hanno aiutato persone in tutto il mondo a mantenere quella parvenza di normalità che da un giorno all’altro abbiamo perso.

Mente scrivo queste cose e ci ripenso, mi rendo conto che nessun romanzo distopico è mai riuscito a prevedere un risvolto della nostra vita di questo tipo. Nessuno (eccetto gli scienziati che tentavano di dircelo da anni) aveva previsto mesi di lockdown, nessuno aveva previsto che viaggiare sarebbe stato impossibile per un tempo decisamente troppo lungo, ma soprattutto nessuno aveva previsto il successo di scappatoie come i videogiochi in grado di salvarci, letteralmente, la vita.

La sezione acquario del museo

Questa sviolinata ad Animal Crossing: New Horizons (e ad Animal Crossing in generale, che se non si fosse capito è la mia serie di giochi preferita) vuole essere in realtà una sviolinata a tutti i videogiochi che nel corso del tempo sono stati in grado di farmi crescere.

Tutte quelle volte che con mio cugino giocavamo a Silent Hill di nascosto e pensavamo di essere dei bambini ribelli che per la prima volta facevano esperienza di violenza e splatter troppo spinto, in realtà stavamo esorcizzando e imparando a controllare tutta una serie di paure alle quali non sapevamo neppure dare un nome. Tutte le volte che con mio fratello giocavamo a Final Fantasy X (finché un giorno mia madre non ha staccato la spina della playstation con un colpo di scopa, facendoci perdere tutti i salvataggi) non stavamo solo giocando a una bella storia, ma stavamo imparando a condividere un momento insieme nel cercare delle strategie per andare avanti col gameplay. Tutte le volte che ho giocato a League of Legends con il mio ragazzo non era semplicemente un momento di svago serale, ma un modo che è stato fondamentale per portare avanti un anno di relazione a distanza.

Tutte le volte che accendo Animal Crossing: New Horizons non sto solo vivendo una realtà alternativa, ma sto dedicando a me stessa un momento nel quale, per un attimo, gioco per il solo gusto di giocare, consapevole che, a volte, basta veramente poco per uscire dal loop di ansia incontrollata che la mia vita mi mette di fronte.
Questo significa che viviamo in un mondo distopico, dove è necessaria un po’ di evasione dalla realtà per sopravvivere? Forse. E chissà, probabilmente un giorno ci renderemo conto di quanto sia importante avere la possibilità di farlo. Anche – e soprattutto – da adulti.

Olivia, una di quelle persone che quando ti invitano a casa passano la giornata a pulire per poi scusarsi del casino
Resources

Animal Crossing: New Horizons, sito ufficiale Nintendo
It’s uniting people’: why 11 million are playing Animal Crossing: New Horizons, The Guardian
How Animal Crossing has helped autistic people during lockdown, Medium
Animal Crossing, Mental Health, and Human Connection During a Time of Social Distancing, Medium
Animal Crossing Benefits Mental Health According To Oxford University Study, The Gamer
5 Lessons on Mental Health from ‘Animal Crossing’ That We All Need, Healthline

ENG
La prova che tengo ai miei vestiti più su AC che nella vita reale

I’m damn serious when I say that a videogame saved my life

Yep: today we’re talking about Animal Crossing: New Horizons

Ok, today I want to make a small detour from the topic of sustainability – as if I haven’t done it enough already in this blog.
Anyway, I had this article in mind for some time, and since Nintendo has launched an update that will take place in a few days, I finally decided to write it.

C’è una cosa specifica che ho fatto ogni singolo giorno in cui mi sono sentita in ansia dal 2020 a There is something very specific that I have done every single day when I have felt anxious from 2020 until today. Ok, maybe not every single day, but most of the days. And I know, this is something a bit silly and ridiculous, and I understand if many of you will have questions related to the fact that a thirty-year-old woman can spend her time in this way, but now we are here and I am writing, it seems a bit late to go back.

Yes, I’m talking about a videogame, the kind of game that is usually designed for children. I’m talking about a game that is especially loved by adults who have grown up playing the previous titles. Adults who now carry this curse from console to console, chasing all the new chapters of a series that, let’s face it, before the lockdown was not under the radar.

My AC character screaming in Italian

I’m talking about Animal Crossing. And in particular about Animal Crossing: New Horizons.

Tom Nook, the usurer

For the two of you who don’t know Animal Crossing (if you’ve ever played it, skip this very long block because you already know everything I’m about to say) this is the plot of the last chapter New Horizons: tired of the hypercapitalist life of contemporary society that forces you to work under a boss who only thinks about profit, on the verge of burnout you decide to move to a desert island. 
On this island, you are not alone. There is a Japanese raccoon called Tom Nook who is a usurer, his two sidekicks who run a junk shop, and his secretary, a yellow poodle named Isabel. After a few hours of play (many hours: the time of the game coincides with the time of reality) several other individuals arrive: for example the fox Reiner who tries to trick you by selling fake paintings, the queer Leif who calls you a little flower and reminds you that you only have to do things that makes you happy, three porcupine sisters who go into fashion by opening a tailor’s shop (the Able Sisters) and if I am here to list all the others we will finish tomorrow. For now, you need to know that, in addition to these recurring characters, other inhabitants in the shape of an anthropomorphic animal will also arrive on the island, like himher or him (my favorites). Well, you got it, right? The game is based on customizing the island, your home and carrying on some very simple tasks (selling fruit, having fossils analyzed, and donating them to the museum, stuff like that).

Celebrating my birthday on AC

So, now you know: we are talking about a game that does not require too much effort. But the most interesting thing about all of this is that this new chapter, New Horizons, was released on March 20, 2020.

Do you remember March 2020? I know you do.

When I pre-ordered my Nintendo Switch (which I did only and exclusively to play Animal Crossing) I was living in a small apartment in Milan and I thought the pandemic would be over in two months. I was used to spending Saturday nights in Moscova and coming home drunk with a rental car used by who knows how many people before me. It was normal to crawl among sweaty people in the clubs, I was used to so many things that now are unbelievable. To escape the boredom of what should have been only a couple of weeks of confinement, I decided to buy a game without knowing that it would have helped me overcome isolation in a way that I still struggle to explain today.

Grinfia, the pop star cat

Escapism, but positive

Paolino, a pink elephant

Months later, I realized that it’s not just me. I’m not joking: if you don’t want to believe me when I say that New Horizons saved a lot of people during the pandemic lockdown, go to Reddit and ask around, or read articles like this one or this one. 
At first, for me, as for everyone, it was a fun way to escape reality when I wanted to go out in the open air but I couldn’t (do you remember when we did not know how Covid19 spread? Or when everyone said that the masks were useless? Or when everyone suddenly started baking inedible bread? I do. I remember your bread. There’s a special place for you in hell).

On Animal Crossing’s island, it is possible to simulate all the things that I wanted to do but which at that time were only possible virtually. Thinking about it now reminds me how difficult it was to realize that no, we would not have left the house after a couple of weeks, nor we would have come out as better people, and above all,.that the pandemic would not have abandoned us for a long time.

What I haven’t said yet to explain how Animal Crossing saved me is this: New Horizons is a game based mostly on interactions. The articles I linked earlier explain this well. The game is based on the relationship with the anthropomorphic animals that live on the island with you, but also on the interactions with other players who can visit your island. In most cases, they are strangers on the other side of the world, but sometimes it happens to meet someone we all know quite well.

Basically, on your island you can do whatever you want (and trust me, there are people who take Animal Crossing design in a way that is way too competitive) but the beauty of the gameplay is to visit the islands of other people who, like you, have decided to create a small alternative virtual reality made of shell-shaped furniture and peach-shaped chairs. And it was precisely this that blew the game even outside its bubble: the possibility of traveling and having fun during a time when it was no longer possible to really do it.

Isabel, the yellow poodle enslaved by Tom Nook

Mental health and dystopia

In In an Oxford University study (I swear on Tom Nook that I’m not joking) researchers show that playing some games (including Animal Crossing: New Horizons, and other games with similar mechanics like Stardew Valley and Harvest Moon) are related with higher levels of happiness and well-being.

When my brother and I were little, there was a time when our parents were terrified of letting us spend too much time in front of the Playstation. This is why we only played with it after dinner, and every time we wanted to, my father installed the console on the living room table and then, after finishing with the game, he took it apart and hid it until the next time. Our favorite game was Crash Bandicoot and every time we were so excited we couldn’t sleep for hours. I have the impression that in the early 2000s it was still not clear that the blue lights on the screens should be avoided before going to sleep.

A perfectly fine 🍑 mola mola on AC

However, if you are a millennial like me, you know that in the wonderful early 2000s, every negative thing that happened to us or that happened to our classmates was always directly connected to video games and the time spent in front of the screen. Violence? Sure, you’re playing video games. Asociality? Of course, you never go out with your friends to play outdoors. Forgot your homework? Ok, maybe adults were right about this one.

Anyway, the point is that those who play video games are used to this kind of discussion. It is like when Proust in the Recherche says that he was scolded for reading for too many hours in a row. Video games – like books then, apparently – are perceived as a waste of time that does not add any value to our life.

And it took a pandemic to prove otherwise.

Daisy Mae. She sells turnips and stonks

In a time when we found ourselves unable to leave our houses, we found that our surroundings can heavily affect our mood and mental health. Not being able to see friends, but also not being able to exchange a few words with strangers in a bar, not being able to carry out basic interactions without the fear of Covid19, all of these things have heavily influenced us and will have repercussions on our mental health for the next decades. And games like Animal Crossing: New Horizons have helped people all around the world to maintain pieces of normalcy that we have lost overnight.

As I write and think about it, I realize that no dystopian novel has ever been able to foresee an implication of our pandemic life. Nobody (except the scientists who have been trying to tell us for years) predicted months of lockdown, nobody knew that traveling would have been impossible for far too long, and above all nobody predicted the success of those video games that saved us.

The museum

All of the things I’m saying are actually meant for all the video games that made us who we are today.

It’s about all those times when my cousin and I used to play Silent Hill secretly and thought we were rebellious children who for the first time experienced violence when actually we were exorcising and learning to control a whole series of fears that we did not we didn’t even know how to give a name. Whenever my brother and I played Final Fantasy X (until one day my mom pulled the Playstation plug with a swipe of a broom, causing us to lose all the data we had saved) we weren’t just playing a good story, but rather learning how to share a moment together while looking for strategies to move forward with the gameplay. All the times I played League of Legends with my boyfriend it wasn’t just an evening leisure time, it was me coping with a long-distance relationship for a whole year.

Every time I turn on Animal Crossing: New Horizons I am not just experiencing an alternate reality, but I am dedicating to myself a moment in which I play just for the sake of playing, aware that, sometimes, it takes very little to get out of the loop of uncontrolled anxiety that my life puts in front of me.

Does this mean that we live in a dystopian world, where a little escapism is needed to survive? Maybe. And who knows, one day, we will probably realize how important it is to have the opportunity to do so. Also – and above all – as adults.

Resources

Animal Crossing: New Horizons, Nintendo official website
It’s uniting people’: why 11 million are playing Animal Crossing: New Horizons, The Guardian
How Animal Crossing has helped autistic people during lockdown, Medium
Animal Crossing, Mental Health, and Human Connection During a Time of Social Distancing, Medium
Animal Crossing Benefits Mental Health According To Oxford University Study, The Gamer
5 Lessons on Mental Health from ‘Animal Crossing’ That We All Need, Healthline