Sono stata ospite in uno dei miei podcast preferiti

C’è una prima volta per tutto, ma alcune prime volte sono meglio di altre: qualche settimana fa ho registrato per la prima volta un podcast, ospite di Anne Laure, ovvero The Imperfect Green Girl.
Con Anne ci siamo conosciute esattamente un anno fa: zero waster francese trapiantata a Milano, con lei ho avuto la fortuna di scambiare idee, aperitivi e di condividere il mio percorso durante gli scorsi mesi.

Quando mi ha chiesto di partecipare a The Imperfect Green Girl per parlare di privilegio e di zero waste oltre lo zero waste, sapevo già che sarebbe stato stimolante, ma anche difficile. Prima di tutto perché ho sempre preferito le parole scritte a quelle parlate, ma soprattutto perché parlare di privilegio a persone privilegiate da persona privilegiata… è sicuramente una sfida.

Penso possiate sentirlo nei primi minuti della puntata: come quando incontro qualcuno per la prima volta mi trema la voce, ho paura di dire qualcosa di sbagliato, di non essere all’altezza. E tanto di cappello alla padrona di casa, che invece riesce a mettermi perfettamente a mio agio. Dopo qualche minuto dimentico che stiamo registrando, inizio a parlare a ruota libera, dimenticando la scaletta, quello che avevo programmato e che ci eravamo preparate.

Partiamo dalla fine: la puntata potete ascoltarla qui. È vero, dura 50 minuti, ma non fatevi spaventare: i podcast di Anne scorrono piacevoli come un torrente estivo e allo stesso tempo fanno riflettere su tantissime tematiche legate al mondo zero waste.

Insieme abbiamo cercato di dare una panoramica su cosa si intende per privilegio, facendo degli esempi concreti su cosa significa avere a disposizione tempo, soldi e vivere in un luogo in cui l’accesso a prodotti sostenibili è semplice e alla portata di tutti.

Ho cercato di rievocare dei cortocircuiti con i quali ho sempre avuto a che fare fin da piccola: uno fra tanti l’aver convissuto per anni con una bomba pronta a esplodere da un momento all’altro. Il bacino dei fanghi rossi di Portovesme e la produzione di alluminio proprio lì, accanto al mare, quando ancora tutto il mondo intorno è ignaro di quello che potrebbe succedere. E se da un latola mia testa da ambientalista diciottenne naïf, durante la crisi che ha portato l’azienda a trasferire tutta la produzione, asseriva che devono chiudere perché l’ambiente è più importante di qualsiasi altra cosa, dall’altro lato della barricata c’erano famiglie che lottavano per manternere aperto, perché tra morire oggi di stenti e morire domani con la pancia piena, la soluzione può essere sempre e solo una.

Perché nella realtà niente è facile ed esistono solo mezze misure.

Durante la puntata Anne mi ha chiesto la mia definizione di intersezionalità: ho usato l’immagine del prisma per cercare di fare luce sul fatto che tutte le lotte sono collegate tra loro: quella ambientalista, quella sociale, quella femminista, quella queer, quella delle persone disabili. In passato mi sono trovata a dover fare i conti sul fatto che i temi trattati su questo blog fossero parziali. Ho imparato a mettermi in discussione, ho imparato ad ascoltare anche persone con le quali non sono d’accordo.

Concludiamo il podcast con un argomento di cui dovremmo discutere per ore: l’azione individuale contro l’azione collettiva. Una critica che rivolgo sempre prima di tutto a me stessa, e che spero possa far riflettere anche a voi. Sono più rilassata, riesco addirittura a sorridere mentre mi rendo conto di aver dimenticato più della metà delle cose che volevo dire.

P.s.: ad un certo punto della puntata parlo di piante di cachi con le liane… mi sto riferendo ai kiwi. Un giorno, passeggiando con Nico, ci siamo persi nella campagna veronese, ed è stato in quel momento che, a 27 anni suonati, ho scoperto che i kiwi crescono in questo modo strambo. A volte, per vedere la realtà delle cose, bisogna proprio sbatterci contro.

Alcuni link utili:
Kimberle Crenshaw, Demarginalizing the Intersection Between Race and Sex, 1989;
L’incidente di Ajka, in Ungheria, al quale faccio riferimento a metà puntata;
Articolo sulla fast fashion: Fast fashion: ambientalismo, femminismo e privilegio;
Articolo sul mito della sovrappopolazione: Siamo troppi nel mondo?