Normalità

Un flusso di coscienza durante la pandemia

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Lo senti in bocca? È il sapore del miele. Arriva subito prima dell’arancia, che invece cresce morso dopo morso, mentre mastichi la poltiglia che un tempo è stata una fettina di dolce. Lo senti? Adesso arrivano le mandorle e le noci. Non si distinguono bene.

Ieri ho pensato: «vorrei tornare alla normalità». Tornare a Gennaio 2020. In un momento in cui ancora una volta mi trovo a racchiudere tutta la mia vita all’interno di scatole di cartone, avrei bisogno di ritornare ad avere un punto fisso, fermo.

Che pensiero stupido. Se penso a quando è stata l’ultima volta che ho avuto un periodo lungo di normalità, non riesco neppure a ricordarmelo. Di cosa sto parlando? Cosa significa normalità? Le nostre vite sono vite improvvise, improvvisate.

Mi sento ancora una volta come un’equilibrista sull’orlo di cadere. Sta diventando una sensazione familiare. Penso che dovrei resistere ancora un giorno, poi un altro ancora. Rifugiarmi nella ripetizione delle ore, nelle cose che conosco a memoria, in quelle che ormai fanno parte di me. Questo pezzo di arancia che diventa un numero da inserire nel microinfusore: pura ripetizione meccanica. Normalità. L’insulina scorre nel tubo, la pompa ronza leggerissima. Poi ne sento il sapore in bocca, e ogni volta è come un’esperienza nuova. È questo essere normali? Riscoprire ogni giorno le cose che conosciamo già e che sono sempre qui, di fronte a noi?

ENG

Normality

Stream of consciousness during a pandemic

Can you feel it in your mouth? It is the taste of honey. It comes just before the orange, which grows bite by bite, as you chew the mush that was once a slice of sweet. Do you feel it? Now, wait for the almonds and walnuts. They became one thing.

Yesterday I thought: «I want to go back to normal». Back to January 2020. While I’m boxing again my life inside cardboard boxes, I need to go back to a steady point. I need to stay still.

What a stupid thought. When I think about when was the last time I had a long period of stillness, I can’t even remember it. What am I talking about? What does normality mean? Our lives are sudden, improvised lives.

I once again feel like a tightrope walker on the verge of falling. It is becoming a familiar feeling. I think I should hold out one more day, then another. I take refuge in the repetition of the hours, in the things I know by heart, in those that are now part of me. This piece of orange becomes a number in my insulin pump: pure mechanical repetition. Normality. Insulin flows into the tube, the pump hums very lightly. Then I taste it in my mouth, and every time it’s like a new experience. Is this being normal? Rediscovering every day the things we already know and which are always here, in front of us?