Mindful phone: 2 mesi dopo

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“Adoro il mio telefono. Sarei ipocrita a non ammetterlo.”

me stessa due mesi fa

Rileggendo adesso quello che ho scritto due mesi fa mi sento strana. È vero, in un certo senso adoro il mio telefono. Ma forse non è parte fondamentale della mia vita come credevo.

Non fraintendetemi: il telefono mi serve per lavorare, per rimanere in contatto con la mia famiglia. E vi dirò di più: durante questi due mesi ho iniziato a usarlo addirittura per altre cose, come imparare una lingua.

Com’è andato, dunque, questo periodo? Tiriamo le somme.

La mia media di utilizzo dello schermo, dopo un primo periodo in cui era scesa a un’ora, è tornata a due ore. Va bene così però, perché mi rendo conto che le due ore sono spese in modo consapevole.

Prendo il telefono solamente se devo farci qualcosa di sensato: se mi rendo conto che lo sto guardando solo per passare il tempo, o perché mi sta succedendo qualcosa nella vita reale da cui voglio distrarmi, lo spengo e lo porto dall’altra parte della stanza.

Funziona. La maggior parte delle volte lo guardo in lontananza e mi rendo conto che quello che volevo farci non era così importante. Con lontananza intendo a tre metri di distanza: sì, sono così tanto pigra.

Ho reinstallato Twitter. Ok, dopo un periodo di assenza, mi sono sentita pronta a tornarci. E indovinate? Non lo apro praticamente più. Ogni tanto mio fratello mi condivide qualche tweet, scrollo per dieci secondi, mi annoio, lo chiudo.
Riesco a capire molto più facilmente quando sta diventando “troppo”. E quel momento arriva molto presto.

Le mie notifiche sono sempre disattive. Ho creato due impostazioni tramite la “modalità concentrazione” del mio telefono.

La prima, chiamata FOCUS, disattiva tutte le applicazioni eccetto per le chiamate. La uso quando ho bisogno di non essere distratta da niente, ma lascio le chiamate attive in modo che la mia famiglia mi possa raggiungere in ogni caso.

La seconda l’ho rinominata NO SOCIAL MEDIA e, come da titolo, disattiva tutti i social network. Rimangono attivi telegram e whatsapp, ma le notifiche di entrambi restano silenziose.

Ho aggiunto una nuova app alla mia routine: Duolingo. O meglio, era già presente, ma in maniera discontinua. La usavo circa 2-3 volte alla settimana. Adesso ho iniziato a re-imparare tutte le lingue che avevo lasciato da parte (ben 3!) e mi rendo conto che, anche quando ci passo mezz’ora di fila, non si tratta di tempo sprecato.

Concentrandomi sui momenti in cui prendevo in mano il telefono, sono riuscita a eliminare tutte le volte in cui lo usavo per calmarmi e contenere i sentimenti negativi. È stato uno sforzo enorme, ma adesso dopo due mesi mi rendo conto che è servito a qualcosa: mi ha permesso di capire che ci sono dei momenti in cui è meglio staccare.

Questo non significa che non vado più sui social network o che non utilizzo più certe applicazioni. Significa che, quando prendo il telefono in mano, dico a me stessa, consapevolmente: guardo cosa c’è su Instagram. Entro, guardo, e rimango consapevole su quello che sto facendo.

Nel momento in cui la mia mente si disconnette e il social network diventa una fuga, ritorno al punto di partenza e mi rendo conto che è arrivato il momento di chiudere. Un po’ come quando iniziate a meditare e la vostra testa va da tutt’altra parte.

Adesso ho una nuova prospettiva: il tempo fuori dal telefono, fuori dai social media, è tempo che sto regalando a me stessa. È tempo in cui mi merito di riportarmi nel presente. E’ tempo che non voglio perdere, al quale voglio dare valore. E’ tempo per me, nel senso vero e proprio del termine.

ENG

Mindful phone: 2 months later

Reading again now what I wrote two months ago makes me feel strange. True, I kind of love my phone. But maybe it’s not a fundamental part of my life as I thought it would be.

Don’t get me wrong: I need the phone to work, to stay in touch with my family. And I’ll tell you more: during these two months I started using it even for other things, like learning a language.

So how did this mindful period go? Let’s talk about it.

My average screen usage during the first weeks dropped to one hour, but then returned to two hours. That’s okay though, because I realize that those two hours are spent mindfully.

I only pick up the phone if I have to do something reasonable with it: if I realize that I’m just looking at it to pass the time, or because something is happening to me in real life that I want to distract myself from, I turn it off and take it to the other side of the room.

It works. Most of the time I look at it in the distance and realize that what I wanted to do with it wasn’t that important. Of course by distance, I mean three meters away. Yes, I’m so incredibly lazy.

I reinstalled Twitter. Ok, after a period of absence, I felt ready to go back. And guess what? I hardly open it anymore. Sometimes my brother shares a few tweets, I scroll the timeline for ten seconds, I get bored, I close it.
I can understand much more easily when it is getting “too much”. And that time comes now very soon.

My notifications are off 24/7. I created two settings with my phone’s “concentration mode” app.

I called the first FOCUS, and it disables all applications except for calls. I use it when I need not to be distracted by anything, but I leave the calls active so my family can reach me anyway.

I called the second NO SOCIAL MEDIA and, as it says, deactivates all social networks. Telegram and whatsapp remain active, but the notifications of both continue to be off.

I’ve added a new app to my routine: Duolingo. Actually I was already using it, but in a irregular way. I used it about 2-3 times a week. Now I have started to re-learn all the languages ​​I had left aside (3!) And I realize that even when I spend half an hour in a row, it is not a question of wasted time.

By focusing on the moment when I pick up myphone, I realise I can manage without it as a pacifier. I used it to calm down and contain negative feelings, now I’m trying not to. It was a huge effort, but after two months I realize that it has helped me: it has allowed me to understand that there are times when it is better to disconnect.

This does not mean that I no longer go to social networks or that I no longer use my apps. It means that when I take the phone in my hand, I say to myself, deliberately, intentionally: I will look at what’s on Instagram. I go in, look, and remain aware of what I am doing.

The moment my mind disconnects and the social network becomes an escape, I go back to the start, and I realize that it is time to turn off my phone. Like when you start meditating, and your head goes somewhere else.

Now I have a new perspective: time off the phone, off social media, it’s time I’m gifting myself. It’s time I deserve to bring myself back to the present. It is time that I do not want to waste, to which I want to give value. It is time for me, in the true sense of the term.