Le 5R dello zero waste

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Come le interpreto e come le applico alla mia vita

Quante volte le avete sentite nominare? Sono ormai famose, le 5R del movimento zero waste. Punto di partenza per qualsiasi principiante si affacci per la prima volta al mondo rifiuti zero, ma vademecum anche per coloro che sono già abituati a una vita a basso impatto ambientale.

Prima di iniziare, ricordiamoci che molte delle “regole” e delle pratiche che oggi i movimenti zero rifiuti predicano, non sono altro che ciò che le comunità native e i paesi emergenti hanno fatto fino a qualche anno fa, ovvero vivere in perfetta sintonia con l’ambiente circostante.

Fatta questa premessa, ecco quali sono le 5R dello zero waste (sono solo 4R in italiano, più 1C) e qual è il modo in cui le applico nella mia vita a basso impatto ambientale.

Refuse – Rifiuta

Rifiutare è il primo passo verso una vita zero waste, ma a mio parere anche quello più difficile. Non si tratta infatti solo di dire no a una cannuccia, o a una busta di plastica in un negozio: si tratta piuttosto di non portare oggetti superflui all’interno della nostra vita.

Vi ricordate il mio articolo su minimalismo e zero waste? Spesso pensiamo che siano incompatibili, perché vediamo il minimalismo come un qualcosa di estremo.
Io stessa in passato, ho pensato che un minimalista dovesse per forza introudurre rifiuti monouso in casa, per evitare di accumulare, appunto, oggetti. Poi ho capito che il minimalismo non è possedere poco, ma possedere solo ciò che è necessario.
Rifiutare dunque non implica solo il non produrre rifiuti, specialmente se non riciclabili, ma significa soprattutto rifiutare anche il superfluo, tutto ciò che non porta alcun significato alla nostra vita.

Se applichiamo questa regola ogni volta che abiamo la tentazione di comprare qualcosa di nuovo, di consumare nel senso più dispregiativo del termine, avremo già fatto un passo enorme verso una vita low impact e zero waste.

Reduce – Riduci

Dunque, abbiamo affrontato il primo gradino zero waste e abbiamo rifiutato tutto ciò che non è necessario alla nostra vita. Ora dobbiamo capire come possiamo ridurre tutto ciò che invece è necessario.

Abbiamo veramente bisogno di quindici borse di stoffa per andare a fare la spesa? Lo so, quella te l’hanno regalata, quell’altra era in omaggio con l’ordine al negozio sostenibile… in realtà bisognerebbe pesnarci due volte prima di collezionare l’oggetto zero waste per eccellenza.
Infatti, per rendere veramente sostenibile una busta di stoffa, bisognerebbe riutilizzarla almeno 327 volte. Avete capito bene: tenete solo le borse che vi servono.

La borsa di stoffa è solo un esempio: lo stesso discorso si applica a tante cose, dagli utensili della cucina fino ai vestiti. Avere solo ciò che ci serve e che utilizziamo, senza accumulare, fa bene a noi e fa bene all’ambiente. Un altro passo verso una vita zero rifiuti.

Reuse – Riutilizza

Direttamente collegata ai due punti precedenti, la terza R zero waste è quella del riutilizzo. Come dicevamo prima per le borse di stoffa, è necessario che le cose che sono là fuori nel mondo vengano riutilizzate tantissime volte, in modo da sfruttarle fino alla fine del loro ciclo di vita.

Per questo motivo è molto importante comprare di seconda mano, quando possibile: spesso i vestiti sono in ottime condizioni, e possono vivere ancora diversi anni prima di finire in discarica. Io lo ammetto, ho molto da migliorare su questo punto: molto spesso mi frena il fatto che nei negozi secondhand non si trova quasi nulla di nero, che è praticamente il colore base sel mio abbigliamento. Potrei invece prenderlo come opportunità per variare, ma ho troppa paura di portare a casa qualcosa che finirà nel fondo del mio armadio per mesi e mesi.

Recycle – Ricicla

Il penultimo punto, l’utima spiaggia per ogni zero waster esperto: il riciclo. Quante volte abbiamo sentito dire eh ma l’alluminio si ricicla, oppure ancora eh ma la bottiglietta è riciclata, meglio no?

Io troppe.

Il riciclo infatti richiede comunque un dispendio di risorse e di energia (necessaria, appunto, per riciclare il materiale e dargli nuova vita). Dovrebbe essere dunque un metodo utilizzato solo in casi estremi, ovvero quando non siamo riusciti a rifiutare, ridurre, riutilizzare.

E’ vero infatti che ci sono tante aziende che, per esempio, stanno producendo piatti monouso in materiali compostabili o alluminio; però se posso portare la mia gavetta e le posate da casa, non avrò bisogno di cedere a quella che spesso non è altro che una pratica di greenwashing.

Rot – Compost

Rot, ovvero fai il compost. Su questo punto non smetterò mai di ripetere quanto siamo fortunati in Italia. Abbiamo la raccolta differenziata, spesso porta a porta, e gli scarti organici (quello che chiamiamo comunemente umido) non dovrebbero teoricamente finire mai in discarica, ma venire raccolti e trasformati in compost per concimare.

Se siete ormai zero waster vissuti, sapete però che si può anche fare compostaggio in giardino, oppure comprare una piccola compostiera da appartamento. Il compost è utilissimo per concimare le piante in modo naturale e a impatto ambientale ridotto.

Le 5R sono regole sempici che ci permettono di fare la differenza nella vita di tutti i giorni, non solo a parole ma nella pratica. Ognuno di noi le può applicare in modo personalizzato, ma la loro essenza non cambia e sono utilissime quogni qual volta ci sembra di aver smarrito la bussola dela nostra vita zero waste.
E poi, pensateci un attimo. Non abbiamo vissuto così fino a qualche decennio fa?

ENG

The 5R’s of zero waste

How I use them in my life

How many times have you heard of them? They are now famous, the 5Rs of the zero waste movement. A starting point for any beginner who looks out for the first time on the zero waste world, but also for those who are already used to a life with a low environmental impact.

Before starting, let us remember that many of the “rules” and practices that today the zero waste movements preach are nothing more than what native communities and emerging countries have done until a few years ago, that is to live in perfect harmony with surrounding environment. 

Here are the 5Rs of zero waste and how I apply them in my life with low environmental impact. 

Refuse

Refusing is the first step towards a zero-waste life, but in my opinion also the most difficult one. It is not just the act of saying no to a straw or a plastic bag in a shop: it is rather not bringing superfluous objects into our life.

Do you remember my article on minimalism and zero waste? We often think they are incompatible because we see minimalism as something extreme. 
In the past, I thought that a minimalist must necessarily introduce disposable waste at home, to avoid accumulating objects. Then I realized that minimalism is not having a little, but having only what is necessary. Therefore, refusing does not only imply less waste, but it also means to reject things that are not necessary, not meaningful for our life. 

If we apply this rule every time we are tempted to buy something new, to consume in the most derogatory sense of the term, we have already taken a huge step towards a low impact and zero waste life.

Reduce

Alright. We have faced the first zero-waste step and we have rejected everything that is not necessary. Now we need to understand how we can reduce whatever we need to keep in our life.

Do we need fifteen cloth bags to go shopping? I know, that one was gifted, the other one was free with the order to the sustainable shop… actually you should consider it twice before collecting the zero waste item par excellence. 
To make a fabric bag truly sustainable, it should be reused at least 327 times. You got it right: keep only the bags you need.

The cloth bag is just one example: the same applies to many things, from kitchen utensils to clothes. Having only what we need and use, without accumulating, is good for us and good for the environment. Another step towards a zero-waste life.

Reuse

Directly connected to the two previous points, the third R of zero waste is reuse. As we said before for the cloth bags, the things that are out there in the world must be reused many times, to exploit them until the end of their life cycle.

It is very important to buy second-hand whenever possible: often the clothes are in excellent condition, and they can still live several years before ending up in landfills. I admit I have a lot to improve on this point: very often I am held back by the fact that in secondhand stores there is hardly anything black, which is practically the basic color of my wardrobe. I might instead take it as an opportunity to diversify, but I’m too afraid to take home something that will end up in the back of my closet for months on end.

Recycle

The last beach for every zero expert wasters: recycling. How many times have we heard aluminum is recycled, or also bottles are recycled, so it’s good right?

Too many.

But recycling requires a waste of resources and energy (necessary to recycle the material and give it new life). It should therefore be a method used only in extreme cases, that is when we have not been able to refuse, reduce, reuse.

There are many companies that, for example, are producing disposable dishes in compostable materials or aluminum; but if I can bring my inox container and cutlery from home, I won’t need to give in to what is often nothing more than a practice of greenwashing.

Rot

Rot means make compost. On this point, I will never stop repeating how lucky we are in Italy. We have a separate collection for this kind of thrash, often door-to-door, and organic waste should theoretically never end up in landfills, but be collected and transformed into compost for fertilizing.

If you are now zero lived wasters, however, you know that you can also compost in the garden or buy a small composter for the apartment. Compost is very useful for naturally fertilizing plants and with a reduced environmental impact.

The 5Rs are simple rules that allow us to make a difference in everyday life, not just in words but in practice. Each of us can apply them in a personal way, but their essence does not change. They are very useful when it seems that we have lost the compass of our zero waste life. 

And then, think about it for a moment. Didn’t we live like this until a few decades ago?