Minimalismo e zero waste sono compatibili?

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Ho sentito spesso rispondere no a questa domanda. Ho visto tante persone parlare di come il minimalismo aumenti il consumo di usa e getta, e come lo zero waste spinga invece all’accumulo di barattoli, borracce, oggetti sostenibili.

Il minimalismo è molto personale, al contrario dello zero waste che è più sociale. Minimalista può essere colui che possiede pochissimi oggetti, colui che vive in maniera frugale o colui che decide di eliminare il superfluo dalla sua vita. E qui si apre un mondo: cos’è il superfluo?

Superfluo, direbbe Marie Kondo, è ciò che non ci rende felici, o come direbbe lei, doesn’t spark joy. Superfluo è ciò che possiamo tranquillamente lasciare andare, ciò che può uscire dalla nostra vita perché non ne abbiamo bisogno. Può essere un oggetto, un’attività, una persona, qualsiasi cosa della nostra vita.

Ma perché questo dovrebbe essere incompatibile con la volontà di vivere a basso impatto ambientale? Sempre più spesso capita di leggere testimonianze di persone che intraprendono, parallelamente, l’uno e l’altro percorso. E perché no? Consumare meno, in fondo, è il minimo comune denominatore dei due movimenti.

Tramite il minimalismo, possiamo ridurre tutto ciò che ci porta via tempo e risorse preziose nella nostra vita. Tutto ciò che teniamo con noi perché vogliamo conservarne il ricordo, senza pensare che il ricordo è nella nostra mente e da nessun’altra parte.

Tramite lo zero waste, possiamo ridurre tutto ciò che porta via risorse preziose al mondo che ci circonda. Tutto ciò che rimarrà nei nosti mari, tutto ciò che avvelena il suolo, tutto ciò di cui veramente non abbiamo bisogno perché le alternative ci sono, e devono diventare accessibili per tutti.

Entrambi possono coesistere nella stessa persona che cerca di eliminare tutto il superfluo e allo stesso tempo di produrre meno impatto ambientale possibile. Per essere zero waster non è necessario avere un certo numero di borracce, portapranzo e posate in bambù: è possibile avere solo quelle che ci servono, e non c’è un numero esatto. Minimalismo non significa vivere in una casa spoglia, ma tenere nella nostra vita solo ciò di cui abbiamo necessità. E’ possibile farlo anche senza consumare prodotti usa e getta e, se ci pensate bene, anche comprando nei negozi sfusi e sostenibili.

Minimalismo e zero waste sono compatibili. Procedono in parallelo nelle vite di tanti, che di giorno in giorno, come pellegrini senza meta, si spogliano e si decompongono e si mettono in discussione, pezzo dopo dopo, alla ricerca di una vita più semplice e che valga veramente la pena vivere.

ENG

Are minimalism and zero waste compatible?

I have often heard no as an answer to this question. I have seen many people talking about how minimalism increases the consumption of disposables, and how zero waste instead pushes the accumulation of jars, water bottles, sustainable objects.

Minimalism is very personal, as opposed to zero waste which is more social. A minimalist can be the one who has very few objects, the one who lives frugally, or the one who decides to eliminate the superfluous from his life. And here a world opens up: what is superfluous?

Superfluous, Marie Kondo would say, is what doesn’t spark joy. Superfluous is what we can safely let go of, what can come out of our life because we don’t need it. It can be an object, an activity, a person, anything in our life.

But why should this be contradictory with the desire to live with a low environmental impact? More and more often it happens to read testimonies of people who undertake, in parallel, one and the other path. Why not? After all, consuming less is the common denominator of the two movements.

Both can coexist in the same person who tries to eliminate all the superfluous and at the same time to produce as little environmental impact as possible. To be a zero waster it is not necessary to have a certain number of bottles, lunch boxes, and bamboo cutlery: it is possible to have only the ones we need, and there is not an exact number. Minimalism does not mean living in a bare house but keeping only what we need in our life. It is possible to do this even without consuming disposable products and, if you think about it, even buying in bulk and sustainable stores.

Minimalism and zero waste are compatible. They proceed in parallel in the lives of so many, who from day to day, like wandering pilgrims, undress and decompose and question themselves, piece by piece, in search of a simpler life that is truly worth living.