Vacanze intenzionali

Click here for English version

Zero waste significa semplificare. Non solo in cucina e in bagno, ma in qualsiasi aspetto della vita, incluse le vacanze. Per me non è solo semplificare per ridurre i rifiuti, ma anche semplificare le azioni quotidiane per godermi a pieno i viaggi, le giornate e i momenti della vita. Semplificare ciò che mi circonda per affrontare la vita in modo intenzionale.

Ho detto davvero semplificare le azioni quotidiane? Sì, l’ho detto. Vi vedo, che sgranate gli occhi e storcete il naso. E io stessa ho detto in passato che lo zero waste richiede uno sforzo ulteriore. Come può, dunque, semplificare la vita?

Prendete per esempio le vacanze. Quando preparo lo zaino (solitamente all’ultimo minuto), penso a tutti i possibili scenari che possono accadere. Avrò bisogno di acqua? Ecco la borraccia. Avrò bisogno di un piatto? Ecco il porta-pranzo. Avrò bisogno di uno snack? Ecco della frutta. E cerco di portare tutto in uno zaino. Pianifico, organizzo.

Rivedo ancora me stessa di qualche anno fa, che spingeva borse e borsoni e si sedeva sopra la valigia per non dover pagare la tassa sul bagaglio di Ryanair. Gli sguardi terrorizzati delle persone quando in fila per l’imbarco misuravano le valigie. Rivedo ancora me stessa portare cose che non avrei mai utilizzato, perché non si sa mai. Rivedo ancora me stessa prendere la bottiglietta in aereo senza pensarci due volte. Fortunatamente non ho mai avuto la passione per i souvenir, eccetto qualche calamita e penna su richiesta, altrimenti mi sarei rivista anche fare scorta di soprammobili orrendi per tutti i parenti.

Quando mi chiedo di cosa ho bisogno, spesso mi rendo conto che le risposte sono sempre legate a esperienze, persone o azioni. Gli oggetti che rientrano nella categoria del bisogno sono sempre gli stessi, raramente si aggiunge qualcosa alla lista. Anche in vacanza. Di cosa ho veramente bisogno? Di conoscere un posto nuovo, di sentire il sapore della salsedine sulle labbra. Non ho bisogno di comprare qualcosa o fare shopping per avere queste esperienze.

C’è stato un periodo di transizione in cui è stato difficile mettere a fuoco le priorità. Quando mi sono ammalata o durante la quarantena, per esempio. E i bisogni cambiano, nel corso del tempo: ci sono giorni in cui ho bisogno di ricaricare le batterie, ci sono giorni in cui ho bisogno di scrivere, altri giorni in cui ho bisogno di guidare il più lontano possibile.
Una cosa è certa: raramente ho bisogno di altri oggetti da aggiungere nella mia vita.

Il fatto che io parta già preparata per affrontare ciò che mi aspetta, mi permette di concentrarmi e godere di tutto il resto. E’ necessario fare uno sforzo, inizialmente? Sì. Poi diventa automatico. Giorno dopo giorno, sempre più facile.

Portarmi dietro solo uno zaino, con poche cose che sicuramente userò, mi permette di non perdere tempo in azioni inutili. Sono un po’ ossessionata da questa cosa, ma da quando ho il diabete per me è diventato fondamentale godere di ogni singolo minuto della mia vita. Quando viaggio, questo significa trarre il meglio da tutte le esperienze che affronto e anche da tutti che gli imprevisti si presentano sul cammino. E farlo senza impattare sull’ambiente che mi circonda è la definizione di vacanza perfetta.


Newsletter?

Processing…
Success! You’re on the list.
ENG

Intentional travels

Zero waste means simplifying. Not just in the kitchen and bathroom, but in any aspect of life, including holidays. For me, it is not only simplifying to reduce waste, but also simplifying daily actions to fully enjoy the travels, days, and moments of life. Simplify what surrounds me to face life intentionally.

Did I really say simplify everyday actions? Yes, I said it. I see you rolling your eyes. And I have said in the past that zero waste requires extra effort. So how can it make life easier?

Take the holidays for example. When I prepare the backpack (usually at the last minute), I think about all the possible scenarios that can happen. Will I need water? Here is the bottle. Will I need a plate? Here is the lunch box. Will I need a snack? Here is some fruit. And I try to carry everything in a backpack.

I still see myself from a few years ago, pushing bags and duffel bags and sitting on top of the suitcase so as not to have to pay the Ryanair baggage tax. The terrified looks of people as they lined up for boarding and measured their suitcases. I still see myself carrying things that I would never use because you never know. I still see myself taking the bottle on the plane without thinking twice. Fortunately, I have never had a passion for souvenirs, except for a few magnets and pens on request, otherwise, I would have also seen stocking up on horrible ornaments for all my relatives.

When I ask myself what I need, I often realize that the answers are always related to experiences, people, or actions. The objects that fall into the category of need are always the same, rarely anything is added to the list. 

There was a transition period in which it was difficult to focus on priorities. When I got sick or during quarantine, for example. And the needs change over time: there are days when I need to recharge the batteries, there are days when I need to write, other days when I need to drive as far as possible.

One thing is certain: I rarely need other items to add to my life. The fact that I leave already prepared to face what lies ahead allows me to concentrate and enjoy everything else. Is it necessary to make an effort initially? Yes. Then it becomes automatic. Day after day, easier and easier.

Carrying only a backpack, with a few things that I will surely use, allows me not to waste time on useless ones. I am a bit obsessed with this, but since I have diabetes it has become essential for me to enjoy every single minute of my life. When I travel, this means making the most of all the experiences I face and also of all the unexpected things that come along the way. And doing it without impacting the environment around me is the definition of a perfect holiday.