Zaino minimalista per un weekend in Sardegna

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Da qualche anno a questa parte cerco sempre di viaggiare solo ed esclusivamente col bagaglio a mano. Per un sacco di tempo, soprattutto quando ero all’università, viaggiavo con trolley scomodissimi, borsette nascostae dai cattivi aguzzini di ryanair e valigie improbabili. Poi un giorno ho realizzato che metà della roba che mi portavo dietro rimaneva inutilizzata e finiva stropicciata sul fondo della valigia fino al mio ritorno.

Ne avevo già parlato qui nel lontano 2018. C’è voluto un po’ di tempo prima di riuscire a raggiungere lo zen minimalista, ma da qualche anno sono soddisfatta della mia capacità di ridurre sempre di più le cose che mi porto dietro. Per questo fine settimana in Sardegna porterò uno zaino, quello della North Face nero che abbiamo noi tutti giovani omologati sulla metro alla mattina.

Vestiti

L’organizzazione è tutto: se sto via tre giorni, porto esattamente le cose che mi servono per tre giorni più un bonus (solitamente un vestito carino che occupa poco spazio). Arrotolo i vestiti come neppure Marie Kondo si sogna di fare, organizzandoli in base alla giornata.

Se per esempio Sabato voglio mettere dei pantaloni con una maglietta precisa, arrotolo tutto quanto nello stesso “pacchetto”, mettendoci dentro anche la biancheria. Per 3 giorni avrò quindi 3 pacchetti più un vestito.

In estate ovviamente è più facile. In inverno non riesco a far stare tutti i maglioni in uno zaino piccolo come il North face, e solitamente uso uno zaino più grande (che è lo stesso che ho usato per andare in Islanda, per intenderci).

Solitamente non porto più di un paio di scarpe, quindi bastano quelle che ho addosso. E in estate, questo significa Birkenstock Arizona nere, perfette pure per andare a cena fuori.

Porto una borsa solo a seconda della compagnia aerea con la quale viaggio: alcune richiedono di separare i dispositivi medici dal resto del bagaglio, in modo da poter effettuare i controlli al meglio. In quel caso porto la Freitag Rollin, nella quale metto solamente le cose che mi servono per il diabete. Se posso infilare tutto nello zaino, porto con me una pochette fatta a uncinetto da mia madre che si ripiega e può stare sul fondo.

Toiletterie

Quando vado in Sardegna vado dalla mia famiglia, quindi porto pochissime cose perché mia mamma ha un bagno fornito di tutto ciò che serve. Le uniche cose che porto sono l’astuccio coi trucchi e il deodorante fatto in casa (spesso, oltre il mio barattolo, ne porto un altro per mia madre).

A casa di mia madre ho shampoo e sapone solido, mi accontento di usare la sua crema e troverò sicuramente un latte detergente per struccarmi. Se penso che un tempo mi portavo dietro non uno, ma due astucci stracolmi di cose… rabbrividisco.

Zero waste essentials

L’unico oggetto “zero waste” che porto con me in aereo è la borraccia. Quando entro la lascio vuota e prima di salire in aereo la riempio in un bar o da una fontanella (che in Italia è come vedere un miraggio: i nostri aeroporti su questo sono indietro anni luce).

Come snack prendo un frutto, solitamente una mela o qualcosa che non si ammacchi dopo un’ora… anche se ammetto che la banana è il frutto perfetto quando arriva la fame in alta quota.

Se non vado in Sardegna porto sempre anche una piccola schiscetta, richiudibile e perfetta per i weekend, e le posate. Prima o poi dovrò decidermi a investire su uno spork.

Diabete

La regola generale del diabete in viaggio dice che bisognerebbe portarsi dietro tre volte tanto le cose che utilizzeremmo nei giorni in cui staremo via. Avere un fratello diabetico in questo caso aiuta, perché non mi faccio prendere dall’ansia e posso portare con me solo una penna di insulina di scorta.

Tutte queste cose che vi ho elencato, più il computer e i caricabatterie del telefono e del microinfusore, rientrano qui:

A sto giro ci sono stati anche 2 regali.

Mi rendo conto che per molti questo sia impossibile: chi ha una malattia più rompiscatole, chi ha altre necessità… però sono abbastanza fiera di me stessa per aver raggiunto quello che per me è il minimo indispensabile.

ENG

Minimalist backpack for a weekend in Sardinia

For some years I have always been trying to travel only and exclusively with hand luggage. For a lot of time, especially when I was at university, I traveled with uncomfortable trolleys, hidden handbags, and improbable suitcases. Then, one day, I realized that half of the stuff I carried with me remained unused and ended up wrinkled on the bottom of the bag until my return.

I had already talked about this here back in 2018. It took a while before I was able to reach minimalist Zen, but for some years I have been satisfied with my ability to reduce more and more the things I carry with me. For this weekend in Sardinia, I will bring a backpack, the black North Face that I use for work, the one that we young people have on the metro in the morning.

Clothes

Planning is everything: if I’m going to stay away for 3 days, I will pack exactly the things I need for those days plus a bonus (usually a cute outfit like a dress, that takes up little space). I roll up my clothes like Marie Kondo, organizing them day by day.

If, for example, on Saturday I want to wear pants with a shirt, I roll everything up in the same “package”, also putting my underwear inside it. For 3 days I will have 3 packages plus a dress.

In the summer it is easier. In winter I can’t fit all the sweaters in a small backpack like the North Face, and I usually use a bigger Osprey backpack (which is the same one I used to go to Iceland).

Usually, I don’t wear more than a pair of shoes, so the ones I have on are enough. In the summer, this means black Birkenstock Arizona, perfect for going out for a romantic dinner.

I only carry a separate bag depending on the airline I travel with: some require that medical devices be separated from the rest, so they can check it. In that case, I bring the Freitag Rollin, in which I put only the things I need for diabetes. If I can put everything in my backpack, I carry with me a crocheted pochette made by my mother that folds up and can stay on the bottom.

Beauty

When I go to Sardinia I go to my family, so I bring very few things because my mom has a bathroom equipped with everything I need. The only things I carry are the case with the make-up and the homemade deodorant (often, besides my jar, I bring another one for my mother).

At my mother’s house, I have shampoo and solid soap, I’m happy to use her cream and I will definitely find cleansing milk to remove make-up. If I think that I used to carry not one, but two cases stuffed with things … I shiver.

Zero waste essentials

The only “zero waste” object that I carry with me on the plane is the Kleen Kanteen bottle. I carry it empty and before getting on the plane, I fill it in a bar or from a fountain (which in Italy is like seeing a mirage: our airports are light years back on this).

As a snack, I take a fruit, usually an apple or something that does not rot after an hour… although I admit that the banana is the perfect fruit when hunger arrives at high altitudes.If I don’t go to Sardinia I always carry a small container and cutlery. Sooner or later I will have to decide to invest in a spork.

Type 1 Diabetes

The general rule of traveling with type 1 diabetes says that we should carry three times as many things that we would use on the days when we are away. Having a diabetic brother, in this case, helps, because I don’t get anxious and I can only carry a spare insulin pen with me.

All of these things I’ve listed, plus the computer and phone and insulin pump chargers, are packed here:

In there right now there are also 2 gifts.
I realize that for many this is impossible: those who have a more annoying disease, those who have other needs … but I am proud of myself for having achieved what for me is the bare minimum.