Abbiamo bisogno di api danzanti

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Se mi seguite su instagram lo sapete già, se non mi seguite lo saprete adesso: ho adottato un alveare tramite il sito 3bee. Se non lo conoscete, 3bee nasce come startup che si occupa di tecnologie legate all’apicoltura; dal sito è possibile adottare un’arnia scegliendo tra gli apicoltori presenti in tutta Italia. Ci sono diversi piani annuali, in base ai quali riceverete una quantità di miele diversa.

Io ho scelto un apicoltore lombardo per ridurre l’impatto del trasporto del miele, che mi verrà consegnato a Ottobre 2020. Dopo l’adozione è possibile vedere vari valori relativi all’arnia, tra cui temperatura, umidità, e peso. Tutto qui.

Le api mi hanno sempre affascinato, ma conosco poco il loro mondo. L’unica cosa che conosco e che mi ha sempre fatto pensare a quanto siamo piccoli nei confronti del mondo che ci circonda è il loro modo di comunicare: la prima volta che ho letto degli studi a riguardo sono rimasta colpita da quanto ancora non sappiamo.

Foto dal web

Avete mai pensato infatti che gli animali non umani non comunicano tra loro se non cose riguardanti il qui e ora? Lo sentiamo dire spesso: eccetto gli umani, tutti gli altri animali comunicano tra loro circa i loro bisogni immediati. E’ uno dei miei argomenti preferiti, anche se qui non ne parlo mai (in fondo, ci ho scritto due tesi di laurea). Contando che dobbiamo ancora fare tantissimi passi avanti nel capire il linguaggio animale non umano, per ora sappiamo che c’è una grossa eccezione a questo, che è data dalle api.

Nella perfetta società delle api ne esiste una che si occupa infatti di ispezionare il mondo circostante: è l’ape esploratrice. ve la immaginate? Un’ape che esce dall’alveare alla ricerca del nettare, poi quando torna (dopo aver percorso anche chilometri) comunica alle compagne la direzione e la distanza del cibo.

Un insetto così piccolo in grado non solo di memorizzare delle informazioni molto precise, ma anche di riportarle esattamente ai colleghi dell’alveare.

Ma la cosa più bella sapete qual è? Il modo in cui lo fanno, ovvero con quella che in inglese viene definita waggle dance. L’ape esploratrice, una volta tornata all’alveare, danza muovendosi come se disegnasse il numero 8; la direzione del movimento indica la direzione della fonte di nettare, mentre la durata della danza indica la sua distanza.

Nonostante sia una cosa ormai risaputa, tutto questo è a rischio per colpa nostra – soprattutto perché continuiamo a sfruttare tutta la natura che ci circonda, pensando di avere a disposizione risorse infinite.

Se le api sparissero, ciò che porteremmo a tavola sarebbe radicalmente diverso, perché sono responsabili dell’impollianzione di gran parte del nostro cibo; i cambiamenti climatici, i pesticidi che vengono usati in modo massiccio e la diminuzione delle tipologie di coltivazioni sono tutti fattori che hanno già portato a una drastica riduzione delle popolazione di questi animali.

Se ancora non lo avete visto, vi consiglio di recuperare il documentario Rotten su Netflix, e in particolar modo la puntata Lawyers, Guns and Honey, nella quale vengono raccontati, tra le altre cose, gli assurdi spostamenti ai quali sono sottoposte le arnie in america perché… non ci sono abbastanza api in natura per impollinare i mandorli, e gli apicoltori vengono pagati per portare le loro anche a chilometri di distanza.

Nel sito delle Nazioni Unite è presente una serie di azioni che possiamo mettere in atto per salvare le api e in generale tutti gli animali responsabili dell’impollinazione:
→ piantare diverse piante in diversi periodi dell’anno;
→ comprare miele direttamente dagli apicoltori (sempre nel documentario Rotten, troverete diverse truffe che circolano nel mondo del miele);
→ comprare prodotti che sostengono pratiche di agricoltura sostenibile;
→ evitare pesticidi, funghicidi ed erbicidi nei nostri giardini;
→ proteggere le colonie;
→ lasciare una ciotola con acqua fuori dai nostri balconi per le api;
→ sostenere gli ecosistemi delle foreste e dei boschi;
→ portare l’attenzione sulle informazioni relative al declino delle api;

e infine, la mia preferita:

→ adottare un alveare!

Nel nostro piccolo possiamo veramente cambiare le cose; a partire dai nostri gesti, fino a portare l’attenzione ai cambiamenti che vorremmo vedere avvenire nell’agricoltura: meno pesticidi, meno monoculture, più sostenibilità, stagionalità e rispetto per gli equilibri della natura.

Fonti:
UN World bee day;
– J. Hurford, Origins of Meaning;
– J. Hurford, Origins of Language;
– gli studi di Karl von Frish.

ENG

We need dancing bees

If you follow me on Instagram you already know it, if you don’t follow me you will know it now: I adopted a beehive via the Italian website 3bee. 3bee was born as a startup that deals with beekeeping technologies; from the website, it is possible to adopt an apiary choosing among the beekeepers present throughout Italy. There are several annual plans, under which you will receive a different amount of honey.

I have chosen a beekeeper from the region where I live to reduce the impact of the transport of honey, which will be delivered to me in October 2020. After the adoption, it is possible to see various values ​​relating to the hive, including temperature, humidity, and weight. That’s it.

Bees have always fascinated me, but I know little about their world. The only thing I know and that has always made me think about how small we are towards the world around us is their way of communicating: the first time I read studies about it I was struck by everything we don’t know yet.

From the web

Have you ever thought that non-human animals do not communicate with each other except things concerning the here and now? We often hear it: except humans, all other animals communicate with each other about their immediate needs. It is one of my favorite subjects, although I never talk about it here (after all, I wrote two-degree theses). Counting that we still have to make many steps forward in understanding non-human animal language, for now we know that there is a big exception to this, which is given by bees.

In the perfect bee society, there is one that deals with inspecting the surrounding world: it is the scouting bee. Can you imagine it? A bee that comes out of the hive in search of nectar, then when it returns (after having traveled even kilometers) it communicates to the companions the direction and distance of the food.

Such a small insect not only able to memorize very precise information, but also to bring it exactly back to colleagues in the hive. 

Do you know how they do it? With what is called waggle dance. The scouting bee, once it’s gone back to the hive, dances moving as if it’s drawing the number 8; the direction of movement indicates the direction of the source of nectar, while the duration of the dance indicates its distance.

Despite being a well-known thing, all of this is at risk because of us – especially because we continue to exploit all the nature that surrounds us, thinking we have infinite resources available. 

If the bees disappear, what we would bring to the table would be radically different, because they are responsible for the pollination of most of our food; climate change, pesticides that are used extensively and the decrease in the types of crops are all factors that have already led to a drastic reduction in the population of these animals.

If you haven’t seen it yet, I recommend you to recover the documentary Rotten on Netflix, and in particular the episode Lawyers, Guns and Honey, which, among other things, talks about the absurd displacements to which the hives are subjected in America because… there are not enough bees in nature to pollinate the almond trees, and beekeepers are paid to bring their own even miles away.

On the United Nations website there is a series of actions that we can put in place to save bees and in general all the animals responsible for pollination:
→ plant several plants at different times of the year;
→ buy honey directly from beekeepers (in the documentary Rotten, you will find several scams circulating in the world of honey);
→ buy products that support sustainable agriculture practices;
→ avoid pesticides, fungicides and herbicides in our gardens;
→ protect colonies;
→ leave a bowl with water outside our balconies for bees;
→ to support forest and woodland ecosystems;
→ bring attention to information relating to the decline of bees;

and finally, my favorite:

→ adopt a beehive!

We can truly change things; starting from our gestures, up to bringing attention to the changes we would like to see in agriculture: fewer pesticides, fewer monocultures, more sustainability, seasonality, and respect for the balance of nature.