2-3h

Click here for English version

Prendere un aereo, in 2-3 ore essere a casa. E’ sempre stata una delle uniche certezze, una delle cose che tengo in considerazione quando scelgo i posti in cui vivere. 2-3 ore, niente di più. Lo ripetevo a tutti e a me stessa: in 2-3 ore sono a casa, se voglio.

Poi il muro invisibile. Il virus che si muove, gli occhi incollati alla tv, i voli cancellati, quei siti deserti con tutte le date in grigetto, a simboleggiare che quel giorno nessun aereo sarebbe andato da nessuna parte. I giorni che scorrono uno dopo l’altro, e che nella mia memoria diventano un unico giorno lunghissimo.

Torneremo a viaggiare, leggo su internet, sotto una foto scattata in mezzo alla natura. I filtri giusti, i like, i commenti. Certo, torneremo a viaggiare. Intanto aspetto lo scorrere dei giorni che si dilatano sempre di più, in attesa di tornare a quella che fino a ieri era la normalità, ma che forse non era poi tanto normale.

2-3 ore. Cosa sono poi in fondo? Un pranzo lungo in famiglia, una lunga sessione di lettura, una breve passeggiata in montagna. 2-3 ore. Mi manda un messaggio mio fratello, anche lui è a 2-3 ore di distanza, o forse sono 700 chilometri, e nel mentre dimentico totalmente di rispondere.

Torneremo a viaggiare, o forse vogliamo solo convincerci che tornare a prendere un aereo significherà tornare a una normalità che tanto normale non è mai stata. Torneremo a mandare cartoline, a prendere dei souvenir di cibo pensando alla reazione che avranno le persone alle quali li porteremo, torneremo a consultare Lonely Planet e a riempirle di biglietti di metro da tutto il mondo, torneremo ad essere schiacciati da una quotidianità che è più grande di noi. Forse quelle 2-3 ore diventeranno di nuovo qualcosa di scontato, parte integrante della nostra vita. Forse in 2-3 ore sarò di nuovo a casa.

ENG

2-3h

It took me 2-3 hours to be at home. This has always been one of the only certainties, one of the things that I calculated when I chose wheres to live. 2-3 hours, nothing more. I repeated it to everyone and myself: in 2-3 hours I am at home if I want.

Then, the invisible wall. The virus that moves around the world, our eyes glued to the TV, the canceled flights, those deserted flying websites with all the dates in gray, no plane would go anywhere on that day. The days that pass one after another, in my memory they become just one long day.

We will return to travel, I read on the internet, under a photo taken in the middle of nature. The right filters, the likes, the comments. Of course, we will go back to travel. Meanwhile, I wait for the passing of these days that dilate more and more, I wait to return to what until yesterday was normal, but that perhaps it was only my impression.

2-3 hours. What are they after all? A long family lunch, a long reading session, a short walk in the mountains. 2-3 hours. My brother sends me a message, he too is 2-3 hours away, or maybe 700 kilometers, and in the meantime, I totally forget to answer.

We will go back to travel, or maybe we just want to convince ourselves that returning to take a plane will mean returning to normality that has never been so normal. We will return to send postcards, to take food souvenirs thinking about the people that will receive them, we will go back to consulting Lonely Planet and we will fill them again with train tickets from all over the world. We will return to being crushed by a daily life that is bigger than us. Maybe those 2-3 hours will become something taken for granted again, an integral part of my life. Maybe in 2-3 hours, one day I will be home again.