Come iniziare una vita zero waste

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Se sei qui, è probabile che tu stia pensando di iniziare una vita zero waste. Ti piacerebbe ridurre il tuo impatto ambientale e ti piacerebbe capire da dove iniziare. O forse sei solo curiosx di capire se sia veramente possibile. Non ti preoccupare, tutti abbiamo passato questo periodo. Per prima cosa: benvenutx!
Come tutti gli inizi, anche passare a una vita zero waste è difficile: troviamo tantissime informazioni online, foto su sfondo bianco, bagni perfettamente minimalisti, mensole piene di barattoli tutti uguali. Come forse avrai già un po’ intuito, non è quella la realtà di una vita zero waste: non facciamoci scoraggiare dai social che, anche in questo caso, propongono modelli irraggiungibili.

Scrivo questo post pensando a me stessa, al momento in cui ho iniziato a informarmi e a cambiare le mie abitudini. Mi sarebbe piaciuto capire non solo da dove iniziare, ma anche cosa sarebbe stato meglio evitare.
Vorrei dire a me stessa del passato che lo zero waste non è un punto d’arrivo, ma un processo che non finirà mai.

Kit zero waste

Basta una breve ricerca su google per capire quanto anche lo zero waste stia diventando un business. Posate di bambù, cannucce, borracce per l’acqua, per il caffè o per il té, teli cerati: tutto rigorosamente in legno chiaro o colori pastello, su sfondo bianco e contorno di piante.

Le posate di bambù non erano ancora diffuse un paio d’anni fa, quindi sono riuscita a sopravvivere senza comprarle. Ricordo però la smania nella ricerca del barattolo perfetto, le ore passate nei negozietti e tutte le cose che nella mia mente avrei voluto comprare per avere una perfetta cucina zero waste. Fortunatamente al tempo ero una studentessa senza un soldo.

I kit di posate zero waste sono utili, ma sono ancora più utili le posate che avete a casa. Basta avvolgerle in un fazzoletto di stoffa o riciclare una bustina di cotone. Se, per qualsiasi motivo, decidete di comprare delle posate in bambù, ricordate di controllare la provenienza dei materiali, e cercate di capire se sono state trattate per rendere la superficie lucida.

Per quanto riguarda le borracce, prima di comprarne una è meglio frugare nei ripiani alti della vostra cucina. Chi non ha una borraccia di cui si era totalmente dimenticato? Non sarà instagrammabile, ma sarà molto più zero waste di qualsiasi acquisto nuovo.

Analizzare ciò che abbiamo e i rifiuti che produciamo

Questo è un errore che ho fatto spesso in passato: dimenticare di fermarmi a pensare alla mia situazione e ai miei progressi fatti fino a quel momento. Due sono le cose più utili che possiamo fare per migliorare il nostro percorso a basso impatto ambientale.

La prima è analizzare ciò che già abbiamo in casa e farci delle domande. Possiamo riutilizzare un barattolo per una funzione diversa dalla sua, per esempio come bicchiere, come tazza, come vaso di fiori? Possiamo riconvertire una schiscetta come contenitore per lo sfuso? Avere una vita a impatto (quasi) zero significa anche essere creativi, e guardare al di là della funzione immediata di un oggetto.

La seconda è (sì, lo sto per dire) guardare dentro il bidone della spazzatura. O i bidoni al plurale, se differenziate (cosa che dovreste fare, ricordiamolo, anche se non vi interessa per niente lo zero waste).
Quali sono i rifiuti che produciamo di più? Esistono delle alternative? Riesco a procurarmele senza impattare ancora di più sull’ambiente (in termini di trasporti, per esempio)? Oltre che migliorare nel differenziare i rifiuti, il nostro bidone della spazzatura ci dirà tante cose su di noi e su quello che possiamo ancora fare.

Portare a termine i prodotti

Questo è soprattutto per chi è alle primissime armi. Lo so, una volta che ci siamo informati sullo zero waste ci piacerebbe avere tutto e subito. Vogliamo lo shampoo, la saponetta e la luffa sotto la doccia. Vogliamo il barattolo di vetro e il portasapone in legno. Vogliamo andare a fare la spesa con le borsine di cotone e la bicicletta con i fiori intrecciati sul cestino.

Ci troviamo nel negozietto sfuso e… dimentichiamo che abbiamo già tantissimi altri prodotti da finire a casa. Dal pacco di pasta allo shampoo, ormai siamo talmente accecati dall’odio verso la plastica che l’unica cosa che vogliamo fare è rimpiazzare tutto, sostituire, fare un detox della nostra vita precedente.

Essere zero waste però non significa questo. Essere zero waste e vivere una vita a basso impatto ambientale significa fare delle scelte sempre ponderate, sfruttando tutto quello che abbiamo fino alla fine del suo ciclo di vita: che si tratti di un bagnoschiuma da supermercato o di un contenitore in plastica che vorremmo sostituire con un bel barattolo, dobbiamo essere pazienti e cercare sempre di tenere a mente il nostro obiettivo: sprecare il meno possibile.

Aver paura da un lato, sentirsi in difetto dall’altro

Cambiare è difficile per tutti, ma è ancora più difficile quando si inizia un percorso zero waste. Infatti non solo ci sentiamo sotto la lente di ingrandimento e temiamo il giudizio degli altri, ma abbiamo anche paura che le persone inizino a percepirci come dei rompiscatole che criticano le loro abitudini.

Avere paura è normale, ma la cosa più importante è parlarne. Come quando scegliamo di non mangiare più carne, o di adottare una particolare abitudine: parlare con i nostri amici, con la nostra famiglia e con i nostri colleghi a lavoro ci farà sembrare un po’ meno alieni. Parlare rende tutto molto più reale: è il primo passo verso il cambiamento. Dire ad alta voce “voglio ridurre il mio impatto ambientale” è un passo al quale difficilmente seguirà un ripensamento.
Ci saranno sempre persone che non capiranno o che non appoggeranno la nostra scelta, ma come in tutte le cose della vita è impossibile piacere a tutti.
Accanto a questo, è importantisssimo dare l’esempio alle persone che ci circondano. Mostrare che una vita diversa è possibile, che non c’è nessuno sbattimento nel portare una borraccia in borsa o chiedere di riempirci la tazza anziché il bicchiere di plastica.

Tante volte ho ricevuto dei no come risposta quando ho chiesto di poter usare il mio bicchiere o di riempire la mia borraccia. Rispondo sempre con un sorriso – per quanto possibile, pensando che qualcuno domani potrà fare lo stesso, colpito dai miei gesti.

Imporre a tutti i costi il nostro punto di vista

Lo so, l’entusiasmo del momento ci spinge a parlarne con tutti, e in un mondo ideale tutti abbraccerebbero la nostra filosofia in un batter d’occhio. Ma nel mondo reale non è così facile. Le persone hanno pregiudizi, altre cose a cui pensare, e non è giusto credere di arrivare e convertire tutti appena bussiamo alla porta.

Anche qui, credo che l’arma migliore sia dare l’esempio. Far vedere che non costa niente chiedere di non avere la cannuccia, portare la nostra busta o il nostro contenitore. A volte il singolo gesto vale molto più di tante parole.
Possiamo spiegare perché abbiamo deciso di fare una certa scelta, ma non possiamo pretendere che le persone che ci invitano a cena rinuncino per noi alle teglie in alluminio o alle bottiglie di plastica.

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Insomma, non scoraggiatevi. Se siete arrivati fino a qui, avrete capito che la strada è ancora lunga,. Ci sarebbero tantissime cose da dire sul mondo zero waste e sugli errori da non fare. Tutto però si potrebbe riassumere con un solo consiglio: fate domande, siate curiosi. Chiedete a voi stessi, agli altri, non abbiate paura di dubitare e di chiedere ancora fino a quando non siete convinti. Ricordatevi che lo zero waste non è mettere foto fighe su instagram immersi dalle piante, ma un modo di vivere la vita secondo valori ben precisi, che affondano le radici nel rispetto della natura e dell’ambiente che ci circonda.

ENG

How to start a zero waste life

If you’re here, chances are you’re thinking of starting a zero waste life. You would like to reduce your environmental impact and you would like to understand where to start. Or maybe you’re just curious to understand if it’s really possible. Don’t worry, we’ve all been through this. First things first: welcome aboard! 
Like all beginnings, even going zero waste is difficult: we find a lot of information online, photos on a white background, perfectly minimalist bathrooms, shelves full of all the same cans. As you may have already guessed a little, this is not the reality of a zero waste life: let’s not be discouraged by the social networks that, even in this case, offer unattainable models.

I wrote this post thinking about my past self, when I started to get informed and change my habits. I would have liked to understand not only where to start, but also what would have been better to avoid
I would like to tell myself from the past that zero waste is not a point of arrival, but a process that will never end.

Zero waste kits

A short google search is enough to understand how zero waste is becoming a business. Bamboo cutlery, straws, water bottles for coffee or tea, waxed towels: all strictly photographed in light wood or pastel colors, on a white background and outline of plants.

Bamboo cutlery wasn’t quite popular a couple of years ago, so I managed to survive without buying it. But I remember the craving in the search for the perfect jar, the hours spent in the shops, and all the things that in my mind I wanted to buy to have a perfect zero waste kitchen. Fortunately, I was a broke student at that time.

The zero waste cutlery kits are useful, but the cutlery you have at home is even more. Just wrap them in a tissue or recycle a cotton bag. If, for any reason, you decide to buy bamboo cutlery, remember to check the origin of the materials, and try to understand if they have been treated with harmful chemicals.

As for the bottles, before buying one it is better to look in the high shelves of your kitchen. Who doesn’t have a water bottle he had totally forgotten about? It won’t be perfect for Instagram, but it will be much more zero waste than any new purchase.

Analyze what we have and the waste we produce

This is a mistake I have often made in the past: I tend to forget to stop for a second and think about my situation and my progress so far. There are two useful things we can do to improve our path with a low environmental impact.

The first is to analyze what we already have at home and ask ourselves questions. A lot of questions. Can we reuse a jar for a function other than the original one, for example as a glass, as a cup, as a flower pot? Can we convert a lunch box as a bulk container? Having an (almost) zero-impact life also means being creative, and looking beyond the immediate function of an object.

The second thing is (yes, I’m going to say it) to look inside the garbage can. Or the multiple bins, if you differentiate (which you should do, remember, even if you are not interested in zero waste at all).
What are the wastes we produce the most? Are there any alternatives? Can I get those products without impacting even more on the environment (in terms of transport, for example)? In addition to improving waste sorting, our garbage can will tell us many things about us and what we can still do.

Finish all your old products

This advice is especially for those who are novices. I know, once we are informed about zero waste we would like to have everything immediately. We want shampoo bars, soap, and loofah in the shower. We want the glass jar and the wooden soap dish. We want to go shopping with cotton bags and a bicycle with flowers woven on the basket.

We are in a loose shop and … we forget that we already have many other products to finish at home. From that box of pasta to the shampoo, we are now so blinded by the hatred of plastic that the only thing we want to do is replace everything, do a detox and move far away from our previous life.

But being zero waste doesn’t mean that. Being zero waste and living a life with a low environmental impact means making always thoughtful choicestaking advantage of everything we have until the end of its life cycle: whether it’s a supermarket bubble bath or a plastic container that we would like to replace with a nice jar, we must be patient and always try to keep in mind our goal: to waste as little as possible.

Fear and fault

Change is difficult for everyone, but it is even more difficult when starting a zero waste path. In fact, not only do we feel under the magnifying glass and we fear the judgment of other people, but we are also afraid that people will begin to perceive us as nuisances that criticize their habits.

Being afraid is normal, but the most important thing is to talk about it. Like when we choose not to eat meat anymore, or to adopt a particular habit: talking with our friends, with our family and with our colleagues at work will make us seem a little less alienated. Talking also makes everything much more real: it is the first step towards change. Saying aloud “I want to reduce my environmental impact” is a step that will hardly be rethought. 
There will always be people who will not understand or who will not support our choice, but as in all things in life, it is impossible to please everyone. 

Alongside this, it is very important to set an example for the people around us. To show that a different life is possible, that there is no trouble in carrying a bottle in a bag or asking to fill the cup instead of the plastic cup.
Many times I received no for an answer when I asked to be able to use my glass or to refill my bottle. I always answer with a smile – as far as possible, thinking that someone will be able to do the same tomorrow, impressed by my gestures.

Point of view

I know, the enthusiasm of the moment pushes us to talk about it with everyone, and in an ideal world, everyone would embrace our philosophy. But in the real world, it’s not that easy. People have prejudices, other things to think about, and it’s not fair to believe that we arrive and convert everyone as soon as we knock on the door.

Here too, I believe that the best weapon is to set an example. Show that it costs nothing to ask not to have a straw, bring your envelope or container. Sometimes the single gesture is worth much more than many words
We can explain why we decided to make a certain choice, but we cannot expect the people who invite us to dinner to give up aluminum trays or plastic bottles for us.

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Do not be discouraged. If you have come this far, you will have understood that the road is still long. There would be many things to say about the zero waste world and the mistakes not to be made. However, everything could be summed up with just one piece of advice: ask questions, be curious. Ask yourself, ask other people, do not be afraid to doubt and ask again until you are convinced. Remember that zero waste is not putting cool photos on Instagram covered in plants and jars, but a way of living life according to very precise values, which have their roots in respect for nature and the environment around us.