Shower essentials

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È passato quasi un anno dall’ultimo post zero waste dedicato al bagno, e sono cambiate un po’ di cose. Ho smaltito tanti prodotti che mi erano stati regalati, e sono tornata a un livello abbastanza accettabile di minimalismo.
In bagno pensiamo di avere bisogno di tantissime cose: detergenti, balsami, maschere per ogni giorno della settimana, oli per ogni singola parte del corpo… in realtà quante di queste cose usiamo veramente ogni giorno? Quante creme lasciamo stagionare nei cassetti, e ci troviamo costrette a buttarle dopo esserci rese conto di aver superato ampiamente la data di PAO1?

Io ho notato che le cose che porto in doccia con me quando sono di fretta sono sempre le stesse. Per questo motivo ho iniziato a ridurre, fino ad arrivare ai miei 5 oggetti essenziali, di cui vi voglio raccontare in questo post.

Il sapone di Aleppo

Sono una persona che di solito sperimenta, tranne per quel che riguarda i prodotti che uso per la pelle. In passato ho avuto allergie, rush cutanei, fastidi dovuti a bagnoschiuma e saponi, e per questo tendo a usare sempre lo stesso sapone: il sapone di Aleppo.

Il sapone di Aleppo è un sapone solido composto da soli due ingredienti: olio d’oliva e olio d’alloro. E’ un sapone di ottima qualità che viene prodotto artigianalmente non solo in Siria ma anche in Francia.

Non credo che questo sapone sia la panacea per tutti i mali, ma sicuramente è quello che funziona meglio sulla mia pelle. Posso usarlo per il corpo ma anche per l’igiene intima senza alcun problema. Per voi potrebbe essere il sapone di marsiglia o quello di castiglia: provat e riprovate, finché non avrete trovato i prodotti più adatti alla vostra pelle.

Io compo questo qui, lo divido in due per comodità e mi dura mesi.

Lo shampoo solido

Sarebbe meglio parlare, in questo caso, di shampoo al plurale. Una delle pecche dello shampoo soldio è, infatti, il fatto che il mio cuoio capelluto si abitua dopo qualche mese di utilizzo, e mi trovo costretta a cambiarlo. Adesso ruoto tra i miei tre shampoo solidi preferiti, e ho scoperto che facendo così non ho più problemi di assuefazione.

Uno shampoo che preferisco in assoluto tra tutti quelli che ho trovato è quello di Lamazuna. Dalla forma sembra un dolcetto, ed è forse quello più profumato. Lo alterno con la ciambellina di Secrets de Provence (che sono gli unici che ancora non si sono convertiti alla confezione di carta) e al semplicissimo panetto de La Saponaria.

Ogni tanto provo anche qualcosa di nuovo, ma gira e rigira mi trovo sempre questi tre tra le mani.

Olio di mandorle

Il mio amore per l’olio di mandorle è nato, come ho già raccontato in passato, molto prima del mio percorso zero waste, quando ancora il mio bagno era pieno di plastica e non sapevo niente di ciò che mi mettevo addosso.
Da piccola mi vergognavo terribilmente delle mie smagliature. Sono cresciuta in altezza da un giorno all’altro (per poi fermarmi sul metro e sessanta) e, nello stesso momento, mi sono venute le smagliature alle ginocchia. Chi ha le smagliature alle ginocchia? Nessuno, solo io. E’ stato un trauma che è durato anni.

La mia prima estetista mi consigliò di metterci dell’olio di mandorle puro per farle andare via. Le mie smagliature sono ancora lì, ma da quel giorno ho scoperto una coccola che mi porto dietro ogni giorno: bastano un paio di gocce dopo la doccia, e anche la secchezza della pelle dovuta al diabete sparisce.

Rasoio di sicurezza

E’ infine successo. Sono passata all’estetista alle alternative un po’ più zero waste: il rasoio di sicurezza e il silk epil. Pariamo dunque di peli, anche se in questo periodo mi piace tenermeli addosso.
Il primo passaggio all’inizio dell’anno scorso è avvenuto col rasoio di sicurezza, che ormai è entrato stabilmente a far parte del mio kit da doccia. E’ un po’ spaventoso all’inizio, perché bisogna maneggiare delle lamette che, effettivamente, richiedono un po’ di attenzione. Una volta presa la mano però, non ha nulla da invidiare ai rasoi usa e getta – anzi.

Uno dei vantaggi più grandi del rasoio di sicurezza è il fatto che si possono acquistare le lamette in grandi quantità, sono imballate nella carta e durano per una vita. Io ne ho comprato 100 per meno di 10 euro, e non ne vedo ancora il fondo.
Lo svantaggio più grosso invece è quello di non poterle portare con sé in aereo: in passato mi hanno fermato e mi hanno fatto buttare tutto, quindi se non volete perdere tempo, comprate le lamette una volta arrivati a destinazione (si trovano praticamente in tutti i supermercati, non sempre però in confezioni plastic-free).

Silk Epil

Un paio di mesi dopo il rasoio, la conversione dalla ceretta dall’estetista alla depilazione zero waste è stata completata. Non amo usare il rasoio sulle gambe per il semplice fatto che ho pochi peli, e rasandoli non si diradano come con la ceretta, ma devo starci dietro ogni due giorni (first world problem, I know).

Ho cercato quindi un’alternativa che non prevedesse la produzione di rifiuti come la classica cera, ma che mi potessi portare anche dietro in viaggio e per questo ho investito in un epilatore, ovvero il classico Silk Epil.

Ogni volta che vedo una pubblicità di Silk Epil, una di quelle dove le modelle si passano quell’aggeggio sulle gambe già perfettamente depilate, mi viene il voltastomaco. Però vi posso assicurare che funziona abbastanza bene. Non è al 100% ecologico, visto che comunque bisogna attaccarlo alla corrente per ricaricarlo periodicamente, ma è una buona alternativa che mi fa risparmaire tempo e che spero mi durerà per diversi anni.

1: con PAO si intende il period after opening. Personalmente non lo rispetto alla lettera, ma cerco di smaltire tutti i prodotti prima di questo periodo, altrimenti inizio a chiedermi se mi servano veramente: se non li smaltisco dopo 6 mesi o un anno, ha senso che io li compri? Ho scoperto che solo per pochi prodotti vale una risposta affermativa a questa domanda.

ENG

Shower essentials

A year has passed since my last zero waste post, where I talked about my bathroom. In the last year, a few things have changed. I got rid of many products that had been gifted to me, and I returned to a fairly acceptable level of minimalism.
We think we need a lot of bathroom products: cleansers, conditioners, masks for every day of the week, oils for every single part of the body… how many of these things do we really use every day? How many creams do we forget inside drawers? After the PAO¹ date, maybe we are also forced to throw them away.

I’ve noticed that the things I take in the shower with me when I’m in a hurry are always the same. Because of this, I started to reduce, up to my 5 essential objects, which I want to tell you about in this post.

Aleppo soap bar

I like to experiment, except for the products I use for the skin. In the past, I have had allergies, skin rashes, discomfort due to shower gel and soaps, and for this reason, I tend to always use the same soap: Aleppo soap bar.

Aleppo soap is a solid soap consisting of only two ingredients: olive oil and laurel oil. It’s an excellent quality soap that is handcrafted not only in Syria but also in France.

I don’t think this soap is the panacea for all allergies and intolerances, but it’s the one that works best on my skin. I can use it for the body but also for intimate hygiene without any problem. For you it could be Marseille soap or Castile soap: try and try again, until you have found the most suitable products for your skin.

I buy mine here, I split it in two for convenience and it lasts me months.

Shampoo bar

It would be better to speak, in this case, about many shapoos. One of the flaws of the shampoo bars is that my scalp gets used after a few months of use, and I find myself forced to change it. 

Now I rotate among my three favorite solid shampoos, and I have found that by doing so I no longer have addiction problems.

One of my favorite of all I have found is Lamazuna. It looks like a sweet from the shape and is perhaps the most fragrant. The second one that I use is the little donut of Secrets de Provence (which are the only ones who still don’t use paper packaaging) and the simple bar of La Saponaria.

Sometimes I also try something new, but after a while, I always go back to these.

Almond oil

My love for almond oil was born, as I have already said in the past, long before my zero waste journey, when my bathroom was still full of plastic and I knew nothing of what I was putting on my skin. 
As a child, I was terribly ashamed of my stretch marks. I grew tall from one day to the next (and then stopped suddenly) and stretch marks came to my knees. Who has stretch marks on the knees  Nobody, just me. It was a trauma that lasted for years.

My first beautician advised me to put pure almond oil in it to make them go away. My stretch marks are still there, but from that day I discovered a cuddle that I carry with me every day: a couple of drops after the shower are enough, and even the dryness of the skin due to diabetes disappears.

Safety razor

It finally happened. I swapped to a zero waste routine for my armpits and my legs: the safety razor and the silk-epil. So let’s talk about hair, even if in this period I like to keep them. 
It all started with the safety razor, which has now become a permanent part of my shower kit. It’s a little scary at first because you have to handle razor blades which actually require a little attention. Once you take your hand, however, it has nothing to envy from disposable razors.

One of the biggest advantages of the safety razor is the fact that you can buy the razor blades in large quantities. They are packed in paper and last a lifetime. I bought 100 for less than 10 euros

The biggest disadvantage, however, is that of not being able to take them with you on the plane: in the past, they stopped me and made me throw everything away, so if you don’t want to waste time, buy the razor blades once you arrive at your destination (they are found in all supermarkets, though not always in plastic-free packaging).

Silk epil

A couple of months after the razor, the conversion from waxing to zero waste hair removal was completed. I don’t like to use the razor on my legs for the simple fact that I have few hairs, and shaving them means that I have to do it every two days (first world problem, I know).

So I started searching for an alternative that did not include the production of waste like the classic wax, but that I could also take with me on the road and for this, I invested in an epilator or the classic Silk Epil.

Every time I see an advertisement for Silk Epil, one of those where models pass that thing on their already perfectly shaved legs, I feel sick. But I can assure you that it works well enough. It is not 100% ecological, since in any case it must be connected to the electricity to recharge it periodically, but it is a good alternative that saves me time and which I hope will last me for several years.

¹PAO means the period after opening. I do not follow the date to the letter, but I try to dispose of all the products before this period, otherwise, I start to wonder if I really need them: if I do not dispose of them after 6 months or a year, does it make sense that I buy them? I have found that only a few products have an affirmative answer to this question.