Cosa ci insegna il Coronavirus, anche detto COVID19

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Questo post è scritto in collaborazione con la mia influencer sostenibile preferita, Michela del blog Sustainable Olivia.
E’ successo questo: mentre cercavo di convincerla che sarebbe dovuta tornare su instagram per rimanere aggiornata sulle novità delle nostre Influencer preferite (da notare la I rigorosamente maiuscola), ci siamo perse nel disquisire sui mitici primi anni duemiladieci, quando nel web spopolavano le vere guru. Riguardando vecchi video che ovviamente partivano dalle mani di Carlitona nazionale, ci è venuta una splendida idea, di quelle alle quali non si può rinunciare: fare una collaborazione.

Ma voi ve le ricordate le collaborazioni? I video di youtube dei preferiti del mese, delle liste di cose preferite? Io sì. Michela pure. Non è un caso, per questo abbiamo deciso di declinare la nostra voglia di trash mostrando la nostra skincare parlando dell’argomento dell’anno. Il Coronavirus.

(Vedete quanto siamo brave a cavalcare l’onda? Titoli clickbait e passa ogni paura).

Quindi, argomento che inaugura questa grande e proficua collaborazione, tutto ciò che ci ha insegnato il Coronavirus. Prima di tutto, che il nome non è Coronavirus ma SARS-CoV-2. Wikipedia docet.

Abbiamo tanto tempo

Il fatto che due persone che vivono esattamente a 600 chilometri di distanza passino le mezz’ore a parlare dei fidanzati zerbini della nostra ex-youtuber preferita la dice lunga su questo punto.

Abbiamo moltissimo tempo. E il fatto di dover stare a casa rende il tempo che abbiamo a disposizione ancora più palese. Da oggi, non potrete più dire “non ho tempo”, perché per la prima volta siete messi di fronte all’evidenza che ne avete tanto. Troppo. Così tanto da non sapere come usarlo.

Cambiare il nostro stile di vita è possibile

La Greta ce l’ha ripetuto in tutti i modi, eppure avete continuato a sgasare col SUV dicendo che non si può cambiare lo stile di vita da un momento all’altro; è troppo difficile, richiede troppi soldi, troppi sforzi.

Adesso vi è stato tolto il SUV, l’aperitivo al Chinese Box e la palestra, vi trovate confinati in casa e capite che improvvisamente il SUV non è più così indispensabile, i vestiti che avete nell’armadio sono abbastanza per continuare a vivere normalmente, e le cannucce che vi siete dimenticati di comprare al supermercato forse non sono così tanto indispensabili (a meno che non lo siano veramente).

Le alternative zero waste esistono e sono alla portata di tutti

Immagino che la gente che ha svaligiato gli scaffali della farina all’Esselunga si sia tutta data all’autoproduzione di pane e pasta. Sulla mia timeline non vedo altro che torte, biscotti, pane.

Poi, improvvisamente, abbiamo scoperto che non abbiamo bisogno del supermercato. Abbiamo trovato delle alternative: il negozio sotto casa, il fruttivendolo, servizi come Cortilia.
Abbiamo scoperto che se non usiamo i piatti di plastica, possiamo tranquillamente lavare quelli in ceramica. Abbiamo scoperto il sapone solido, abbiamo scoperto che un mondo in cui non andiamo in giro a inquinare a destra e a sinistra è possibile.

Tempo per noi stessi

Se vi annoiate e non potete uscire di casa perché siete nella zona rossa, dovete per forza trovare qualcosa da fare. I libri che avete in libreria improvvisamente vi svoltano la giornata.

Non c’è bisogno di postare su Instagram tutto quello che leggete: con buona probablità, nessuno vorrà mai leggere titoli come Il mio cuore per un principe, scritti coi piedi e sbagliati sotto così tanti punti di vista che non so neppure da dove iniziare.

Le mie alternative ai libri sono il Nintendo Switch (ho anche scritto alla Nintendo per chiedere di anticipare l’uscita di Animal Crossing, ma non mi hanno calcolato di striscio) e i telefilm coreani su Netflix. Se quest’estate non riesco ad andare in Corea, scoprirete anche cosa non mi ha insegnato il Coronavirus: ad essere tollerante con tutti gli esseri umani, in particolare quelli che se ne sono fregati delle misure di controllo scatenando una pandemia mondiale.

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Questo è tutto per oggi, iscrivetevi se vi è piaciuto e grazie per aver guardato
Mi raccomando, leggete il post gemello sul blog di Michela, Sustainable Olivia, e anche tutti gli altri post precedenti, che spaziano dal suo amore incomprensibile per il semolino, a quello più sensato per pane e olio d’oliva. Già che ci siete, mandatele anche un messaggio chiedendole di tornare su Instagram.

Potete leggere il post gemello di Michela, qui.

ENG

What is COVID-19 teaching us

This post is written in collaboration with my favorite sustainable influencer, Michela from Sustainable Olivia.

Here is how it all started: I tried to convince her that she should go back on Instagram to stay informed about news of our favorite Influencer: beauty gurus, vegan dudes with muscles, zero wasters. Then, we came up with a wonderful idea: an old school blog collaboration. 

So, the perfect subject that opens this great and successful series of posts, it’s the COVID-19. We are in lockdown, so we have plenty of time to think about this.

We have a lot of time

The fact that two people living 600 kilometers apart spend the evenings talking about our former favorite youtubers says a lot about this.

We have a lot of time. The fact that we have to stay at home makes the hours we have available even more evident. From today, you can no longer say “I have no time” because for the first time you are in front of the evidence that it’s quite the opposite. It’s so much, and we do not know how to use it.

Changing our lifestyle is possible

Greta told us, yet you kept to drive your SUV saying that you can not change your way of lifet; it is too difficult, too much money, too much effort.

Right now you cannot drive the SUV, you cannot have your happy hour and you cannot go to the gym. Suddenly you understand that the car is not so essential, the clothes you have in the closet are enough, and straws that you forgot to buy in the supermarket are perhaps not so essential.

The zero waste alternatives exist and are available to everyone

I guess the people who cleaned the flour shelves at the supermarkets are starting their self-production of bread and pasta. On my timeline I see nothing but cakes, biscuits, bread, so I’m positive about it.

After this apocalypse scenario, we found out that we do not need the supermarket. We have a lot of alternatives: little grocery stores, the bakers.
We found that if we do not use plastic dishes, we can safely wash ceramic ones. We discovered that what we have at home it’s perfectly fine. We discovered that a world where we do not go around to pollute it’s possible.

Time for ourselves

If you get bored and you can not leave the house because you’re in the red zone, you do have to find something to do. The books you have in your library will always be a good idea.

Just one thing: there’s no need to post on Instagram everything you do, and nobody will ever read titles like My heart to a prince. 

I am also in love with the Nintendo Switch right now, and I even ask them to anticipate the release of Animal Crossing, but nobody at Nintendo seems to care right now. I’m also loving Korean TV shows on Netflix. If this summer I can not go to Korea, you will also discover another thing that the Coronavirus taught me: not to be tolerant of all human beings, especially those that escape and cause a global pandemic.