Zero waste swaps 2020

Diario di bordo, capitolo 4

Click here for English version

Anche se non ne parlo continuamente, il mio percorso verso una vita a basso impatto ambientale è fortunatamente costante e in miglioramento.

Sui social ho deciso di non parlarne per qualche settimana, per il semplice motivo che mi sembra inutile continuare a ripetere di usare i fazzoletti di stoffa. Molte volte gli argomenti sono ridondanti, e come tutte le community anche quella zero waste tende a chiudersi in sé stessa, diventando autoreferenziale e dimenticandosi che c’è un mondo là fuori.

Per il 2020 non mi sono posta obiettivi particolari, ma ho preferito vedere giorno per giorno cosa avrei potuto fare e cosa invece non sono ancora in grado di cambiare.

L’ortofrutta in abbonamento

Per prima cosa, da Gennaio ho deciso di abbonarmi a Cortilia. Su Instagram ho parlato in passato di quanto fosse difficile per me utilizzare i miei sacchetti quando facevo la spesa dall’unico fruttivendolo che ho vicino a casa.
Chiedere di usare i miei sacchetti era come chiedere la luna; in più i prodotti venduti lì non erano né a chilometro zero, né italiani. Questo, unito a prezzi assurdi e fuori da ogni logica e al fatto che non ho una macchina a Milano, mi ha convinto definitivamente a cercare un’altra soluzione diversa dal classico fruttivendolo e dal supermercato.

L’abbonamento su Cortilia mi ha permesso di risolvere il problema. Si tratta di un servizio a domicilio nel quale si possono scegliere diverse cassette, con cadenza settimanale, bisettimanale e mensile.
Le aziende sono quasi tutte a km 0, e i prodotti stagionali: non troverete pomodori né melanzane in Gennaio.
Tutto è imballato nelle buste di carta, che personalmente riutilizzo finché non si rompono. Hanno anche un’ottima selezione di prodotti vegani (oltre che carne, formaggi e altri prodotti). La cassetta nella quale portano i prodotti viene ritirata la volta successiva, e riutilizzata.

Personalmente la trovo una soluzione molto comoda, soprattutto in una grande città come Milano. Se avete un fruttivendolo stronzo sotto casa, o se dovete fare tanti chilmetri, ricevere dei prodotti buoni direttamente alla porta di casa potrebbe essere un’ottima soluzione.

Le erbe aromatiche a casa

Ho sempre comprato spezie ed erbe aromatiche: principalmente basilico, prezzemolo, menta, nella versione secca o confezionate al banco frutta da supermercato.

Da qualche mese abbiamo introdotto in casa una piccola idroponica. Nico ha piantato diverse erbe aromatiche, tra cui basilico, aneto, timo e prezzemolo.
Ero un po’ scettica, lo ammetto, anche perché per le prime settimane sono venute su solo alcune piantine striminzite e inutilizzabili.

Come vedete, le piantine sono cresciute e adesso occupano un bel po’ di spazio. Finalmente ho smesso di comprare confezioni su confezioni di spezie: sto essiccando le foglie in avanzo e in generale i miei piatti non sono mai stati così buoni.

L’idroponica è una buona soluzione se non si ha un balcone grande che permetta di far crescere le piante in maniera classica, ma anche se non avete il pollice verde: è veramente facile da utilizzare, e addirittura manda degli avvisi ogni volta che necessita di aggiunta di acqua o sostanze nutritive.

..e le cose che ancora non riesco a cambiare.

Torniamo sempre alle solite. E’ facile parlare di ciò che ci riesce meglio, un po’ meno parlare di ciò che ancora dobbiamo migliorare.
Il mio punto debole sono i prodotti sugarfree: non si trovano nei panifici e nelle pasticcerie, quindi ripiego in prodotti con imballo di carta o imballo di plastica ridotto al minimo (non le monoporzioni, dunque).

Un esempio sono i biscotti misura a basso indice glicemico: si trovano nei supermercati e l’imballaggio è di carta. Però sarei ipocrita nel dirlo, e questi non sono gli unici biscotti che compro: ce ne sono tanti altri che prendo e che vengono venduti in confezioni di plastica. Semplicemente, non ho né il tempo né la voglia di farli a casa.

Ammiro molto le persone che riescono a fare una spesa totalmente al di fuori dei supermercati: al momento io non ne ho ancora la possibilità, ma non ritengo che sia una mia colpa, quanto piuttosto un difetto enorme del modo in cui siamo abituati a fare la spesa.

~

Quindi?

Tutto sommato, sono contenta di come piano piano io stia riuscendo a cambiare le mie abitudini. Non nascondo che faccia molto piacere vedere che le persone intorno a me mi facciano domande e che, in qualche caso, vengano ispirate da azioni che ormai fanno parte della mia quotidianità.

A volte non ci rendiamo conto di come anche un semplice fazzoletto di stoffa tirato fuori dalla tasca possa essere un gesto a basso impatto ambientale, ma di forte impatto sociale.

Ringrazio Michela per essere stata in parte ispiratrice di questo post, con le nostre discussioni su quanto lo zero waste ci faccia soffrire.

ENG

Life journal, chapter 4

Even if I do not talk about it all the time, my path towards an environmentally friendly life is still improving.

I’ve decided to take a small break on social media, for the simple reason that it seems pointless to me to keep repeating that I use handkerchiefs and reusable bottles.
I feel that sometimes the arguments are redundant, and all communities, including the zero waste one, become self-referential and forget that there is a world out there.

For this year I haven’t placed particular goals, because I prefer to see day by day what I am able to achieve.

Farmer market at home

In January I decided to subscribe to Cortilia. In the past, I talked about how difficult it was for me to use my bags when I was doing the grocery shopping here in Milan.
Asking to use my bags was like asking for the moon; more products sold there were neither local nor Italian. This, combined with absurd prices and the fact that I do not have a car here in Milan, finally convinced me to look for another solution other than classic greengrocer and supermarket.

The subscription allowed me to solve the problem. It is a home delivery service in which you can choose different boxes, weekly, biweekly and monthly. The boxes include only fruit, only vegetables, both, vegan products, dairy, etc. I choose the fruit and vegetables one.
The companies are local, and they sell seasonal products: you will not find tomatoes or eggplants in January.
Everything is packed in paper bags, which I reuse until they break down. Then I use them for the organic compost. They also have a good selection of vegan products that you can add to your box (as well as meat, cheese, and others). The box will be withdrawn the next time and reused.

Personally I find this to be a very convenient solution, especially in a big city like Milan.

Growing erbs at home

I always bought spices and herbs: mainly basil, parsley, mint, dried or packaged.

A couple of months ago Nico and I have introduced a small hydroponic in our home. Nico has planted various herbs, including basil, dill, thyme, and parsley.
I was a bit skeptical, I admit it, mostly because the first few weeks nothing was growing.

As you can see, the plants have grown up and now they occupy a lot of space. But I stopped buying plastic packs of spices: I’m drying the leaves in surplus and using every single day fresh erbs. My recipes have never been so good.
Hydroponics is a good solution if you do not have a large balcony that allows you to grow plants in a classical way, but it’s a nice solution even if you do not have a green thumb: it’s really easy to use, and it sends alerts whenever you need to add water or nutrients.

…and the things that I still cannot change.

It’s easier to talk about what we do best, a bit more difficult to talk about what we still need to improve.
My weak point right now is buying sugarfree products: they are not found in bakeries and pastry shops, then I have to choose products with paper packaging or plastic reduced to a minimum. I still avoid single portions, for example, small bags with only 4 cookies, but I don’t understand why this seems to be the preferred option for free-from products.

My favorites right now are the Misura cookies with low glycemic index: they can be found in all supermarkets and the packaging is made of paper. I would be hypocritical in saying it, so these are not the only ones that I buy biscuits: there are many others that I buy and that are sold in plastic packaging. Simply, I have neither the time nor inclination to make them at home.

I admire people who can do a full grocery shopping out of supermarkets: at the moment I do not have this possibility, but I do not think it’s my fault, rather a huge flaw in the way we used to shop.

So…?

I’m happy with how I’ve managed to slowly change my habits. I do not hide that I am very pleased to see that people around me ask me questions about zero waste and, in some cases, are inspired by actions that are now part of my daily life.

Sometimes we do not realize how even a simple handkerchief pulled from our pocket can be not only a way to show our low environmental impact, but our way to see things. Even simple handkerchief can have a strong social impact.