Tre anni fa ho riniziato da zero

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Domenica mi sono svegliata alle sette, come ogni giorno. Sono rimasta un po’ a letto, sotto le coperte, senza muovermi. Oggi è il giorno in cui mi è stato diagnosticato il diabete: 3 anni fa mi svegliavo esattamente nello stesso modo, con la stessa stanchezza sulle spalle; sarei andata a lavoro, ma a metà mattina sarei tornata a casa, chiedendo un permesso. Stavo troppo male, forse l’influenza, chissà che altro.

Invece era chetoacidosi diabetica. Il resto è confuso, un turbine di eventi nella mia mente senza un ordine cronologico. L’unico punto fermo, il giorno dopo, quando mi sono svegliata e il medico mi ha detto: è diabete di tipo 1.

Sono passati tre anni da quel giorno, e anche quest’anno ho deciso di festeggiare. Prima di tutto perché non ho permesso al diabete di dettare le regole: quando mi hanno detto che non avrei più potuto essere solo vegetariana, quando ho iniziato a scendere a compromessi con la plastica, materiale che fino a quel momento odiavo, quando sono stata in viaggio e ho tirato completamente a indovinare i carboidrati, ma ho mangiato lo stesso. Sono stati tre anni in cui si è riaccesa la scintilla del posso fare davvero qualcosa per cambiare chi è intorno a me, o anche solo per mettergli una piccola pulce nell’orecchio.

Tre cose per festeggiare me stessa e un altro anno di malattia cronica.

1. Un piatto di pasta al sugo e al pesto

Pensare al mio esordio significa solitamente fare i conti con un momento difficile, di cui ho solo parziale memoria e, forse anche per questo, decido di mangiare il mio comfort food per eccellenza. Tenetevi forte, perché avete letto bene nel titolo: il mio condimento preferito per la pasta è… il sugo di pomodoro insieme al pesto alla genovese.

Nello stesso piatto, sì. Lo so che può sembrare strano, ma una volta che proverete non tornerete mai più indietro.

Mangiare questo piatto per me significa normalità. Da quando la mia vita è cambiata radicalmente col diabete, ci sono voluti un po’ di mesi prima di riuscire a godere di nuovo del cibo.
Una delle cose di cui si parla ancora troppo poco sono tutti i disturbi alimentari legati a patologie croniche come il diabete di tipo 1. Guardare il cibo e finalmente riuscire a gustarlo come facevo prima, per me è un’enorme conquista.

2. 10.000 passi

Una cosa che non faccio mai abbastanza: muovermi. Eppure quante volte l’abbiamo sentito? Dovremmo fare almeno 10.000 passi al giorno per rimanere in salute.

Se hai il diabete di tipo 1, muoverti aiuta ad abbassare l’insulino-resistenza. Se non hai il diabete di tipo 1, muoverti aiuta comunque ad abbassare l’insulino-resistenza. Insomma, dovrei muovermi il più possibile, anche se il mio lavoro prevede che io stia 8 ore di fronte a un computer, e il mio hobby principale preveda che le restanti ore della giornata siano passate in divano a esplorare mondi possibili.

Lo ammetto: in una settimana di lavoro, se non mi costringo, ne faccio molti meno. Durante questo 2020 vorrei che diventasse un’abitudine camminare, per questo ho deciso di ottenere a tutti i costi il mio obiettivo.

Come? Sono andata a piedi in pasticceria a comprare una torta.

3. Una Sachertorte

Il cioccolato me lo sogno anche di notte. Se c’è una cosa alla quale non posso, non voglio e non rinuncerò mai, è il cioccolato.

Tradotto sottoforma di pan di spagna e farcitura, questo significa Sacher. Una delle torte più buone che l’essere umano abbia mai concepito. Arrivata in pasticceria, 10.000 passi raggiunti, era lì ad aspettarmi nel suo piattino di carta dorata, col ghirigori di cioccolata e l’albicocca caramellata sopra.

La scelgo, la prendo, la porto a casa, la bramo fino a dopo cena. Glicemia stimata dopo 2 ore: 350mg/dl. Lo rifarei? Sì sì e ovviamente sì. Buon diaversario a me.

Che cosa ho imparato?

Questo è stato l’anno della condivisione. Trasferirmi a Milano non solo mi ha dato modo di entrare in contatto di persona con tantissime persone che condividono la mia malattia, ma di stringere rapporti che vanno oltre il diabete.

Che cosa voglio per l’anno prossimo?

Come qualcuno di voi saprà, insieme ad altri quattro ragazzi ho aperto un nuovo sito, focalizzato unicamente sul diabete di tipo 1. Lo potete raggiungere all’indirizzo www.cronacheditipo1.com, e potete già leggere i primi due articoli.

Dopo qualche mese su Instagram e su altri social ho capito di aver bisogno di dare una spinta a ciò che avevo nella testa, e spero che i prossimi mesi diventino uno stimolo per far crescere questo meraviglioso sito. Grazie dunque ad Alessandra, Stella, Michele e Francesca per aver avuto il coraggio di avviare questo progetto insieme a me.

Nelle prossime settimane questo blog tornerà dunque al suo scopo originale: parlare di come concilio la mia vita zero waste con la mia vita quotidiana e parlare dei miei viaggi a basso impatto ambientale. Spero di non deludere nessuno tornando alle origini e concentrandomi di nuovo su una grossa parte della mia vita, ovvero il mio tentativo di minimizzare il mio impatto ambientale. State tranquilli, il mio diabete sarà sempre e comunque presente.

ENG

3 years Diaversary

It’s Sunday 12th and today is the day I was diagnosed with diabetes. Three years ago I wake up in the same way, with the same tired body; I went to work, but during the morning I started to feel sick and I went home. I thought about the flu or something like that.

It was diabetic ketoacidosis. My memories are confused, a spiral of events in my mind without chronological order. The next day I woke up and the doctor told me that I had type 1 diabetes.

Three years have passed since that day, and also this year I decided to celebrate. First of all, because I do not allow diabetes to dictate the rules. But also because these three years made me realize that I can actually do something to change those around me, even if we are talking about a minimum change. 

So here are three things to celebrate these three years just passed.

1. Pasta with tomato sauce and pesto

Like every other diagnosis, also mine was a difficult one, and I have only a partial memory of it. That’s the reason why I decided to eat my comfort food par excellence. Brace yourselves, because you have read it right in the title: my favorite condiment for pasta is… tomato sauce with basil pesto.

I know it may sound strange, but once you will try it, you will never regret and look back.

When my life changed radically with diabetes, it took a bit before I was able to enjoy food again.
There are a lot of eating disorders associated with chronic conditions such as type 1 diabetes. For me, being able to enjoy food as I did before, was a huge achievement.

2. 10,000 steps

One thing I still struggle to include in my everyday routine: sports and moves in general. Yet, how many times do we hear that we should take at least 10,000 steps a day?

If you have type 1 diabetes, walking helps to lower insulin resistance. If you don’t have diabetes type 1, however, walking still helps to lower your insulin resistance and reduces the risk of developing other diseases in the future. In short, I should move as much as possible, even if my job requires me to stay eight hours in front of a computer, and my main hobby provides that the remaining hours of the day are spent in the couch to explore all possible worlds with words.

So I started walking, and I went into a bakery to buy a Sacher cake.

3. Sachertorte

I dream of chocolate at night. If you think about the perfect chocolate cake, you are thinking about Sachertorte. One of the best cakes that being human has ever conceived. I arrived at the bakery, 10,000 steps achieved and it was waiting in his golden paper plate, with swirls of chocolate and apricot caramelized above.

Estimated blood glucose after 2 hours: 350 mg/dl. Will I ever regret this? No, of course. Happy diaversary to me.

What have I learned?

2019 was for me the year in which I learned to share my diabetes. Moving to Milan has not only allowed me to get in-person contact with many people who share my disease, but it also gave me the chance to forge relationships that go beyond diabetes.

What do I want for the next year?

As some of you already know, I opened with four other friends a new website, focused on our experience with type1 diabetes. You can visit us at www.cronacheditipo1.com , and you can already read the first two articles (everything it’s in italian, but you can always translate it with Google Translator). 

After spending months on social networks I realized that I needed to give a boost to what I had in my head. So thanks to Alessandra, Stella, Francesca, and Michele for having the courage to start this project with me.

In the coming weeks this blog will return to its original purpose: I will talk about diabetes of course, but in relationship to my life zero waste lifestyle. I will talk about my travels with low environmental impact. I hope not to disappoint anyone going back to basics and focusing again on a big part of my life, the attempt to minimize my impact on the environment. Rest assured, my diabetes will always be present.