#Fav2019

Una lista di cose più o meno casuali e in ordine totalmente sparso che mi sono piaciute di questo 2019: come si può chiudere altrimenti un anno, se non celebrando tutto ciò che c’è stato di positivo?

#cities

Ljubljana

La città più green che ho vistitato quest’anno, in primavera, e sicuramente la città nella quale tornerei più volentieri. Non ho avuto problemi a lasciare da parte la plastica e il cibo preconfezionato, complice anche un appartamento delizioso che ci ha ospitato per i primi giorni. La capitale della Slovenia è ricchissima di vita e allo stesso tempo le persone non sembrano conoscere il caos che spesso si vede nelle capitali europee.

Akureyri

La seconda città dell’Islanda, in realtà per i nostri standard è poco più di un piccolo paese. Si affaccia sul mar di Groenlandia, e il freddo si sente tutto. La città è accogliente, con diversi negozi e posticini dove mangiare. Il centro si visita in una manciata di minuti, ma la parte più bella è passeggiare nelle stradine e scoprire il paesaggio del fiordo sul quale si affaccia. Altra nota positiva: il campeggio è esattamente al centro della città. Meglio di così.

#food

Il pane

Quest’anno ho comprato una macchina del pane. Ho iniziato a sperimentare con gli impasti, e la cosa che mi rende più fiera è l’essere riuscita a imparare a panificare in modo semplice, senza perdere troppo tempo dietro agli impasti. Ho sperimentato con pane integrale, pane di segale, pane di semi, pane dolce: a volte l’esperimento è riuscito al primo tentativo, altre volte invece ho dovuto provare e riprovare fino a che non sono riuscita a trovare la combinazione giusta. Una bella lezione di vita.

Yogurt

Ormai è con me da tanti anni, ma mai come adesso ho imparato ad apprezzare lo yogurt fatto da me. Non sono ancora riuscita a farlo in modo totalmente zero waste, ma anche questo fa parte del gioco: non possiamo essere perfetti in tutto, e con lo yogurt ho imparato ad accontentarmi, in attesa di un’alternativa che, sono certa, in futuro arriverà.

#books

Possiamo salvare il mondo prima di cena

Ne ho parlato qui. Ho letto diversi libri e articoli su questo tema, ma nessuno è stato in grado come Safran Foer di toccare un problema che solitamente viene tralasciato. Un tema difficile da digerire, che ci tocca in prima persona: mangiare carne e prodotti animali inquina. E smettere di mangiare carne per 2 pasti su 3, è una delle cose più importanti che possiamo fare in quanto persone singole che vogliono contribuire a ridurre l’impatto ambientale.

Il libro della vagina

Ne ho parlato qui. Ci sono diversi temi sui quali avrei voluto leggere dei libri durante la mia adolescenza: la vagina è uno di questi. Il libro è scorrevole, piacevole, semplice da leggere: nient’altro da dire. Vorrei che tutte le ragazze lo leggessero almeno una volta, e vorrei che le aiutasse a non sentirsi mai in imbarazzo per cose che invece sono perfettamente normali.

#TV

Pose

Una serie che ho scoperto da poco su Netflix. Parla di inclusività a 360 gradi, seguendo la storia di diverse donne nella New York di fine anni 80. Impossibile non adorare il personaggio interpretato da Billy Porter. La seconda stagione amplifica ancora di più le tematiche sociali e i problemi della comunità queer – molti dei quali sono ancora attualissimi.

#ecoswaps

Travel mug

Su internet chiunque sconsiglia di comprarla, per il semplice fatto che non ne abbiamo bisogno. Per questo ci ho pensato tanto, e alla fine l’ho comprata.
Non me ne sono pentita, anzi: è uno degli oggetti più utili che ho comprato da quando ho iniziato il mio percorso zero waste. E’ sempre con me, la porto in viaggio e riesco a riempirla nelle fontanelle quando voglio acqua, nei bar quando voglio il caffè la mattina, té e altre bevande. Per questo non dovreste fidarvi quando leggete di non comprare qualcosa: se pensate che vi serva per più di 48 ore, probabilmente vi serve davvero, zero waste o no.

#fashion

Freitag rollin

Il mio regalo di compleanno. Se non conoscete il marchio Freitag, andate a farvi un giro in un loro negozio o nel loro sito internet: fanno borse, zaini, astucci con teloni di camion riciclate. Ogni borsa è diversa, è difficilissimo trovarle nere, costano il giusto per un prodotto che probabilmente vi durerà tutta la vita.
La mia è la versione rollin, composta da telone di camion e bottiglie di plastica pet riciclata. Ormai è l’unica borsa che uso per tutti i giorni – in attesa di una Freitag più grande che arriverà a Natale.

#experiences

Yoga

Una di quelle cose sulle quali non riesco mai a convincermi: fare una disciplina fisica. Ho iniziato a Settembre con lo Yoga Hatha, e pensavo di stancarmi subito. Invece no, e ne sono stupita. Sono ormai quattro mesi che per una o due volte alla settimana vado a fare yoga, sono probabilmente la più scarsa della classe, e mi piace così.

Thoreau

Ultima esprienza di quest’anno, che mi ha cambiato e mi ha fatto finalmente affrontare una paura che ancora non ero riuscita a superare: dormire in tenda nel bosco.
Da quando ho il diabete, ho sempre avuto paura di non avere un’ambulanza vicino, un ospedale raggiungibile, l’insulina a temperature “estreme”. E invece abbiamo acceso un fuoco, cucinato un risotto in busta per sei persone e subito dopo mi sono infilata nel sacco a pelo e ho dormito di sasso in mezzo ai ragni e alle ortiche.
Lezione di vita imparata: a volte basta semplicemente tuffarsi nel vuoto. L’alba e il rumore del ruscello vi premierà.