Piccolo giardino in casa

a girl holding leaves of basil
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Diario di bordo, ep. 3

Nico, il mio ragazzo, è sempre stato appassionato di piante. Non vuole ammetterlo, ma gli piace tantissimo seguire il ciclo vitale dei semi e dei germogli, vedere le foglie che nascono e pian piano si aprono. Fosse per lui, farebbe crescere qualsiasi cosa. In casa abbiamo diverse piante, utili e ornamentali, che ci seguono nei vari traslochi in giro per il Nord Italia.

Ma Nico è appassionato in particolare di piante utili, ma difficili da coltivare. Da ricordare il tenativo di crescita di peperoncini di due anni fa, fallito miseramente quando abbiamo dimenticato uno dei vasi fuori d’inverno con -4 gradi.

Ma voi ce li vedete i peperoncini in Veneto? Dovevamo capirlo da subito che il nostro esperimento sarebbe stato un fallimento.
Così l’anno scorso abbiamo rinunciato, dedicandoci ai vari cactus e alle piante verdi.

Quest’anno la voglia di coltivare qualcosa di buono è tornata; così Nico ha preso una serra idroponica, con diversi semi di erbe aromatiche da piantare.

Cos’è una serra idroponica?

L’idroponica permette di coltivare diverse piante senza terreno e, nel nostro caso, senza esposizione diretta al sole. Noi abbiamo comprato un kit che comprendeva già dei semi, perché per questo primo tentativo volevamo provare ad avere delle piante aromatiche direttamente in cucina.

hydroponic system with erbs

Abbiamo riempito la parte inferiore di acqua dopo aver inserito i coni con i semini, poi è bastato avviare il timer che comanda la luce led, che si accende per 16-18 o 24 ore.

E’ una soluzione sostenibile, perché ha bisogno di pochissima acqua e permette di avere prodotti a centimetro zero. Non so a voi, ma a me è capitato di desiderare ardentemente una pianta di basilico, senza mai riuscire a tenerla viva in vaso per più di qualche mese. Quando metto a cuocere il sugo di pomodoro, non faccio altro che pensare a mia madre che esce dalla porta e raccoglie il basilico dal terrazzo.

Una delle cose che mi ha convinto di più è stata la totale assenza di sprechi: in teoria, se coltivate bene, le piante in idroponica dovrebbero dare il massimo rendimento con il minimo spreco di risorse.

Dopo 3 settimane, questo è il risultato delle nostre nuove piante (circondate dalle nostre vecchie piante):

In un periodo in cui il consumo del suolo è un argomento scottante, dobbiamo trovare delle soluzioni adatte che possano farci avere prodotti buonissimi anche a casa. Penso che la coltivazione idroponica rappresenti una buona soluzione.
Non parlo solo di coltivazione idroponica casalinga, ma anche di tutte le sperimentazioni che sono state fatte su larga scala in assenza di terreno e in condizioni di notevole risparmio di acqua.

Avere una serra idroponica a casa mi permette sicuramente di eliminare l’acquisto di erbe aromatiche al supermercato, riducendo la plastica e i costi di trasporto – soprattutto quando questi prodotti sono coltivati molto lontano da noi.

bruschetta con pomodorini freschi e basilico dalla serra idroponica

Uno dei miei buoni propositi del 2020 è quello di consumare il più possibile prodotti a chilometro zero. Non sempre mi sarà possibile, anzi: ma partendo dalle piccole cose, vorrei riuscire a minimizzare al massimo i trasporti del cibo che porto in tavola. Voglio migliorare e ripensare a tutto ciò che porto in tavola, a partire dai singoli ingredienti; non sarà facile col diabete di tipo 1, dovrò sicuramente fare qualche cambiamento e cercare qualche alternativa, ma non voglio che questo rappresenti un ostacolo.

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ENG

Hydroponic indoor garden

Life journal, ep. 3.

My boyfriend Nico has always been passionate about plants. He does not want to admit it, but he likes to follow the life cycle of the seeds and buds, to see the leaves that are born and to look at the plants grow more and more. If it was for him, he would grow anything. At home we have several plants, useful and ornamental, that follow us in the various moving around north Italy.

But Nico is especially fond of plants useful but difficult to cultivate. Two years ago he tried to grow peppers, but we forgot the vase outside during winter, with -4°C degrees.

This year the desire to cultivate something good has come back; so Nico took a hydroponic greenhouse, with several seeds of herbs to plant.

What’s a hydroponic greenhouse?

Hydroponics allows you to grow various plants without soil and, in our case, without direct exposure to the sun. We bought a kit that included already the seeds because for this first attempt we wanted to try to have the herbs directly into the kitchen.

We filled the lower part of the greenhouse with water after entering the cones with the seeds, then we started the timer that controls the LED light, which lights up to 16-18 or 24 hours. 

It ‘s a sustainable solution because it needs very little water and allows for products to zero km. I don’t know about you, but I wanted so badly a basil plant, but every time I tried, it lasted only a few months. 

One of the things that convinced me most was the total absence of waste: in theory, if cultivated properly, the hydroponic plants should give maximum performance with minimum waste of resources.

After three weeks, this is the result of our new plants (surrounded by our old plants): 

Today we have to find the right solutions that can let us have very good products at home. I think hydroponic cultivation represents a good answer.

I speak not only of housewife hydroponic cultivation but also of all the experiments that have been made on a large scale in the absence of soil and saving water.

Having a hydroponic greenhouse at home allows me to stop buying herbs at the supermarket, reducing the plastic and transportation costs – especially when these products are grown far away from us. 

One of my good resolutions for 2020 is to consume as much as possible “zero kilometers” products. Starting from small things, I want to be able to minimize to the maximum the transport of food that I bring to the table. I want to improve and rethink everything that I bring on my table, starting with bulk ingredients; it will not be easy with type 1 diabetes, but I’ll definitely make some changes and look for some alternatives.