The truth about living with 4 injections a day

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Quattro iniezioni al giorno, ogni giorno.

Il diabete tipo 1 è una malattia autoimmune della quale non conosciamo la cura. Il sistema immunitario, nel diabetico di tipo 1, attacca le cellule beta presenti nel pancreas. Sono queste che, nella persona normale, producono l’insulina. Dal 1921, anno in cui è stata scoperta l’insulina, sono stati fatti passi da gigante: ma ancora non abbiamo trovato una soluzione definitiva, che ci liberi dall’incombenza di iniettare insulina ogni volta che mangiamo.

L’unica terapia possibile ad oggi per un diabetico di tipo 1 è l’iniezione sottocutanea tramite iniezioni multiple o microinfusore.
Io utilizzo le penne di insulina, e questo significa che da quasi 3 anni ad oggi, ho fatto un minimo di quattro iniezioni al giorno, tutti i giorni.

Quante inieizioni?

Quattro iniezioni: le prime tre corrispondono ai pasti principali, ovvero colazione, pranzo e cena. L’insulina deve coprire ciascun pasto, perché è l’ormone che permette di trasformare i carboidrati in energia per il nostro corpo e per il nostro cervello.

Non si tratta più di mangiare: si tratta di sopravvivere.

Ho parlato di un minimo di quattro iniezioni perché anche i diabetici fanno merenda, aperitivo e doppia cena. Le iniezioni diventano cinque, sei, sette. L’ultima iniezione è quella che viene chiamata basale, e che ha una durata di circa 24 ore a seconda della tipologia.

Il cervello si riempie di informazioni non appena viene eseguita la diagnosi.

  • bisogna ruotare il sito di iniezione tra gambe, braccia e pancia;
  • bisogna usare un ago lungo 4 millimetri o più, a seconda della metodologia di iniezione;
  • bisogna buttare le prime due unità per evitare di iniettare aria e dunque meno insulina.

Nozioni tecniche, asettiche, fai così, la tua vita sarà così. Hai capito?
In fondo, alternative non ce ne sono.

Quello che non ti spiegano è cosa significa che per il resto della tua vita farai quattro iniezioni al giorno, ogni giorno. Nessuno mi ha mai chiesto: come ti senti?

Ho dovuto imparare da sola quanto sia mentalmente stancante tirare fuori la penna di insulina, contare i carboidrati che mangerò, stapparla, inserire l’ago nella penna, iniettare le unità, contare fino a dieci, lo stantuffo fino in fondo, gli scatti uno dopo l’altro e l’insulina che fluisce sotto il mio corpo, se mi concentro abbastanza mi sembra di vederla, ma è solo un’illusione.

Quando passano i mesi e gli anni, le iniezioni fanno parte della giornata. Non è possibile dimenticarsene. L’acqua che bolle nella pentola viene associata dal mio cervello direttamente alla pancia scoperta, all’ago e al numero di unità che andrò a fare.

Ma fa male?

Tante persone si offendono quando sentono queste parole. A me non dispiace parlarne, chiedete pure. Penso che ci voglia una genuina curiosità per interessarsi del dolore (anche solo fisico) delle altre persone, oppure nel domandarsi cosa fareste se foste nei miei panni.

Ma fa male? La risposta è , è pur sempre un’iniezione, anche se sottocutanea. Col tempo sento sempre meno dolore, un po’ perché sono diventata più brava, un po’ perché la mia soglia del dolore si è alzata un pochino di più, ogni giorno.

Forse la nostra mente ci protegge anche in questo caso, e sviluppa dei meccanismi per allontanarci dal dolore che è necessario per farci sopravvivere.

Oltre al dolore fisico, l’iniezione fa male quando la glicemia non scende mai e sono costretta a fare una, due, tre iniezioni in brevissimo tempo. Fa più male quando esci dalla routine e capisci esattamente cosa stai facendo, e realizzi che quel gesto è l’unica cosa che ti sta tenendo in vita.

Voyeurismo

Faccio le iniezioni in pubblico da sempre. Sono una persona pigra, e non riuscirei ad alzarmi ogni volta per andare in bagno o per imboscarmi in anfratti bui e misteriosi.

Se sono con una persona con la quale non ho tanta confidenza, è più difficile. Però cerco di costringermi, perché voglio che la mia normalità sia anche quella degli altri.

Per quanto riguarda persone estranee, sento gli sguardi sulla schiena, ma per ora non mi è mai capitato che qualcuno mi chieda cosa sto facendo.
Non mi è mai capitato neppure qualcuno che mi chieda di andare da un’altra parte. La maggior parte delle persone si limita a guardare, consapevole che se mi stessi realmente drogando non lo farei mai alla luce del sole in mezzo a un ristorante affollato.

“Every day is exactly the same”

La cosa più difficile del diabete è la routine alla quale si è costretti a sottostare per vivere. Nessuno ti insegna a gestire il peso mentale delle costanti iniezioni (o del dover portare un microinfusore addosso 24 ore su 24). Nessuno mi ha mai detto che sarebbe stato difficile, ma questo non lo rende meno pesante: ci sono dei giorni in cui semplicemente il gesto diventa insopportabile.

Fisso il mio astuccio con gli aghi e le insuline all’interno. L’indice della mano destra mi pulsa, ho appena prelevato una goccia di sangue che corrisponde a un numero. La padella sfrigola, tra poco la cena sarà pronta. Se chiudo gli occhi riesco a sentire l’odore dell’insulina. Sono immobile, anche oggi.

ENG

Four shots a day, every day.

Type 1 diabetes is an autoimmune disease and we do not know its cure yet. The immune system in type 1 diabetic, attacks the beta cells in the pancreas. The beta cells produce insulin, so a person with T1D is no longer able to produce this hormone.

The only therapy for a type 1 diabetic is by subcutaneous injection using multiple injections or an insulin pump. 

Type 1 diabetes is an autoimmune disease and we do not know its cure yet. The immune system in type 1 diabetic, attacks the beta cells in the pancreas. The beta cells produce insulin, so a person with T1D is no longer able to produce this hormone.

The only therapy for a type 1 diabetic is by subcutaneous injection using multiple injections or an insulin pump. 

I use insulin pens, and this means that for nearly three years today, I made a minimum of four injections a day, every day.

I use insulin pens, and this means that for nearly three years today, I made a minimum of four injections a day, every day.

How many shots?

Four injections: one for each meal, breakfast, lunch, and dinner. Insulin must cover every single piece of food because it’s the hormone that allows your body to convert carbohydrates into energy.

Eating with insulin means surviving for a type 1 diabetic.

I spoke of a minimum of four injections because even diabetics do snack, appetizer and double dinners. The injections became five, six, seven. The last injection is what is called basal because it covers 24 hours.

My brain was filled with information as soon as the diagnosis is made.

  • you have to rotate the site of injection including legs, arms, and belly;
  • you must use a 4 mm needle, depending on your injection method;
  • you have to throw the first two units to avoid injecting air and thus less insulin.

Technical concepts, aseptic, you do that, your life will be so. Did you understand? 

After all, there are no alternatives.

What nobody tells you is what does it mean to live your life taking four injections a day, every day. No one ever asked me: how do you feel?

I had to learn myself how mentally tiring can be to pull out the pen insulin, count the carbohydrates I eat, uncork the pen, insert the needle into it, inject some units, count to ten, the plunger all the way down, the insulin flowing under my body, if I focus enough I can see it, but it’s just an illusion.

When the months and years pass, the injections are part of everyday life. You can not forget about it. I think about it every single day, while I’m cooking, while I’m eating.

Does it hurt?

So many people get offended when somebody asks this. I do not mind talking about it, so just ask. I think that you need to have a genuine curiosity to worry about other’s people pain (even if it’s only physical), or to wonder what you would do if you were in my shoes.

But does it hurt? The answer is yes, it is still an injection, although subcutaneous. With time always feel less pain, because I’m getting better at doing shots, but also because my pain threshold has risen a little more.

Maybe our mind can protect us in these situations, and it develops mechanisms to move away from the pain that is necessary for us to survive.

In addition to physical pain, injection hurts when your blood sugar never goes down and you are forced to make one, two, three injections in a short period. It hurts more when you stop for a moment and suddenly realize exactly what you’re doing, and you know that this gesture is the only thing that’s keeping you alive.

Voyeurism

I make injections in public since my diagnosis. I am a lazy person, and I can not get up every single time to go to the bathroom or to hide in dark and mysterious rooms.

As for strangers, I feel the eyes on my back, but for now, nobody has ever asked me what I’m doing. 

Nobody asked me to go somewhere else. Most people simply watch, knowing that if I was doing drugs I would never do that in broad daylight or in the middle of a crowded restaurant.

“Every day is exactly the same.”

The hardest thing about T1D is the routine in which you are forced. You need insulin to live. No one teaches you to handle the mental burden of injections (or having to carry an insulin pump on you 24/7). No one told me that it would be difficult, but that does not make it less heavy: there are days when every single gesture becomes unbearable.

I look at my insulin case with needles and stuff inside. I feel pain in my finger, I just picked up a drop of blood, which corresponded to a number. My blood sugar. I hear the food cooking on the pan, the smell, soon dinner will be ready. If I close my eyes I can feel the smell of insulin. I cannot move.