È perfettamente normale sentirsi di merda

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me feeling like shit and looking like shit

Il post potrebbe concludersi anche qui, perché ho già detto tutto quello che avevo da dire. ho provato a scrivere questo post tantissime volte, ma ho sempre rimandato.

E’ perfettamente normale sentirsi di merda. Non è piacevole, non è bello, ma è perfettamente normale, ogni tanto, sentirsi di merda. Anche questo mi è stato insegnato dalla mia malattia cronica. Quando hai a che fare con una malattia, quando non hai a che fare con una malattia, quando la vita ti sfugge di mano e sembra che tu non possa farci niente. Solo per il fatto di vivere, è perfettamente normale avere qualche giornata no.

Prima del diabete tipo 1, vivevo totalmente immersa nel pensiero implicito che ci viene propinato da ogni parte (soprattutto a noi donne): bisogna essere sempre sorridenti, anche quando hai avuto una giornataccia, accondiscendenti, dimostrare che niente ti scalfisce. Bisogna essere sempre donne con le palle. Devi sempre avere voglia di fare ciò che ti viene detto e soprattutto, non bisogna buttare via le giornate. E per non buttare via le giornate bisogna essere produttivi.

Da quando ho il diabete invece, ho imparato che stare di merda va bene. Avere giornate di merda va bene. Non concludere ciò che mi ero prefissata per la giornata va bene. E se sto troppo di merda, va bene chiedere aiuto per ridurre al massimo i giorni in cui mi sento di merda.

Ieri ho scritto il solito post it giallo che attacco nella mia agenda, con le cose da fare:
◻ scrivere;
◻ tradurre una parte del post;
◻ scrivere un nuovo post;
◼️ leggere;
◻ meditare per 15 minuti;
◻ yoga.

A fine giornata, avevo completato solo il quarto punto e passato il pomeriggio a fare una torta. Nella mia mente si è affacciato subito un pensiero, automatico:

non ho concluso nulla oggi.

E in fondo era vero: non avevo concluso nulla. Ho avuto una giornata pessima, le glicemie alte, la fame per gran parte del pomeriggio, una restistenza enorme all’insulina, con 10 iniezioni esclusa la basale che dura 24 ore. Non riuscivo a pensare a nulla se non a quanta fame avessi e a quante iniezioni avessi già fatto. Mi faceva male tutto il lato destro della pancia. E in più, non avevo concluso nulla.

Aprivo Instagram e vedevo solo persone che avevano tratto il meglio dalle loro giornate. Lo facciamo tutte no? Sempre sorridenti, sempre bellissime, sempre in posa. Io per prima. Le mie giornate online non possono essere negative. Apro instagram, chiudo instagram, apro twitter, chiudo twitter. Ripenso a me stessa il giorno prima, alle persone che vedo per strada.

Non sono una che pensa che internet abbia peggiorato le persone. Non riuscivo a smettere di guardare le immagini patinate però, il voyeurismo delle vite degli altri, le finestre aperte sulle giornate luminose e ritoccate. La gara a chi è più zero waste, a chi cucina la cosa più buona, a chi ha la curva glicemica migliore.

Poi per un attimo ho smesso di pensare.

E sapete che c’è? Per oggi va bene c0sì.
Va bene non essere produttivi. Va bene essere tristi, non sorridere e mantenere la faccia da stronza, va bene non concludere nulla. Non sono una macchina, non sono un automa. E poi, la torta, tra una lacrima e l’altra, è venuta buonissima.

ENG

It’s perfectly normal to feel like shit sometimes

This may be the conclusion of this blog post. I said everything I had to say. I tried so many times to write this, but I have always something else to say – something more important, something more impressive.

It is perfectly normal to feel like shit sometimes. It’s not nice, it’s not beautiful, but it is normal and it’s part of our lives as human beings. My chronic illness taught me this.
When you are sick, when you are not sick, when your life seems to pass by without you. Just because we are alive, it’s normal to have a bad day.

Before T1D, I used to live with one simple thought (you know this, especially if you are a woman): I had to smile, even in bad days, I had to be nice, I had to hide my disease. I avoided wasting time, every day had to be a productive day.

But I learned something after (almost) 3 years of type 1 diabetes. Feeling like shit is fine. Having a bad day is also fine. It’s fine also if I’m not productive for one day if I cannot avoid being sad. And when I am too sad, I learned that I need to reach out for help.

Yesterday I wrote my usual note for the day, with all the things I had to do:

◻ write;
◻ translate the latest blog post;
◻ write this new blog post;
◼️ read;
◻ meditate;
◻ yoga.

At the end of the day, I had only the fourth point completed. I spent the afternoon baking a chocolate chips cake. Suddenly I though,

I did nothing today. 

And that was true. I really did nothing. 
I had a terrible day, with high bgs, I was hungry all the time, I was insulin resistant, I did 10 shots and the day was not over yet. I was not able to think clearly. My belly hurt, and I did nothing. 

I was scrolling Instagram and everyone was smiling, having the best day of their life. We all do that, right? Always happy, always beautiful. I am talking about myself in the first place. My online image is the same. I closed Instagram, I opened it, scrolled the page a little bit more, closed it again.
I thought about other people that I saw on the streets, about myself in the past couple of days.

Then I suddenly stopped thinking.

And you know what? It’s fine.
It’s fine not to be productive. It’s fine to be sad, to have a bitch face, to finish only a single task. I am not a machine. And the cake, at the end of the day, was amazing.

Hey, you. Check this out!