5,2%

Sveglia alle 6 stamattina, niente colazione. Mezz’ora dopo sono in macchina, diretta verso la USL, per il prelievo che faccio ogni 6 mesi.

Solitamente siamo in due, solitamente è Sabato. Questa settimana i piani sono saltati, e vado da sola, senza il mio partner in crime con cui fare colazione subito dopo. Arrivo di fronte alla USL, ci sono sette persone di fronte a me. Ma perché i pensionati escono così presto la mattina? Cos’hanno da fare alle 9?

L’emoglobina glicata.

Molti diabetici non vedono l’ora di sapere il risultato, altri la odiano.

La maggior parte di noi la intende come un banco di prova: quanto sei un bravo diabetico? Ma come fai ad avere la glicata così bassa?

La risposta è semplice: non lo so.

Non ne ho la minima idea.
Le mie abitudini alimentari non sono cambiate da quando mi sono ammalata, mangio sempre lo stesso quantitativo di dolci e lo stesso quantitativo di carboidrati, non faccio sport, non mangio keto, mangio una pizza a settimana e mi sveglio nel cuore della notte per correggere le ipo e le iper.

Penso che la glicata sia il perfetto esempio di come, in una malattia cronica come il diabete di tipo 1, non ci siano regole scritte: la malattia ti ricorda costantemente che ogni corpo reagisce in modo diverso, in parte imprevedibile, misterioso. Anche il tuo.

Premo il cotone umido sul braccio, l’infermiera mi dice di tenerlo fermo e non piegarlo, ma non ho pazienza. Vado verso la macchina e nella strada verso l’ufficio mi fermo per comprare la colazione. Due brioche, no oggi una. Vabbè dai, fai una decina così le porto in ufficio ai miei colleghi.

Alle sei di sera provo a inseriere il codice, ci saranno i referti? Ci sono.

Scorro, glicemia, colesterolo, l’ho passata? HbA1C. 5,2.

Ma com’è possibile?
Stavolta sono io che lo chiedo a me stessa.

Non lo so.

Due anni sono ancora troppo pochi per capire la mia malattia. Probabilmente, non riuscirò mai a capire esattamente qual è il filo conduttore esatto tra le mie azioni e le mie glicemie. Le variabili sono infinite, partono dal cibo e finiscono con lo stress, le mestruazioni, la stanchezza, il caldo.

Probabilmente non esistono calcoli e algoritmi che ci permettano di raggiungere il risultato voluto. Tentativi ed errori: un diabetico non può fare a meno di sbagliare, di cercare spiegazioni, di provare strade diverse.

E a volte, anche di dire: non lo so.

Glicata 2019
Ne mancano alcune ma sono troppo pigra per completare il grafico adesso.