Minimalismo da bagno: dieci cose, solo dieci

tronchetto della felicità zero waste

Tra un mese mi trasferisco a Milano.

L’ho detto ad alta voce, inizia a diventare reale.

Sto cogliendo l’occasione per eliminare tutto ciò che non uso, tutto ciò di cui non ho bisogno, tutto ciò che può essere donato o regalato anziché abbandonato a prendere polvere.

Più ci penso, più sento di doverlo fare: in una giornata da diabetica utilizzo in media cinque-sei aghetti con relative confezioni di plastica, e devo in qualche modo cercare di compensare questa plastica necessaria con quella di cui invece non ho bisogno.

Spoiler alert: non ci riesco.

Il bagno è un po’ il tallone d’Achille di chiunque. Ho deciso che questa è l’occasione giusta per cercare di ridurre al massimo, e ho scoperto che ciò di cui veramente ho bisogno può essere ridotto a poche cose. Infatti ciò che porterò nella nuova casa saranno dieci cose, non tutte zero waste, alle quali non riesco a rinunciare: sono le cose che utilizzo tutti i giorni e tutte le settimane.

  • Il latte detergente
    Mi dispiace, ci ho provato. Ho provato a sostituirlo col sapone, ho provato a cercarne uno solido, ma semplicemente non riesco a rinunciare a questo qui. Si tratta della mousse al mirtillo della marca La Saponaria: non zero waste, data la confezione di plastica, ma decisamente il migliore che ho provato fino ad ora.
  • Il siero
    Sì, l’ho inserito davvero. Il siero viso di Biofficina Toscana. Anche qui siamo lontani dallo zero waste, ma la confezione è di vetro e il siero dura tantissimo. Io lo uso in estate al posto della crema, e in inverno in combinazione. E’ l’unica cosa che sembra rendere la mia pelle migliore quando non sembra esserci nulla da fare (brufoletti pre-ciclo, avete presente no?)
  • Crema multiuso viso/corpo
    Dopo tanti esperimenti, ho scoperto questa crema di Lavera. In realtà non è esattamente la stessa, perché io ho ancora una versione precedente che avevvo comprato da Eccoverde. La versione nuova ha il barattolino di alluminio, mentre quella vecchia ha il packaging in plastica. La uso per il corpo, per il viso, per qualsiasi cosa, ed è una delle poche creme che non mi abbia mai causato allergia. Proverò sicuramente la nuova versione, spero che non sia cambiata del tutto.
  • Il sapone solido (e ovviamente lo shampoo)
    Lo so, sto barando. Sono due cose. Lasciatemela passare. Come sapone uso sempre una comune saponetta di Aleppo. Se non avete mai provato questo tipo di sapone fatto con olio d’oliva e alloro, ve lo consiglio: la vostra pelle ringrazierà. Per quanto riguarda lo shampoo invece, alterno questa ciambellina di Secrets de Provence (sempre nella bustina di plastica) e questo muffin di Lamazuna (nella scatolina di carta). Entrambi ottimi, ma se non ruoto l’uno dopo l’altro i miei capelli si abituano e diventano sempre più grassi.
  • Pulisci orecchie
    Merita una foto da solo. L’ho portato come souvenir dal Giappone, dove ne vengono vendute mille versioni di mille materiali diversi. Il mio ha due parti, una che sembra un cotton fioc metallico, l’altra che sembra un cucchiaino. Lo so, fa schifo: ma è un must al posto dei cotton fioc.
    In Italia Lamazuna ne vende una versione in bambù.
  • Rasoio in acciaio
    Non so se riuscirò a rinunciare definitivamente alla ceretta per tutta l’estate. Per ora ci sto provando, e sto utilizzando solamente il rasoio di sicurezza con le lamette intercambiabili. L’unica pecca è che l’ultima volta che ho preso l’aereo mi hanno fatto buttare la lama all’interno (e lo spiegate voi in Giappone che vi serve una lametta di ricambio per il rasoio? Per fortuna era inverno).
  • Coppetta mestruale
    Mia fedele compagna di avventure. Mi fa piacere che stia prendendo piede, dato che quando l’ho comprata si poteva scegliere solo tre due-tre marche, e si andava più che altro a naso. E’ il risparmio più grosso, e anche uno dei modi migliori per fare del bene all’ambiente che ci circonda. Non per tutte va bene, ma sono contenta che questa soluzione ecologia sia anche la più adatta a me.
  • Olio di cocco
    Lo uso principalmente come struccante, ma anche come idratante per i capelli. E’ versatile, si trova ormai ovunque, con lo zucchero e il miele diventa un ottimo scrub, con i fondi di caffè un ottimo massaggio anti-cellulite. E’ la base per il mio deodorante e per il mio dentifricio.
  • Argilla bianca
    Avete presente la moda delle maschere monouso? No? Neppure io. Ho la pelle abbastanza grassa, e solitamente utilizzo l’argilla bianca in combinata con qualche goccia di olio o con lo yogurt.
  • Olio di mandorle: il primo amore non si scorda mai
    Il prodotto più longevo nel mio bagno, che resiste a ogni cambiamento e a ogni trasloco. L’olio di mandorle de I provenzali, unico e intramontabile.
    Mi fu consigliato dall’estetista per le prime smagliature, ho iniziato a usarlo su tutto il corpo poco tempo dopo, quando ho scoperto di non sopportare nessuna crema. Adesso lo uso dopo la doccia, sul viso se sono tanto secca, sui gomiti, sulle ginocchia, ovunque.

Dieci cose. Non sarà facile disfarmi del resto: sto cercando di finire una crema che mi è stata regalata, un olio viso che non apprezzo particolarmente, le ultime striscette di ceretta.

Ho deciso volutamente di non inserire il dentifricio e il deodorante perché non sono prodotti che compro, ma che faccio da zero a casa a partire da altri ingredienti.

Parto da queste dieci cose per vedere fino a dove mi posso spingere, per ricordarmi ancora una volta che ciò che veramente serve può essere ridotto ai minimi termini nel rispetto dell’ambiente ma anche di noi stessi.

E adesso, auguratemi buona fortuna per gli scatoloni dei libri. Quelli sì che saranno un problema.