Un fine settimana in Slovenia (quasi) zero waste

Un post per la serie: come conciliare lo zero waste con una malattia cronica

Quando sono in vacanza tenere i livelli di glicemia bassi è più difficile: alle 4 iniezioni che solitamente faccio in un giorno se ne aggiungono 2, a volte anche 3. Questo significa che per 4 giorni utilizzo circa 30 aghi usa e getta. Se aggiungiamo a questi le penne di insulina che porto in più, i cerotti per far aderire il sensore, la plastica delle caramelle di glucosio o di altri dolcetti che porto nello zaino… si tratta di un bagaglio di rifiuti non indifferente.

Questo mi spinge a prestare attenzione a tutto il resto.

Solitamente durante le gite fuori porto sempre con me l’essenziale per sopravvivere: posate in un sacchetto di stoffa (forchetta, coltello e cucchiaio, non un kit da viaggio che personalmente mi è inutile), borraccia, un fazzoletto nel quale posso mettere cibi solidi, buste riutilizzabili per fare la spesa.

In un posto che non conosco è ovviamente molto difficile trovare prodotti sfusi: quello che cerco di fare io è comprare frutta e verdura sfusa, e per il resto cercare di scegliere opzioni imballate con carta o vetro.

Lubiana: panini e zuppe

Mi ha fatto molto piacere scoprire che Lubiana è la capitale verde d’Europa: ad ogni angolo ci sono colonnine per ricaricare le macchine elettriche, è facilissimo trovare ristoranti e opzioni vegetariane e vegane.

Io e Nico abbiamo scelto di prenotare un appartamento per 2 notti. Non si trovava esattamente in centro, ma leggermente fuori, in un paesino in mezzo alla campagna slovena. Quello che più mi ha colpito è il paesaggio verdissimo: la Slovenia, nonostante sia piccolissima, è in gran parte incontaminata. Anche Lubiana, la capitale, vanta di spazi verdi lungo tutta la città.

La scelta dell’appartamento è dovuta soprattutto al fatto che preferisco evitare, quando possibile, di mangiare sempre in ristoranti o al volo per strada, perhé faccio fatica a controllare le glicemie. Avere una cucina mi permette di evitare cibo precotto e simili. A Lubiana per i primi due giorni ho potuto preparare in anticipo panini per pranzo e una buonissima zuppa per cena (non so ancora esattamente di cosa. Giuro però, era molto buona, e veniva venduta sottoforma di cubotto surgelato con packaging di carta).

L’unica pecca è stato il pane, che abbiamo comprato in un supermercato nelle classiche bustine con la finestrella inutile di plastica.

4 unità di Apidra

La visita al castello è molto bella, e comprende una parte visitabile gratuitamente e diverse cose alle quali si può accedere con il biglietto. In alcune sale ci soni degli indovinelli interattivi, in altre è possibile vedere le varie fasi della storia della Slovenia.

Venerdì pomeriggio c’era una manifestazione di street food per le vie del centro, con banchetti vegetariani e vegani nei quali si potevano gustare tantissime cose tipiche del paese ma anche provenienti da tutto il mondo. Qui torna utilissimo il fazzoletto che ho comprato in Giappone, che posso utilizzare per avvolgere i cibi solidi.

E’ bellissimo passeggiare per le vie del centro gustando sapori nuovi e associandoli a stranezze architettoniche che possono essere trovate soltanto qui, come per esempio i tre ponti.

Il secondo giorno, prima di tornare a casa compriamo per colazione un dolce tipico, chiamato Potica, che viene fatto con due impasti diversi: io ovviamente ho scelto la versione al cioccolato. Nico prende delle banane sfuse, io prendo una scatolina di fragole: secondo fallimento, lo so. Ma è l’unica frutta di stagione che non mi fa alzare così tanto la glicemia.

Bled: bretzel al formaggio, panino vegano

Il nostro terzo giorno in Slovenia non sappiamo bene cosa fare, causa maltempo mattutino. Ci siamo spostati sul lago di Bled, e fino all’ultimo momento siamo rimasti in sospeso sull’organizzazione della giornata. Alla fine il tempo è diventato stupendo, con una mattinata quasi estiva, e quando ho visto il banchetto di bretzel in riva al lago non potevo dire di no. Una scelta quasi-zero waste (difficilissimo spiegare all’omino sloveno che no, non c’era bisogno di darmi la bustina di carta per tenerlo in mano).

4u Apidra + passeggiata.

Il giro del lago è veloce, ma tutto è pensato a misura di turista estivo, quindi non troviamo tante opzioni ricercate come a Lubiana.

Per cena decidiamo di provare una panineria vegana che ho trovato con l’app Happy Cow, (che utilizzo solitamente quando sono in giro per cercare ristorantini vegani e vegetariani).

Oltre a una buonissima birra, ho ordinato un panino con un burger di patate dolci chiaramente fatto sul momento (cosa non scontata, soprattutto all’estero dove capita spesso di trovare paninerie che offrono hamburger vegani già precotti). Delizioso. Unico rifiuto che produciamo durante la cena è la carta che separa il cestino dal panino e la bottiglia di birra in vetro.

6u Apidra.

Il lago è molto bello, eccetto per la parte della cittadina, molto turistica e un po’ simile a tutte le località estive di questo tipo. Meraviglioso il punto panoramico, anche se un po’ difficile da raggiungere.

Postumia: grotte, formaggio grigliato, biscotti.

Il nostro ultimo giorno è piovoso, ma fortunatamente abbiamo deciso di trascorrere la giornata “al chiuso”, all’interno delle grotte di Postumia. Finisco l’ultimo pezzo di Potica, e la mia glicemia fortunatamente si mantiene per tutte le due ore di percorso.

Vicino alle grotte non ci sono grandi opzioni tra cui scegliere: la panineria non offre nessun panino vegetariano, quindi decidiamo di mangiare qualcosina in un triste ristorante self service.

Decisamente sconsigliato il formaggio alla griglia, più simile a un pezzo di polistirolo che a un qualcosa di commestibile.

Nel pomeriggio ci spostiamo verso il castello di Predjama, compreso nel biglietto delle grotte. Qui ho una mezza ipoglicemia, e sono costretta a dare fondo a un tubo di biscotti che ho comprato pensando fossero di cioccolato, e invece sono al caramello. Io odio il caramello, quindi nonostante la glicemia bassa non ho potuto mangiare niente di sfizioso.

Torno a casa da questa vacanza soddisfatta di tutte le mie scelte. Mi rendo conto che col tempo sta diventando per me più facile viaggiare leggera, portando dietro solamente le cose che mi possono tornare utili durante il viaggio. Allo stesso tempo però, sta diventando più facile pensare e pianificare in anticipo, ricercare soluzioni che non prevedano l’uso smodato di plastica.

Poco più di un anno fa mi sembrava impossibile riuscire a conciliare le esigenze del diabete con una riduzione intelligente dei rifiuti da me prodotti: per me riuscirci è un grande traguardo. Mi fa piacere esserci riuscita durante questa vacanza, immersa nel polmone verde d’Europa, e mi costringe a ricordare che qualsiasi nostro passo, seppur piccolo, ci aiuta a migliorare nel percorso che abbiamo intrapreso.

Forse non sarò mai in grado di ridurre i miei rifiuti a un minuscolo barattolino di vetro, ma sono decisamente migliorata nella consapevolezza di ciò che faccio.