Dalla Sardegna alla montagna

Buone abitudini per il weekend

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Ponte tibetano

Ho iniziato il mio percorso verso un minore impatto ambientale promettendo che avrei cercato di sforzarmi il più possibile, anche nelle situazioni più difficili. Per esempio durane le gite fuori porta del fine settimana.

Ci ho ripensato negli scorsi giorni perché durante il weekend siamo andati in montagna con alcuni amici. Non avendo nulla di pronto, con circa 30 minuti e disposizione, mi sono trovata a mettere nel carrello molta più plastica di quanta avrei voluto.

E’ difficile. La nostra economia e il nostro modo di consumare non sono pensati per non produrre rifiuti. Sono pensati per essere comodi, con le foglie di lattuga già lavate e il pane avvolto nella plastica per rimanere sempre fresco a distanza di giorni. La frutta già tagliata, i biscotti nelle pratiche monoporzioni, il formaggio a fettine nella vaschetta usa e getta.

Quante volte l’abbiamo sentito dire? Eh, ma è comodo.

Siamo ancora molto lontani da concepire la nostra spesa con alternative low impact e zero waste, che vadano al di là della semplice comodità momentanea.

Per questo motivo ho deciso di scrivere un post su cosa ho sbagliato stavolta, e su cosa faccio di solito, quando mi vengono dati più di 30 minuti di tempo.

…un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno.

Henry David Thoreau, Walden

Anticipo. Se si tratta di una gita pensata qualche giorno, o anche solo qualche ora prima, preparo delle schiscette esattamente come quando vado a lavoro. In questo modo non produco rifiuti in più, e mangio abbastanza sano.
Stavolta ho comprato il terribile formaggio a fette, accompagnato da – udite udite – un buon salame vegano di tofu. Molto buono, ma decisamente non la mia prima scelta in condizioni decisionali normali.

Pane. E’ diventato da poco uno dei miei cavalli di battaglia. Ovvero, da quando lo faccio in casa. Non voglio vantarmi, ma non ha nulla da invidiare al pane del panificio o a quello comprato nella busta al supermercato. E’ molto comodo perché può essere tagliato a fette sul momento, oppure preparato con salse e condimenti prima della partenza.
Stavolta, non avendo tempo, sono stata costretta a comprare il pane confezionato. Ho scelto quello “fresco”, se così possiamo definire quello del supermercato, che viene venduto nella confezione di carta con una piccola finestrella inutile di plastica trasparente.

Frutta. Purtroppo non riesco a fare a meno degli snack confezionati. Spesso non li mangio, però devo averli sempre con me, in caso di ipoglicemia. Una valida alternativa è la frutta, che fortunatamente non ha bisogno di ulteriori packaging aggiuntivi. Sto provando a capire come utilizzarla negli spuntini, ma l’ultima volta sono andata in ipoglicemia dopo aver mangiato mezza banana: evidentemente non era abbastanza rispetto allo sforzo che ho fatto durante la salita.

Bevande. La parte più facile. Ho sempre con me la mia borraccia Klean Kanteen, perché è leggera, capiente e resistentissima. Ho anche un’altra borraccia della Decathlon, che uso per il tè caldo. Se devo camminare, non bevo nient’altro; se invece stiamo cucinando allegramente per un picnic, fortunatamente la birra e il vino sono opzioni in bottiglia di vetro.

E infine, la plastica che non posso evitare. Lo sapete perché lo ripeto all’infinito: c’è una parte di plastica, relativa al diabete, che non posso evitare. Sto parlando in particolare degli aghi usa e getta per la penna di insulina, delle confezioni delle pastiglie di glucosio e degli snack confezionati.
Sono queste le cose che mi spingono a migliorare sempre di più tutto il resto. Ogni volta che butto un sacchetto pieno di cappucci di plastica, è come se ricordassi a me stessa che in qualche modo devo bilanciare con tutte le altre cose che posso scegliere.

Con l’arrivo della primavera, che siate zero waste o no, ricordatevi comunque di portare qualsiasi rifiuto indietro, al vostro ritorno in città. E possibilmente riciclarlo nel bidone corretto.
Buone passeggiate a tutti. ⛺

ENG

From the sea to the mountains

Good habits for the weekend

When I started my low impact journey I promised myself to try even in the most difficult situations. For example, during holidays or while hiking.

I thought about it in the last couple of days because during the weekend Nico and I went hiking near Verona with some friends. I had nothing in my fridge, and we had only 30 minutes: it was impossible for me to avoid plastic at the supermarket.

It’s hard, I know. Our economy is not perfect, and we cannot avoid waste. Everything must be ready and easy to prepare: salads already washed, sliced bread, fruit wrapped in plastic.

How often do you hear this? It’s easier.

We cannot think about our grocery shopping without plastic, not yet. This is the reason why I decided to write about my experience, and how I try to avoid waste during the weekend in nature.

…a man is rich in proportion to the number of things which he can afford to let alone.

Henry David Thoreau, Walden

Be prepared. If I know about our plans a couple of days in advance, I cook at home some easy lunch, just like every day for work. This way I avoid any additional waste, and I eat healthier.
Last weekend I failed at this so bad. I bought sliced cheese, and vegan tofu wrapped in plastic. It tasted good, but it’s definitely not my first choice in normal conditions.

Bread. It’s one of my favourites since I’m baking at home. I don’t want to brag about this, but it’s simply as good as the one that you buy at the bakery. It’s easier to prepare for a hike because you can slice it right before eating it, or you can prepare it in the morning.
This time I had no time, and I was forced to buy pre-packed bread. I choose the “fresh” one, made at the supermarket, with the paper package and the little piece of plastic.

Fruit. I cannot avoid pre-packed snacks, because of diabetes. I don’t always eat them, but I need to have always something sugary on my backpack. An alternative that I love is fruit, with its own natural-peel-packaging. I am currently trying to understand how to use it during hiking because last time I had half-banana before a climb, and right after I had the worst hypoglycemia in months.

Drinks. The easiest part. I have always with me my Klean Kanteen because it’s light and resistant. I have another bottle that I bought at Decathlon: I use it for hot tea. If I am walking, I am not drinking anything else. If I am having lunch with friends, luckily wine and beer come in glass bottles.

And finally, the plastic that I cannot avoid. I know, I am always talking about the plastic that comes with type 1 diabetes. There is a part of the waste that I will never be able to avoid, and that’s ok. I am talking about needles (I inject insulin 5 times a day), glucotabs, pre-packed snacks.
But these are the things that make me think about how can I get better and better in my other choices.
Every time I throw away a bag of plastic caps, I remind myself that I need to balance that plastic consumption with everything else.

With the spring coming, even if you choose to not be zero waste, remember one thing: take your waste back with you in the city. And separate different materials at the recycling bin.
Have a nice hike!