Spesa vegetariana al supermercato

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E’ successa una tragedia. A Gennaio, quando sono tornata dalle vacanze e sono andata a fare la spesa, ho scoperto che il mio fruttivendolo di fiducia ha chiuso.

Al posto della vetrina, solitamente ricca di cassette di verdura, un foglio bianco: AFFITTASI.

Ci sono rimasta malissimo, soprattutto perché era il mio punto di riferimento per la spesa settimanale. Sapeva che utilizzavo le mie buste di stoffa, non mi tediava con domande allucinanti quando gli chiedevo di non darmi i sacchetti di plastica e soprattutto era l’unico fruttivendolo nel raggio di chilometri da casa mia.

Dopo il panico iniziale, è iniziata la mia fase di assestamento – che ancora oggi non è finita. Lavorando per 8 ore al giorno diventa per me molto faticoso spostarmi in mezzo al traffico per raggiungere frutta e verdura fresca.

Essendo vegetariana da tanti anni, ho consolidato le mie abitudini, e settimanalmente compro sempre più o meno le stesse cose. In queste ultime settimane dunque, anziché dividermi tra bottega e grande catena, ho comprato tutto il necessario in supermercato – ed ecco l’idea di questo post: come organizzo la mia spesa settimanale, da brava vegetariana che cerca di mangiare sano?

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Frutta e verdura

Solitamente non compro frutta e verdura al supermercato, anche perché da quando mi sono trasferita a Verona, ho notato che qui i supermercati hanno la fissa per gli imballaggi inutili.

Esempio: due zucchine sul piatto di polistirolo avvolte in due giri di pellicola. Motivazione: “sono comode”. Non so se la comodità è per le zucchine che stanno al caldo, oppure per la persona che deve scendere a buttare due chili di plastica nel cassonetto della raccolta differenziata.

Col tempo però ho imparato quali supermercati propongono anche le verdure sfuse, da mettere nel famoso sacchetto biodegradabile del costo di 1 centesimo. Uso questo sacchetto per le verdure sfuse, come zucchine o spinaci, mentre per la frutta e le verdure più grosse, come le banane o i peperoni, appiccico direttamente l’etichetta sulla buccia.

E’ capitato che a volte, “per questioni di igiene”, venissi ripresa perché non indossassi i guanti, oppure che alla cassa mi infilassero l’ananas in un sacchetto comparso da chissà dove. Per fortuna, sono rari casi.

Quando riesco preferisco andare al mercato dei produttori, un po’ distante da casa mia, ma che per fortuna viene fatto anche il Sabato mattina. Nessun problema per le buste di stoffa o per i cavoli toccati senza guanti.

La frutta e la verdura rappresentano la metà della mia spesa settimanale. Mi piace molto cambiare, cerco di comprare solo cose stagionali e che non abbiano fatto chilometri per arrivare da noi, anche se mi concedo ovviamente delle eccezioni.

Cereali, pasta

Un’altra fetta fondamentale della mia spesa è rappresentata dai cereali e dalla pasta, che solitamente mangio a pranzo.

Sia io che Nicolò portiamo il pranzo da casa quando siamo a lavoro. E’ molto facile per me cucinare grandi quantità di cereali per tutto il resto della settimana: sono sani e si abbinano benissimo a qualsiasi verdura.

I miei preferiti sono orzo e farro, che compro in grandi quantità. Conosco un posto che li vende sfusi, ma purtroppo si trova dall’altra parte della città. Sono alla ricerca dunque di un’alternativa al classico sacchetto di plastica del supermercato. Per il momento, cerco di accontentarmi comprando i sacchetti più grossi che trovo.

Per la pasta è più facile, perché molte marche hanno l’imballaggio di carta, facilmente riciclabile.

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Legumi

Altra parte fondamentale della mia spesa settimanale sono i legumi, sia nella versione secca, che nella versione in barattolo.

Per la versione secca vale lo stesso discorso dei cereali. Dai fruttivendoli è facile trovare ceci e fagioli sfusi, mentre è più difficile che vengano proposti in questa forma ai supermercati.

Siccome i legumi ci mettono un tempo infinito a cuocersi, e alcuni giorni la vita è troppo corta per stare 2 ore dietro a un piatto di fagioli, a volte compro anche le versioni “in barattolo“. Ce ne sono tantissime, ma ovviamente le mie preferite sono le versioni in vetro: potete riciclare i contenitori per smooties, estratti, pranzi al sacco e così via.

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Banco dei freschi

Altra nota dolente dove non sono riuscita ancora a eliminare la plastica al 100%: i formaggi. Quando si tratta di formaggi, la plastica è ovunque. E’ raro anche trovare dei posti dove accettino i tuoi contenitori: semplicemente, se vuoi il formaggio, lo devi accettare avvolto nella plastica.

Cerco di minimizzare scegliendo quelli con meno imballaggio (via scatoline che non servono a niente, doppie buste ecc.). Mi piacerebbe anche per questo reparto trovare un posto che, perlomeno, accetti il mio contenitore anziché costringermi a riempirmi di plastica.

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Bagno

Dopo l’elenco dei fallimenti, ecco una cosa di cui posso andre fiera: non vado mai nel reparto “bagno” al supermercato, eccetto per comprare la cartaigienica. Non compro scottex, non compro bagnoschiuma e saponi vari, non compro shampoo. Semplicemente perché sono riuscita a sostituire tutte queste cose con le loro alternative zero waste.

Ne ho parlato in passato qui, qui, qui, qui e qui.

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In sostanza, con questo post volevo condividere le difficoltà che incontro nella spesa settimanale, che aumentano ancora di più quando chiudono i piccoli negozi che sono più propensi ad ascoltare le esigenze dei clienti rispetto alle grandi catene gdo.

Tutte le difficoltà che incontro quotidianamente mi fanno riflettere, ma soprattutto mi spingono a riconsiderare il modo in cui compro e consumo il cibo.

A volte mi viene da pensare che dovremmo ripensare radicalmente alle nostre abitudini, e cercare di farle risalire molto più in là rispetto a quello che mettiamo nel carrello: come vengono prodotte le cose che compriamo? Perché arrivano nella mia tavola in un certo modo (precotte/imballate…)?

Cosa posso fare per cambiare, nel mio piccolo?

ENG

Vegetarian grocery shopping

A tragedy has happened. In January, when I came back from Japan, I went to a small shop, where I usually buy fruits and vegetables, and I discovered that it was closed.

It’s bad news for me, mostly because it was the only place near my home where I could buy bulk fruits and veggies. He knew that I used my reusables and that I didn’t want any plastic bags.

After a couple of days, I decided to try to go to the supermarket. Being vegetarian, my habits are steady, and usually, I buy always the same. It’s difficult for me to reach bulk stores on the other side of the city, working 8 hours a day. So I decided to write this blog about my weekly grocery shopping routine.

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Fruits and vegetables

Usually, I don’t buy fruits and vegetables at the supermarket. Here in Verona, supermarkets use a lot of plastic.

For example, you can find two zucchini on a polystyrene box, wrapped in cellophane. “It’s convenient”, some people say. I don’t know if it’s convenient for the zucchini because they stay warm, or for the person who will have to go outside and throw all the plastic on the recycling bin.

With time I learned which supermarkets have bulk vegetables. Here in Italy, we have biodegradable bags (you cannot use your reusable inside a supermarket). So I use the bags if I need to buy “little things”, for example, zucchini or spinach, but for fruit or bigger vegetables, for example, bananas or pepper, I put the sticker directly on the peel.

There is also a farmer market here in Verona, but it’s on the other side of the city. Luckily it’s on Saturday so I can go there to buy my grocery sometimes.

Half of my weekly shopping is fruit and vegetables. I like to change products with the season, and I try to buy local, but it’s not always easy.

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Cereals and pasta

Another part of my grocery shopping is composed by cereals and pasta. Usually, I eat barley or spelt at lunch.

Both me and Nico bring our own lunch at work. It’s easier for me to cook a lot of cereals on Sunday, and then eat them during the week: it’s healthy, and it’s a perfect dish with sauce, vegetables or even without anything.

I know some places that sell cereals in bulk, but again, on the other side of the city. I am currently looking for an alternative to the plastic bags at the supermarket.

For pasta is way more easy, because you can find it in paper packaging.

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Legumes

Another important part of my grocery is legumes. I buy them dried, or pre-cooked in jars.

For dried legumes, it’s the same as cereals. You can find lentils and chickpeas in bulk in some little stores, but you cannot find them in bigger supermarkets.

If you choose dried legumes, they took so long to cook. Sometimes, if I’m in a hurry, I buy the pre-cooked ones in glass jars, and then I reuse them for smoothies.

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Fridge

This is one thing that I am still not able to buy package free: cheese. When it comes to cheese, plastic is everywhere. It’s impossible to find supermarkets where you can bring your containers and ask to put the cheese in there: it simply won’t happen.

I try to minimize my impact choosing the products with less plastic possible (for example, not little boxes, double bags, polystyrene. I would like to find, in the future, for a shop that accepts my own containers.

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Bathroom

After my failures, I would like to talk about something I’m proud of: I never buy things from the bathroom department. I don’t buy soaps, shampoo, toothbrushes, because I totally switched to zero waste. I only buy toilet paper.

I talked about this in previous posts, here, here, here, here and here.

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I wanted to share with you my difficulties in this kind of lifestyle. It becomes even more difficult when small shops close.

Thinking about this makes me riconsider the way in which I buy and consume my food.

Sometimes I think that we should change our habits, and try to understand how many steps the products make before arriving at our home: how are they made? Why they arrive at my table with a lot of packaging?

What can I do to change my life a little?