Panico da Freestyle Libre

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Ho notato una cosa da quando sono passata al Freestyle Libre: il panico da monitoraggio costante.

Questo fine settimana sono stata dalla mia famiglia in Sardegna per il compleanno di mio fratello – fun fact: diabetico di tipo 1 da dieci anni!
Tradotto in parole povere, questo significa pane pomodoro, pizza, culurgiones e dolci fatti in casa a volontà.

Per fortuna stavolta sono attrezzata: sensore, monitoraggio continuo della glicemia, possibilità di correggere prima che sia troppo tardi.

Prima del Freestyle Libre misuravo la mia glicemia circa 6 volte al giorno; qualche buona giornata in cui mi sentivo particolarmente sicura scendevo a 4-5 volte, ma mai di meno.

Da quando indosso il Freestyle Libre, i miei controlli sono aumentati vertiginosamente. Controllo la glicemia prima di guidare (giusto), durante la notte (giusto), dopo mezz’ora dal pranzo, dopo un’ora, dopo due ore, cinque minuti dopo lo snack, e così via. E questo weekend in Sardegna non è stato diverso: potermi controllare tantissime volte mi ha aiutato a gestire i tantissimi carboidrati “a occhio”.

Ovviamente, appena sono arrivata a casa, ad attendermi c’era un buonissimo pane e pomodoro (un calzone di pasta ripieno di pomodoro fresco). Buonissimo. Impossibile stimare esattamente quanti carboidrati ci siano dentro.

Così sono andata un po’ ad occhio, contandolo come se fosse una via di mezzo tra una pizza e una sfoglia.

30 secondi dopo averlo mangiato, la freccia dell’andamento delle mie glicemie ha iniziato a indicare il Nord senza alcuna ombra di dubbio. Le frecce dovrebbero facilitarmi la vita, e invece mi mettono ansia, soprattutto quando sono verticali.

E il panico del controllo ogni cinque minuti ha iniziato a salire. E ora quanto correggo? Quanto è passato dal pasto? Due unità basteranno? La risposta a queste domande coincide spesso con un’ipoglicemia dopo qualche ora.

Non so se succede solo a me, ma a volte mi faccio prendere dall’ansia che la glicemia si stia alzando/abbassando troppo. E nel dubbio, mi sembra sempre meglio prevenire in anticipo, ma non sono sicura che questa sia sempre la strada giusta. Finisco per correggere sempre troppo o troppo poco.

Adoro il fatto di poter avere sempre la situazione sotto controllo. Spesso però mi rendo conto che mi faccio prendere dall’ansia della linea piatta, della curva perfetta, mentre il diabete di tipo 1 è una malattia tutt’altro che facilmente gestibile.

Cerco di ricordarmi che non tutte le giornate possono essere perfette, mentre scrivo questo post e assaporo il pane che mi sono portata in valigia.

ENG

Anxious with my Freestyle Libre

I’ve notice something since the day I’m wearing the Freestyle Libre: I am anxious about my bg levels.

This weekend I went to visit my family in Sardinia, for my brother’s birthday. Fun fact: he’s been a type 1 diabetic for 10 years.

Visiting my family means eating a lot of bread, pizza, culurgiones and homemade sweets.
Luckily this time I have the freestyle on me, Miao Miao libre, my smartwatch and I can correct my highs before it’s too late.

Before wearing a cgm I checked my blood sugar 6 times a day; sometimes 4-5 times, but never less than this.

Since I’m wearing the Libre, I am constantly checking my monitors to see if I’m going low or high. I check before driving, during the night, after lunch, after snacks, during meetings, and so on. This weekend in Sardinia I was checking all the time: this is not necessarily bad, because I didn’t have the chance to count correctly my carbs, so I was just guessing all the time.

If I’m eating a lot of carbs, a few minutes after dinner or lunch I can feel the anxiety about the arrows that allow you to see if your blood sugar is going up or down.

Instead of waiting a little bit to see what’s going on, I just feel the pressure to correct. This means usually that I go low because I overcorrect a spike that was going down five minutes later.

I feel like I always want to see the perfect like, the perfect curve, but type 1 diabetes isn’t perfect and I need to remember that.