“Conosci te stessa”

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il libro della vagina

Siamo una generazione fortunata, noi donne occidentali del presente: abbiamo alle spalle un passato di grandi esempi che hanno lottato per farci avere i nostri diritti, e possiamo portare un impatto positivo per il futuro che abbiamo di fronte. Ci troviamo in una posizione in cui siamo libere di puntare i piedi quando qualcosa non ci piace, e abbiamo tutti gli strumenti per cambiare tutto ciò che ancora non và nella lotta per i nostri diritti.

Personalmente, una delle cose che ritengo più importanti è la possibilità di parlare apertamente dei nostri bisogni, di ciò che ci piace, di noi stesse.

Mi rendo conto di quanto divario ci sia tra molte ragazze della mia età e donne nate anche solo venti, trenta o cinquant’anni prima di noi, quando ancora alcuni argomenti erano considerati un tabù da non infrangere.

Per questo motivo mi sento di consigliare a tutti un bellissimo libro che ho letto qualche settimana fa: Il libro della vagina. Scritto da due ragazze norvegesi, Nina Brochmann ed Ellen Støkken Dahl, potete dedurre da sole che l’argomento è proprio il mondo che avete lì sotto.

O meglio, si parla di tutto ciò che riguarda la vagina: le sue parti, le mestruazioni, il sesso, la contraccezione, le malattie sessualmente trasmissibili.

Consigliato per tutte coloro che chiamano le mestruazioni con nomignoli, convinte che i loro partner non sappiano di cosa stanno parlando.

I limiti del mio linguaggio sono anche i limiti del mio mondo: per questo quando scelgo di parlare apertamente di alcune cose, lo faccio soprattutto per plasmare la realtà che mi circonda e cercare di cambiarla a partire dalla quotidianità delle parole.

L’imbarazzo che troviamo di fronte a certi temi deriva infatti dal modo in cui siamo state cresciute; ma essere femministe significa ancora oggi poter parlare di ciò che siamo e di ciò che vogliamo, rivendicando i nostri spazi.

Capire noi stesse e il nostro essere è dunque un modo per riappropriarci di ciò che ci appartiene, uscendo dalla cornice alla quale siamo state abituate per tutta la vita; solo così saremo in grado di rielaborare il nostro ruolo in una società che ancora fatica a staccarsi da vecchi modelli oppressivi.

P.s.: Madre, lo so che te lo sei letto tutto mentre ero a lavoro. Ti adoro anche per questo.

“Know yourself ♀”

ENG

Women today in western society are a lucky generation. We have examples from the past, who fought for our rights, but we can also have an impact on our future. We are able to raise our hands if we see something we don’t like, and we can fight for other women around the world.

I think that one of the most important things that we can do is to spoke about our needs, what we like, and what we want to be.

I realize that there is a huge gap between women in my age and older ones; a while ago many arguments were considered taboos, and it’s not so simple for people like our parents to talk about it.

For this very reason, I want to suggest one book that I’ve read a couple of weeks ago: in Italian, the title sounds like “the vagina’s book”, but in English, it’s called The Wonder Down Under. Written by Nina Brochmann and Ellen Støkken Dahl, it’s a book about the wonderful world of the vagina.

If you need to know more about your period, sex, orgasm, contraception and STDs, this books if for you. If you have that one friend unsatisfied about his sex life, this book is the perfect present. This book is a perfect gift also for your mother.

The limits of my language are the limits of my world: when I choose to talk about something, I want to have a positive impact on the world around me; I want to change the reality around me, starting with words.

If I am embarassed about certain themes it’s because I was raised in a certain way, thinking that some things are better left unspoken. But being a feminist today means that we need to talk about what we are, asking for our place in the world.

To understand ourselves means to reclaim what belongs to us. It means that we need to change our perspective, going outside the frames in which we were raised: only in this way we can achieve our goals and we can get rid of old models of oppression.