Venezia: due luoghi che ancora non conoscevo

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Domenica scorsa sono stata a trovare i miei suoceri, e questo significa passeggiata d’obbligo a Venezia.

Stavolta lo scopo principale era mangiare una frittella, dolce tipico del carnevale ma che si può già trovare in tutte le pasticcerie. La versione classica è con l’uvetta, ma io ho deciso che la vita col diabete è abbastanza triste così, quindi ho preso la versione al cioccolato.

frittella veneziana

La differenza tra le frittelle veneziane e quelle del resto d’Italia è che le prime sono grandi come bombe a mano: decido quindi di esagerare col bolo ignorando il fatto che dovrei camminare per le successive quattro ore, e per gran parte della gita mi ritrovo in ipoglicemia costante.

Stavolta Nico, che cortesemente mi fa da cicerone per la città, ha deciso di portarmi a visitare due luoghi che ancora non avevo visto (ma che comunque sono abbastanza famosi tra i turisti più attenti).

La libreria Acqua Alta

libreria acqua alta

Conoscevo questa libreria dai racconti letti su internet e dalle fotografie, ma fino a Domenica scorsa non avevo mai avuto il piacere di visitarla.

Si tratta di una libreria che, come dice il nome stesso, ospita al suo interno non solo i libri, ma anche le maree periodiche portate dai canali veneziani. Per questo i libri sono sistemati all’interno di gondole oppure su scaffali rialzati: per salvarli dall’acqua.

Ci arriviamo tramite un vicoletto, le mani ancora oleose di frittella. Vicino alla porta di ingresso troviamo scatole di cartoline e di opuscoli, con i prezzi scritti a mano. All’interno il passaggio è stretto, e veniamo subito circondati da pile di libri.

La sensazione è quella di essere immersi in un’altra epoca. Qui infatti non siamo di fronte a una semplice libreria che cerca di resistere alle pressioni degli acquisti online, tutt’altro: siamo di fronte a un esperimento che ha saputo creare una sua identità intorno alla città, riassumendone le caratteristiche principali.

Per cercare ciò che si desidera è necessario rivolgersi al proprietario, oppure affidarsi alle indicazioni sugli scaffali. I libri sono tantissimi, di ogni genere: si spazia dalla storia della città fino ai grandi classici, e trovo anche qualche perla nascosta che sembra quasi un segno del destino.

vademecum del giovane diabetico

Dal retro della libreria è possibile arrampicarsi lungo una scalinata creata con dei libri vecchi, e dall’alto è possibile osservare il canale sottostante. C’è anche un’uscita dalla quale immagino possano attraccare delle gondole, con divanetti per gli ospiti che desiderano fermarsi qui – nonostante l’umido – e leggere.

Chiesa di San Zaccaria

Chiesa di San Zaccaria Venezia

Subito dopo dediciamo di visitare una chiesa antica risalente al IX secolo: la chiesa di San Zaccaria, che è stata in passato sede di un monastero di suore benedettine.

L’interno della chiesa è molto bello, ma la vera meraviglia avviene dopo aver pagato 1 euro e 50 al signore che veglia di fronte a una porticina: questo edificio ospita una cripta sotterranea costantamente allagata dall’acqua.

Siamo fortunati, perché possiamo camminare sulla passerella e osservare l’altare circondato dall’acqua; scopro solo dopo che durante l’alta marea questo non è possibile, e la passerella viene completamente sommersa dalla marea.

Sono meravigliosi i dipinti cinquecenteschi che si trovano all’interno della chiesa e in una sala poco prima della cripta stessa: una pala del Bellini è tra questi, e risalta nel suo splendore quasi magico.

Adoro camminare per Venezia, soprattutto in un periodo come questo dove è possibile ammirarla senza troppa folla. Nonostante tutte le visite, è quasi come se ogni volta fosse una prima volta. Le strade non sono mai uguali a loro stesse, le persone cambiano, i ponti si riempiono e si svuotano di gente. Una sola costante rimane nella mia esperienza qui: l’aperitivo a tarda sera, quando le luci soffuse illuminano i canali, creando quell’alone di mistero che rende questa città unica al mondo.

ENG

Discovering Venice in one day: two new places

Sunday afternoon I went to Venice for the weekend. This time I really wanted to eat a frittella, a typical pastry made for Carnival season, that you can find also before February. The classic version is made with raisins, but diabetes is already sad as it is, so I chose the chocolate one.

I bolused too much for this, and I didn’t think that I had to walk for the next few hours. After that I was in costant hypoglylcemia, but it was totally worth it.

Nico, who knows Venice better than me, this time took me in two places that I hadn’t already seen (but they are actually famous between curious turists).

Acqua Alta Bookstore

I knew this bookstore from post online and photographs, but I had never been there until this Sunday.

It’s a small bookshop. Acqua alta means high water, because when in Venice there is high tides, the water flows inside this place. The books are in high shelves or inside boats, to protect them from water.

Inside this bookstore it seems to walk in another century. It’s a very nice place, with its own identity and a strong connection with the city of Venice.

If you need a book you have to ask the owner, or you can read the signs in the shelves. There are a lot of books, and a lot of generes: the history of Venice, classic novels and also some interesting choices.

the young diabetic

Saint Zacharias Church

In the afternoon we decide to visit a nice church near San Marco: Saint Zacharias. On the inside the church is really nice, but in the basement there is a marvelous crypt, flooded by water.

We were lucky, because that day there wasn’t high water, so we could walk in front of the altar with a small bridge.

I love to walk through Venice, especially in winter, when it’s possible to admire the city without so many people. Every time I come here, it’s like the first. Streets are never the same, people change and there is only one thing that remains the same: the happy hour in Cannaregio at sunset, when the lights start to reflect on the water, making this city one of the most beautiful in the world.