Letti e riletti nel duemiladiciotto

Una brevissima carrellata sintetica dei libri più belli che ho letto nel 2018 e del perché mi sono piaciuti.

Internazionali

2666 – Roberto Bolaño

Ho parlato di 2666 in un post qualche mese fa. Diviso in cinque parti e pubblicato nel 2004, l’ultimo romanzo dello scrittore cileno parte dal racconto di un gruppo di studiosi di letteratura alla ricerca di un misterioso scrittore, fino ad arrivare ai misteriosi delitti che si compiono nella città di Santa Teresa. 
Si tratta di un libro diverso a seconda del lato dal quale si legge, colmo di rimandi interni e di riferimenti. La narrazione di Bolaño è serrata, non permette al lettore di prendere fiato, ma lo trascina all’interno di un mondo cruento e iper-realistico. Un tuffo nel post-moderno che mi ha fatto innamorare di questo autore, che non conoscevo.

Il racconto dell’ancella – Margaret Atwood 

Sono arrivata in ritardo su questo libro, che mi era stato consigliato più volte ma che non avevo avuto il coraggio (o la voglia, o la motivazione giusta) di leggere fino a qualche settimana fa. Margaret Atwood si merita la fama che la precede, soprattutto tra i movimenti femministi: il romanzo infatti, in maniera molto incisiva, racconta di un mondo in cui le donne sono sottomesse, usate, destinate a essere mere esecutrici di volontà altrui. Vi ricorda qualcosa?
Inoltre ho letto da poco che la scrittrice ha annunciato un seguito della storia delle ancelle. Non vedo l’ora.

*

Italiani

M. Il figlio del secolo – Antonio Scurati

Ultimo libro letto. Si è parlato molto di questo librone di 850 pagine per via delle inesattezze che vi sono all’interno, ma in questo caso io sto con Scurati: il romanzo non è un libro di storia, e bisogna sempre tenere a mente che ha degi scopi diversi. 
Personalmente l’ho trovato molto bello. Mussolini e i personaggi del fascismo narrano in prima persona gli eventi dal 1919 al 1925. Il racconto è colmo di dettagli, minuzioso, ricco. Le atmosfere ricreate nel libro sono in grado, anche solo per un attimo, di portarci indietro nel tempo, in un clima che ci sembra lontano da noi, con eventi quasi surreali: che però, sono successi appena un secolo fa.
*

Saggi

Lo strano ordine delle cose – Antonio Damasio

Damasio è un neuroscienziato che scrive dei libri bellissimi. Lo strano ordine delle cose, edito da Adelphi, ne è il perfetto esempio: un saggio in cui si cerca portare alla luce i fili invisibili dell’evoluzione. 
Lo strano ordine delle cse è un libro nel quale vengono approfondite con relativa semplicità tematiche complesse come l’evoluzione culturale, l’emozionalità e l’istinto.

Il fiume della coscienza – Oliver Sacks 

Una raccolta di brevi saggi del famosissimo neurologo, Oliver Sacks. Le tematiche affrontate sono tutte legate al tema della coscienza umana, con approfondimenti interessanti su diversi punti salienti.
Il libro scorre veloce, anche grazie all’ironia che contraddistingue tutti i testi.
Uno dei miei saggi preferiti è quello sulla fallibilità della memoria, che descrive perfettamente il nostro essere imperfetti e perfetti allo stesso momento. 

*

Filosofia

Un libro forgiato all’inferno – Steven Nadler

Ho scritto filosofia, ma in realtà parliamo di storia della filosofia. Steven Nadler racconta le vicende che hanno portato Spinoza a scrivere il Trattato teologico politico, pubblicato nel 1670 e che suscitò grande scalpore negli ambienti culturali di Amsterdam.
Una delle cose che spesso si perde di vista è il contesto nel quale sono nate certe opere fondamentali del pensiero occidentale. Nadler riesce a calarci perfettamente nell’atmosfera del XVII secolo. 
Lo stile è scorrevole, e per questo il racconto diviene fruibile anche dai non adetti ai lavori, e da coloro che magari hanno studiato filosofia solo al liceo ma vorrebbero approfondire la bellissima storia di uno dei filosofi più belli da leggere e studiare.

*

Rilettura dell’anno

L’uomo senza qualità – Robert Musil

Questo libro non avrebbe bisogno di ulteriori parole. Sarebbe scontato definirlo uno di quei libri da leggere almeno una volta nella vita, ma effettivamente è ciò di cui stiamo parlando: una colonna portante del Novecento.
Non voglio aggiungere altro, anche perché qualsiasi cosa è stata già detta, e ogni parola aggiunta diventerebbe un in più riduttivo. Voglio solo dire che ogni volta che lo rileggo, sembra sempre darmi un qualcosa di più, che sia uno spunto di riflessione o una sfumatura del testo che fino a quel momento non avevo notato.