Cosa mangia un diabetico di tipo 1? Tre piatti invernali di Dicembre ad alto indice glicemico


Selfie con pizza. 2018, collezione privata.

Quest’anno non passerò il Natale in Italia, quindi ho deciso di darmi da fare per recuperare in anticipo durante tutto il mese di Dicembre i pranzi e i cenoni che salterò. 

Durante quest’ultimo periodo, le mie glicemie sono state molto altalenanti. Dopo cena sono andata quasi sempre sopra i 180mg/dl, e le poche volte che riuscivo a  mantenere un picco accettabile mi risvegliavo durante la notte con le glicemie che oscillavano tra i 250 e i 300mg/dl. Ad un certo punto ha smesso di funzionare anche il sensore. Così ho deciso di fare un paio di giorni di cucina sana, libera da qualsiasi cosa dolce e grassa.
Ma chi mi conosce sa che non poteva durare a lungo.
Quando parlo dei miei picchi glicemici con amici e parenti “non addetti ai lavori” (che quindi sono giustificati nel farmi qualsiasi domanda riguardante il diabete, eccezion fatta per quelle che iniziano con anche mia nonna…) spesso mi capita di dover rispondere a una domanda: ma questo lo puoi mangiare?
Beh, dovete sapere che, proprio come le “persone normali“, anche chi soffre di diabete di tipo 1 può mangiare tutto. Dosando correttamente il bolo e con alcuni accorgimenti, possiamo mangiare pane, pasta, risotti, e perfino dolci zuccherati. 
Io personalmente ho preferito eliminare dalla mia dieta quotidiana alcune cose, ma questo non significa che tutti i diabetici di tipo 1 sono uguali o abbiano gli stessi gusti, e allo stesso tempo questo non significa che io non possa mangiare zucchero ogni tanto. Lo faccio. E quando lo faccio, solitamente esagero. 😇
Fatta questa premessa, ecco i 3 piatti da cucinare a Dicembre, come al solito vegetariani e relativamente facili. Questa volta, tutti hanno in comune un alto indice glicemico.

Bruschette con pane integrale fatto in casa;

L’ho fatto, dopo mesi di indecisione ho deciso di fare questo grosso acquisto: la macchina del pane
Ogni tanto faccio il pane in casa, ma tra lavoro e impegni non ho mai tempo di dedicarci il tempo che vorrei; questo significa che spesso passavano settimane nelle quali sostituisco il vero pane con quello finto del supermercato. Per carità, buono di sapore, ma non stiamo parlando della stessa cosa. 
Con la macchina del pane ho risolto la variabile tempo. Non uso il programma standard, perché con il lievito madre l’impasto non avrebbe abbastanza tempo per crescere. Seleziono il programma impasto, lascio andare tutto in autonomia – la macchina si spegne alla fine dei 30 minuti di lievitazione.  
Quando torno da lavoro, tolgo la levetta che serve per impastare (cercando di lasciare intatta la pagnotta ormai ben lievitata) e seleziono il programma cottura. Anche qui lascio andare il tutto in autonomia, e in un’ora ho il pane appena fatto. Integrale e con lievito madre. 
Per le dosi, 600g di farina (potete scegliere se totalmente integrale o mista), 90g di lievito madre, 2 cucchiaini di olio, sale e circa 300ml di acqua tiepida (ma questo può variare in base alla farina: meglio se fate delle prove prima).

Risotto al vino rosso;

riso integrale, vino rosso
Sì, ho mischiato due tipi di riso diversi, non si butta via niente.
Piatto perfetto per riutilizzare il vino rosso rimasto aperto per troppi giorni, e che non siete riusciti a finire. Se non vi capita mai, potete anche mettere da parte un bicchiere di vino prima di scolarvi tutta la bottiglia.Spesso si sente dire che il riso ha un indice glicemico molto alto, quindi che sia difficile da gestire. Io preferisco scegliere del riso integrale, evitando di fare il soffritto nel burro ma scegliendo l’olio d’oliva. Un trucco che ho imparato nel corso del tempo è associare il risotto alle verdure, in modo da rallentare l’assorbimento di carboidrati e dunque evitare picchi inaspettati.

Per questa ricetta uso 2 bicchieri di riso integrale per persona, brodo di verdure, un bicchiere di vino rosso, parmigiano reggiano, burro per mantecare e pepe nero. Faccio un soffritto leggero e dopo aver tostato il riso per qualche minuto lo lascio sfumare nel vino rosso. Poi lascio cuocere aggiungendo il brodo caldo, e mantecando alla fine.

– Oltre l’inverno: pizza integrale fatta in casa


Ho delle foto migliori, ma sono troppo fiera di questa alveolatura.
Lo so,  non è un piatto invernale. Ma che ci volete fare? La pizza è adatta a ogni stagione, e finalmente non mi devo spaccare i polsi per impastarla. 
Anche qui ci vuole qualche accorgimento se non vogliamo ritrovarci con la glicemia a 300mg/dl nel cuore della notte.
Io uso metà farina integrale e metà farina di tipo 1 per un totale di 500g. 350ml di acqua tiepida, 2 cucchiai di olio, un pochino di sale, 70g di lievito madre.
Impasto con la macchina per circa 20 minuti, aggiungendo l’acqua poco alla volta, poi lascio lievitare per otto ore.
Il segreto è metterla nel forno bollente a 250°, inizialmente per 10 minuti solo con il sugo di pomodoro. Poi metto gli ingredienti, lasciandola per altri 10 minuti (dipende da come vi piace, se più o meno croccante). Solo quando è cotta spengo il forno, metto la mozzarella e la lascio sciogliere per 2 minuti. Non di più, altrimenti vi trovate la pizza liquida!
Per la pizza non faccio un bolo unico all’inizio del pasto, ma un doppio bolo: faccio 7u prima del pasto, e le restanti 3u dopo un’ora e mezzo. Solitamente riesco in questo modo ad estendere la copertura per più ore rispetto al bolo singolo.Invidio tutti i diabetici che riescono a seguire una dieta low carb. Io adoro i carboidrati, e la cena per me è un  momento di relax dove posso cucinare, impastare, mangiare bene. L’arrivo dell’inverno poi è il momento perfetto per accendere il forno e i fornelli, e dedicarmi completamente a staccare la spina dopo una giornata di lavoro.Buon appetito!