Tre oggetti per ecologisti | Parte 3: una breve premessa finale

Faccia furba con cannuccia in acciaio

Ho avuto poco tempo fa una discussione con una persona che riteneva insensato il mio sforzo di usare meno plastica, e che sosteneva che le penne usa e getta fossero in realtà più ecologiche della mia penna ricaricabile perché non mi erano state consegnate a casa da Amazon. Non è stata una vera e propria discussione, anche perché cosa volete discutere con uno convinto che le penne bic arrivino in bicicletta dalla Francia? 

A questa persona ho detto solamente: – Non uso penne usa e getta, ho la mia ricaricabile. 
Da questa unica mia frase pronunciata senza alcun motivo in particolare, è partita una filippica degna del miglior sostenitore antivax su facebook. 
Non è stata una vera e propria discussione anche per il semplice fatto che non avevo nessuna voglia di raccontare la mia esperienza a una persona che – lo stava dimostrando fin dalle prime battute, non aveva nessuna intenzione di essere ricettiva o di proporre un punto di vista alternativo.
Non ci sarebbe stato alcun miglioramento reciproco, non ci sarebbe stata nessuna discussione feconda. Per questo motivo ho cambiato subito discorso, forse anche facendogli credere di averla avuta vinta.
Se c’è una cosa che la mia malattia cronica mi ha insegnato, è di non perdere tempo prezioso in cose che non lo meritano: discutere con persone che non hanno la minima intenzione di ascoltare è una di queste.
Quando parlo di ciò che mi piace fare parlo di ciò che io faccio. Mi piace parlare di ciò che mi fa stare bene, ciò che cerco di fare per l’ambiente che mi circonda. Sono sempre stata la prima a dire che è un’utopia pensare di eliminare del tutto plastica: lo dico da persona con il diabete di tipo 1, costretta ad usare dispositivi medici di plastica più volte al giorno. Non mi vedrete mai discutere di riportare la medicina indietro nel tempo, alle siringhe di vetro, di questo potete stare sicuri.
Ho voluto fare questa premessa a questo terzo e ultimo post sui “tre oggetti per ecologisti” per ricordarvi che questo è ciò che io faccio e ciò che io ritengo giusto fare. Non mi piace il proselitismo, non mi piace pontificare, non voglio convertire nessuno. Stenterete a crederci, ma sono una vegetariana che va alle grigliate con gli amici e porta patate e verdure per tutti.
Ritengo giusto sostituire tutto il possibile con oggetti duraturi e non usa e getta; ritengo giusto non consumare carne, per via dell’impatto ambientale che l’industria animale ha sull’ambiente; ritengo giusto non possedere troppi oggetti di cui non ho bisogno (fatta eccezione per i libri); ritengo giusto non portare avanti discussioni che non mi portano alcun beneficio. 
Questo non significa che ciò che per me è giusto, ciò che mi fa stare bene con  me stessa, sia lo stesso anche per voi. E spero proprio che queste parole non vi facciano correre a comprare una penna stilografica, ma piuttosto vi facciano pensare a cosa potreste fare voi, quale oggetto oltre a questi potreste sostituire. O perché no, spero che queste parole vi facciano prendere una decisione consapevole anche nel momento in cui deciderete di avvolgervi nel cellophane e di urlare ai quattro venti che il cambiamento climatico non esiste: decisione consapevole, però, ovvero scelta ragionata e informata. 
Questi sono dunque gli ultimi tre oggetti che ho scelto per questa serie di scambi ecologici. 
Filtri per il tè in acciaio.
Avete presente quelle bustine tanto comode che avete in dispensa, che contengono foglie di tè di svariati odori e sapori? E’ quasi sicuro che contengano plastica. Le ho comprate anche io, per tanti anni, finché non sono passata al tè verde in foglie. 
La procedura è sempre la stessa: acqua bollente, tè in infusione. Solo che stavolta prendo un cucchiaino di foglie e lo metto all’interno del filtro in acciaio. Un tè a bassissimo impatto ambientale, con un gusto spettacolare. Per l’inverno potete aggiungere alle foglie dei pezzetti di zenzero, delle scorzette di arancia o qualsiasi altra cosa vi venga in mente. 
Cannuccia in acciaio.
Quando al consumo ridotto di plastica si unisce il vostro animo hipster nascosto. Le cannucce in acciaio ormai sono ovunque, le trovate su Amazon a pochi soldi, potete addirittura scegliere tra cannuccia dritta, piegata, più o meno grossa. Io le ho comprate qualche settimana fa, dopo che ho deciso di pensionare definitivamente le mie in plastica dura. 
Le uso per i tè, i succhi, in combinazione con la mia tazza da viaggio, in combinazione con la borraccia che porto a lavoro.  Ne porto sempre una in borsa, mi piace quando i baristi mi guardano male quando chiedo un cocktail senza cannuccia.
Penna stilografica.
Il cambiamento di cui sono più orgogliosa. Uso una penna ricaricabile con serbatoio a stantuffo, ovvero che non necessita di cartucce di plastica per essere ricaricata. La uso a lavoro, a casa, fuori casa, posso cambiare l’inchiostro se voglio (anche se uso sempre e solo inchiostro blu) e il fatto che il serbatoio sia trasparente rende la penna meravigliosa. E’ facilmente smontabile, pulibile, e soprattutto duratura.
Potete stare certi che in qualche anno l’acquisto di una penna di questo tipo vi ripagherà in tantissimi modi: prima di tutto non avrete bisogno di comprare altre penne di scarsa qualità, in secondo luogo migliorerà tantissimo la vostra calligrafia; infine, potete prendere la palla al balzo e presentare a tutti la vostra penna che ha sostituito tutte le altre usa e getta. Oppure no.