Un giorno a Innsbruck, Austria

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Innsbruck è una città di passaggio, dove tanti turisti – tra cui noi, si fermano per un solo giorno, diretti verso altre mete. Fortunatamente io e Nico decidiamo di non passare per l’autostrada, e dai finestrini della nostra macchina possiamo ammirare il paesaggio che cambia, i piccoli paesi caratteristici, spesso piccoli agglomerati di case, i boschi, e le vallate.
Ho portato qualcosa da mangiare con me, perché la mia glicemia decide di abbandonarmi totalmente quando sto seduta in auto per tante ore e soprattutto perché le uniche cose aperte sono i fast food e le botteghe con cibo preconfezionato.
Appena arriviamo, dalla macchina si intravede il Bergisel, trampolino che si staglia sulla città con un colpo d’occhio sorprendente. Non riesco a capire se si possa considerare bello, ma forse è solo il mio punto di vista estremamente limitato di anti-sportiva per eccellenza.
Raggiungiamo il centro a piedi e i turisti che scattano foto ci indicano subito la direzione in cui guardare: il Goldenes Dachl, tettuccio d’oro che si trova nella piazza principale, che riflette i raggi di sole e cattura lo sguardo delle persone che lo osservano dal basso. Si tratta di un balcone lucente, coronato da tegole dorate. Esattamente di fianco troviamo la Helblinghaus, con le sue facciate finemente decorate che meritano sicuramente una foto ricordo. 
I caffè e i bar si riempiono presto di gente. Proseguiamo lungo Maria-Theresien-Strasse, dove si alternano palazzi storici a vetrine luminose, in un contrasto che ormai ci appare sempre più normale nelle grandi città europee.
Ultima tappa del pomeriggio è il ponte vecchio sull’Inn, con le case colorate lungo il fiume in tutto il loro splendore e nei loro colori pastello.
Quando torniamo verso la macchina noto dei locali che si differenziano da tutti i bar e caffetterie che abbiamo visto fino a quel momento: è il bar Sacher, famosa torta al cioccolato ripiena di cioccolato e ricoperta di cioccolato in tutta la sua eleganza e splendore. Il mio stomaco inizia a brontolare, il Freestyle Libre a fremere, la glicemia a salire preventivamente.
E’ in questi momenti che dovreste sentirvi vicini al mio povero pancreas.