Cosa mangi quando sei in vacanza? | Deutschland edition

/English version down below/ 



Mi piace associare i sapori ai ricordi. Penso che sia una cosa che facciamo tutti, e mi vengono in mente tante opzioni quando penso al cibo che mi fa stare bene, àncora di salvezza culinaria. Per esempio, un piatto che mi fa diventare immediatamente bambina è il minestrone di lenticchie di mia madre (che ancora oggi mi fa trovare pronto quando torno in Sardegna, che si tratti di Dicembre, Agosto o qualsiasi altro periodo dell’anno).
Tra i diversi gusti che associo a diversi periodi della mia vita però, ce n’è uno che è forse quello più intenso, profumato, persistente: il gusto dei lebkuchen tedeschi, che ho mangiato per la prima volta durante il Natale del 2014.

Succede così che mi trovo in Germania quest’anno e riscopro il disagio di non sapere cosa mangiare, un po’ perché sono vegetariana e la cucina tedesca non è troppo adatta alla mia dieta, un po’ perché molte delle cose che i miei occhi vedono non accendono nessuna scintilla culinaria nel mio palato. E per questo mi rifugio ancora una volta nei sapori più conosciuti: il cioccolato, la frutta secca, l’arancia candita. Non vi dovrebbe stupire dunque che questi grossi biscotti siano un’eccezione alla mia alimentazione senza zuccheri. Quando li  mangio mi sento tornare indietro nel tempo, come se non ci fosse nient’altro se non ciò che sogno ad occhi aperti.
Dopo un po’ inizio a ricordare altri sapori che pensavo di aver dimenticato, come gli spekulatius, piccoli biscotti al burro che profumano di cannella e che sono perfetti da riportare in Italia come regalo – perché in fondo spero che il loro profumo scateni qualcosa anche nelle persone che mi circondano.
Ma la Germania non è solo dolce per me: una mattina io e Nico passiamo di fronte al mercato centrale di Monaco, proprio dietro il municipio vecchio; l’orario non è adatto per mangiare i bretzel ricoperti di sale, ma un gruppo di tedeschi seduto al tavolo con birra e un panetto di burro mi smentisce. E mi ricordo profondamente quanto sia bello immergersi nelle abitudini che non sono nostre, ma che potrebbero esserlo per qualche giorno, facendoci rivivere un periodo della nostra vita che avevamo quasi dimenticato, ma che in realtà è sempre lì, sottoforma di pane salato dalla forma inusuale.

/English version/

I’m one of those person who associates taste with memories. I think it’s something we all do, and it’s impossible not to have a confort food. If I think about something that immediately brings me back to my childood, it would be my mother’s lentil soup (also today, when I go back to Sardinia, she cooks this for me, even if it’s August and there are 30° outside).
Among the different tastes that I associate with different periods of my life, there is one which is the most deep, intense, persistent: the taste of lebkuchen from Germany, which I tried for the first time back in 2014.
So I went to Germany this year and I didn’t know what to eat, mostly because I’m vegetarian and german cooking it mostly based on meat. Nothing seems to give me that sparkle, so I leant on familiar tastes: chocolate, nuts, candied orange. 
Lebkuchen are the exception in my sugarfree diet. When I eat them I go back in time, like a daydream. After a while I started to remember other tastes, which I thought I forgot, for example spekulatius, little butter cookies with cinnamon, a perfect gift from friends and parents back to Italy.
Germany is not only sweet for me: one morning me and Nico went to the central market in Munich, right behind the old Rathaus; in that moment I thought that it was too early to eat salty bretzels, but a group of germans sitting in a pub with beer and butter, immediately made me change my mind.
In that moment I also remembered how wonderful it is to learn about other people habits, and how good it can be to go back in time just for a couple of days, back to a life that I almost forgot, but that in reality it’s always there, under the form of salty bread with a funny shape.