Un diabete organizzato


Non so voi, ma io la prima cosa che ho fatto quando mi è stato diagnosticato il diabete di tipo 1 è stata andare su Google Play a cercare un’app che potesse fare al caso mio. Non ho mai capito se sono troppo vecchia per rientrare nella definizione di millennial, ma potete stare sicuri che appartengo a quella generazione che “per tutto c’è un’app”.
Sono state settimane intense, nelle quali ho provato diverse soluzioni, ma alla fine la mia scelta è ricaduta su Diabetes:M, una sorta di diario nella quale si possono inserire tutti i valori giornalieri, dividendoli in categorie di pasto. E’ molto comodo e continuo a usarlo ancora oggi, non solo perché sono pigra e non ho voglia di provare nient’altro, ma soprattutto perché è intuitivo nella registrazione dei dati, e perché possiede alcune funzioni extra come la calcolatrice per i carboidrati con un database di cibi già inseriti. Quando mi preparo il pranzo la sera per il giorno dopo , posso già inserire i dati, in modo da sapere esattamente quanti carboidrati mangerò. L’unica pecca è l’avere alcune funzioni a pagamento, come per esempio la registrazione di analisi addizionali.


Al tempo vivevo in provincia di Venezia, e la mia diabetologa mi chiedeva di compilare il diario cartaceo (che tutt’ora tengo sempre aggiornato, per placare la mia anima vintage). Quando invece mi sono trasferita a Verona, ho scoperto che l’ospedale usava un’applicazione per condividere i dati tra paziende e medico: Diasend. Il sito è un po’ spartano, ma molto funzionale, perché permette di connettere il glucometro o il cgm e di condividere i dati con l’ospedale di riferimento. Ciò non toglie che comunque appena arrivo in ospedale, vuoi che io abbia mangiato da cinque minuti o che sia a digiuno da ore, l’infermiera mi farà sempre uno stick totalmente a caso, con un pungidito usa e getta dolorosissimo, e la mia pressione risulterà alta tutte le volte che parcheggio in divieto di sosta.
Quando sono passata al Freestyle Libre ho scoperto che anche il sensore Abbott ha la sua applicazione: LibreLink. E’ possibile scansionare il sensore col telefono, e avere sottomano lo storico delle otto ore precedenti; di solito io metto un alert ogni 7 ore, così ricordo di scansionarmi e posso tranquillamente avere il quadro completo. Inoltre l’applicazione Librelink si collega con Diasend, quindi è possibile inviare alla diabetologia di riferimento tutti i dati, giorno per giorno, aggiornati. E’ possibile inolter scaricare  un’app sul computer, che collegando il reader ci permette di creare dei pdf con vari report.

Fondamentalmente queste sono le app che utilizzo per tenere sempre sotto controllo i miei valori. Ancora non riesco a staccarmi dal libretto cartaceo, che aggiorno circa una volta a settimana, semplicemente perché trovo molto comodo avere una panoramica totale degli ultimi 10-15 giorni, cosa che le applicazioni non mi permettono di avere, almeno a colpo d’occhio.