Un weekend di autunno a Valdobbiadene

[English version down below] 


Nella lista delle cose da persona anziana che ho fatto, forse raccogliere castagne raggiunge le prime posizioni a mani basse. Però Sabato la giornata era meravigliosa, il sole riscaldava il pomeriggio, e per questo motivo insieme a Nico e alcuni amici abbiamo deciso di intraprendere questa avventura. Il nostro umore non è stato scalfito neppure dalle duecento rotonde della provincia di Treviso.
Appena arrivati,  abbiamo notato che in alcuni punti del bosco fin troppa gente aveva avuto la nostra stessa idea. Eravamo i più giovani e i meno brillanti, dato che abbiamo deciso di raccogliere castagne senza guanti.
A me neanche piacciono le castagne. I Marron glacé sono la ricetta più terribile che mente umana abbia mai partorito. E per di più, non ho ancora capito per quale motivo vengano mangiate solo cotte e non crude, perdendo così gran parte del loro fantastico sapore.
 

Stanchi di prendere rovi in faccia e spine di castagna nelle dita, per l’aperitivo ci siamo spostati verso la (ormai troppo famosa) Osteria Senz’Oste. Parcheggiamo le auto in mezzo ai filari, mentre la gente sbuca da ogni angolo. L’Osteria Senz’Oste è di fatto una locanda  immersa nel verde, nella quale si può comprare il vino dai distributori automatici, prendere pane, formaggio e farsi lo scontrino in autonomia.
Cosa mai potrà andare storto? 
Infatti adesso è diventata un’osteria quasi-senz’oste, dato che una donnina controlla che tutto venga svolto in regola e che nessuno si metta a rubare i salami.
Il piccolo edificio al suo interno è pieno di fogli con dediche, biglietti da visita e chi più ne ha più ne metta. In uno scaffale c’è il pane, in un cestino ci sono salumi e formaggi sottovuoto. C’è anche un piccolo frigo con dei prodotti freschi, sott’oli, conserve e confetture. Unica pecca i bicchieri di plastica, quindi se decidete di andare, sapete cosa dovete portare con voi. Accanto ci hanno aperto un piccolo bar, che rende il luogo un po’ meno magico, con le sue vetrine patinate e i “posti riservati”.
Decidiamo di inoltrarci nella vigna, e abbiamo aspettato il tramonto con un bicchiere di vino in mano e un pezzo di formaggio nell’altra, mente le voci delle persone sempre più ubriache si sono allontanate man mano in mezzo alle foglie. 

/English version/

At the top of the list of the old-person-things-that-I-did, collecting chestnuts is probably one of the best. Saturday was amazing, the weather was great and the sun was warm, so me and some friends decided to go near Treviso and the Piave river.
As soon as we arrived, we noticed that in some points of the wood many people had the same idea. We were the youngest and the less smart, because we forgot to bring gloves.
I don’t even like chestnuts. Marron glacé are the worst dessert on earth. And I don’t even understand why people cook chestnuts, since they taste better raw.
Tired of brambles on our face, for the happy hour we went to the famous Osteria Senz’Oste. We parked our car in the middle of the vineyard, which was crowded. The Osteria is in fact a tavern surrounded by grapevines, but you buy your bottle of wine out of a vending machine. If you don’t want to use the plastic glasses, you have to bring yours from home. In the little house there are also cheeses, sausages and bread: you can take it, and you have to pay for it at the checkout. 
What could possibly go wrong?
Indeed the Osteria without waiters is now “almost-without-waiters”, because there is a small woman checking if you steal some sausages.
On the inside the small building is full of sheets, letters, cards. Right outside there is a small bar, which actually ruins the atmosphere, with its showcases and reserved seats.
We decide to drink in the vineyard. So we waited for the sunset with a glass of wine and a piece of cheese, while the voices of all the inebriated people slowly disappeared through the leaves.