Diabete e riciclo

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Essendo una riciclatrice compulsiva, quando mi è stato diagnosticato il diabete ho subito iniziato a pensare a svariati modi per differenziare ciò che mi è necessario usare tutti i giorni.

Spero che questo post possa essere utile per chi deve riciclare farmaci o simili, ma anche semplicemente per invitarci a pensare meglio come possiamo dividere certi rifiuti più difficili da categorizzare. Non è difficile, ci vuole solo un po’ di attenzione e una grossa dose di pazienza: per esempio, qui a Verona i contenitori per i medicinali sono solo in farmacia e all’interno: quando questa è chiusa non puoi buttare i farmaci. Devi aspettare il giorno dopo. Non conosco le motivazioni di questa follia. 
Ciò di cui parlerò deriva soprattutto dalla mia esperienza, dai consigli che mi sono stati dati nelle farmacie, da quello che mi sembra più giusto fare. Non è detto che in tutti i comuni d’Italia o in tutto il resto del mondo la raccolta differenziata funzioni nello stesso modo, ed è sempre meglio chiedere informazioni in merito quando siamo indecisi. Il risultato della richiesta di informazioni spesso coincide con la farmacista che ti guarda con occhi sgranati, che farfuglia qualcosa prima di nascondersi sotto il bancone. 
♻ Confezioni e bugiardini
La parte sicuramente più facile e intuitiva. Separo tutto ciò che è carta o cartoncino da eventuali adesivi (che vanno nella raccolta indifferenziata), e il resto lo  butto nel riciclo della carta. Ancora oggi mi stupisco della quantità incredibile di foglietti illustrativi presenti in ogni singola scatola, ma immagino che non si possa fare altrimenti in questi casi. 
♻ Penne di insulina usa e getta
Divido semplicemente il corpo della penna dal tappo di plastica. Non butto l’insulina residua nel lavandino, ma porto in farmacia tutto il corpo della penna, mentre smaltisco il tappo nel riciclo della plastica. Importante non buttare mai nessun farmaco residuo nello scarico del bagno, perché non sappiamo che impatto possa avere nell’ambiente. 
Vale la stessa cosa per le cartucce in vetro. 
♻ Freestyle libre
Parte un po’ più complicata. Il Freestyle Libre è composto infatti da diverse parti: la scatola nella quale è contenuto il sensore, l’applicatore del sensore, il sensore stesso. Il tutto imballato in chilometri di carta. Con circa 11,5 pagine di bugiardino per ogni singola scatola.
Tralasciando la scatola, passiamo alle componenti complicate: con un po’ di pazienza è possibile dividere le parti di plastica dalle parti non riciclabili (molla e ago, sostanzialmente). Penso che nessuno sano di mente vi consiglierebbe di fare ciò che faccio io, ma è più forte di me: tiro via la parte di plastica che ricopre l’ago dopo l’applicazione, e tiro via l’ago e la molla separandoli dal resto della plastica. Solitamente chiudo l’ago con un vecchio cappuccio degli aghetti che uso per fare le iniezioni, e lo metto tra i rifiuti che porto in farmacia ogni mese. Anche i sensori usati finiscono nella scatolina di ciò che porto in farmacia, ma tolgo il cerotto che butto nella raccolta indifferenziata. 
♻ Aghetti per iniezioni
Gli aghetti sono composti da quattro parti principali: l’ago vero e proprio, il cappuccio più piccolo, un cappuccio più grande di protezione e la pellicola che racchiude il tutto. L’ago deve essere sempre smaltito tra i rifiuti che portiamo in farmacia, piegato su una superficie dura e richiuso con il cappuccio più piccolo in modo da evitare inutili lesioni. Personalmente smaltisco il cappuccio più grande nella plastica, così come la pellicola di protezione. 
E’ sempre meglio non buttare gli aghi (e in generale gli oggetti acuminati) nella raccolta indifferenziata, perché potrebbero essere pericolosi per chi li maneggia. L’ideale sarebbe avere il contenitore per lo smaltimento degli oggetti acuminati, giallo e in plastica dura. Vorrei conoscere una persona che è riuscita ad avere il coraggio di comprare una cosa del genere in farmacia. Fatevi avanti.
♻ Cassettine e strisce reattive
So che molti le buttano direttamente nella raccolta indifferenziata, ma essendo comunque dei rifiuti particolari, personalmente preferisco buttarli in farmacia. 

Una regola che vale per tutti i rifiuti e non solo per quelli farmaceutici: quando non sono a casa non butto mai nei cestini indifferenziati, soprattutto se si tratta di cose facilmente riciclabili. Quando sono al ristorante metto sempre gli aghi in una taschina della borsa, e quando sono a casa li smaltisco dividendo le varie parti. 
O piuttosto dimentico di averli messi in borsa, e ci rimangono per mesi e mesi. Ma questo penso che lo sappiate già anche voi.


/English Version/

Being a compulsive recycler means that when I was diagnosed with diabetes I started to think about how to differenciate the different parts of my medical equipment.
I hope this little post can be helpful for those who need to recycle pharmaceutical devices, but that it also can help you think about how we can be better at separating different materials and recycle them.
There are simple things to recycle, for example the paper packages, but there are also difficult things, such as the needles or the test strips. Since I was diagnosed, I started thinking about how to minimize the waste and how to separate everything correctly.
I don’t know if it’s only here in Italy, but here we have special trash cans for pharmaceuticals and medical devices. This means that you cannot throw away your medicine in the waste, but you have to go to the pharmacy and throw them away there.
This is only my experience, and I learned these things asking for advices or from instinct. It can be different in other countries and even in different cities here in Italy. 
♻ Paper Packages
This is the easiest part. I separate everything and I remove the stickers (they go into the waste) and I recycle every paper part, included the brochures. I’m always surprised about how many brochures there are in a single box, but I guess that in these cases you cannot do it in any other way. 
 
♻ Insulin pens
I throw in the pharmacy the pen and I recycle the plastic cap. Don’t throw away the insulin in the bathroom drain, because you can’t never know its impact on the environment!
♻ Freestyle libre
A little bit more complicated. The Freestyle libre is made from different part and packages: the sensor’s little box, the applicator, the sensor itself. Everything is wrapped in paper and in the boxes there are a lor of brochures.
I separate the different parts, the plastic ones and the metal ones which are not recyclable (the needle and the spring). I think that anyone who is not insane would advise you to do this, but it’s stronger than me. Be careful to close the needle in an empty needle cap for example, so no one gets hurt.Also used sensors can be throw in the pharmacy’s trash can. 
♻ Needles
Needles are composed by four parts: the actual needle, the small cap, the bigger cap and the little piece of plastic. The actual needle needs to be thrown in the pharmacy. I bend it against a hard surface, and I close it with the small protection cap. I throw away the bigger cap and the small piece of plastic in the plastic bin.
It is always better not to throw needles (and in general sharp objects) in the waste, because they can be dangerous for other people. The best thing that you can do is to buy the yellow bin at the pharmacy, which no one ever actually buys. 
 
♻ Test strips
I know that most people throw them away in the waste, but I’m not sure about this, so I prefer to throw them at the pharmacy. 
One rule for when you are not in your house: don’t throw them in the waste, take everything with you! For example, when I’m eating in a restaurant, I will take the needle and everything I used with me, and when I’m home I will separate everything in different bins. 
Or I’ll just forgot everything in my bag for months.