Un weekend a Burano

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Questo fine settimana, con le giornate che diventano più fresche e con la speranza vana che i turisti fossero diminuiti, ho passato il fine settimana a Venezia, e una giornata a Burano.
Famosa per le case colorate e per i merletti, abbiamo raggiunto l’isola col vaporetto da Cannaregio; una volta scesi la folla fortunatamente si è diradata, e per tutta la giornata è rimasta concentrata lungo le vie principali; è stato bellissimo dunque perdersi tra le viette e passeggiare in mezzo al silenzio, ormai impossibile da trovare nelle mete turistiche più frequentate. 
Ogni tanto si sente una televisione in lontananza, e qualche testa di donna spunta dalle finestre, rivolta in direzione dei turisti. I più curiosi, come noi, fanno lo slalom tra i bastoni di legno che sorreggono i fili per stendere la biancheria. Sono proprio questi particolari a stupirci: le scope appese di fianco alla porta, i vestiti stesi al sole mentre in tutte le città turistiche vengono vietati, i vasi colorati alle finestre, i suoni dalle porte socchiuse, le tende da sole per proteggere gli ingressi.
Porto con me da mangare per ovvi motivi, nonostante non sia visto di buon occhio bivaccare sui ponti e lungo i canali. Essendo vegetariana e diabetica, purtroppo il panorama culinario dell’isola non mi offre grandi alternative. Cerco di essere discreta, ma ci sono numerose persone che sostano sui prati in cerca di ristoro. Mentre ci riposiamo, tantissime barche turistiche si alternano a ragazzi giovani che sfrecciano verso la laguna.
Si dice che le case di Burano fossero dipinte con colori accesi per aiutare i pescatori a orientarsi nella nebbia. Come in tutti questi casi, è forse impossibile sapere fin dove arriva la realtà e inzia la leggenda. Provo a immaginarmi come sarebbe stato vivere qui anche solo cinquant’anni fa, ma non riesco a immedesimarmi in un luogo così distante da ciò a cui sono abituata.
Mi rimane dunque solamente il sapore una giornata trascorsa indietro nel tempo, dove si mischiano turismo, tradizioni e identità. Le sensazoni della giornata appena passata ci rimangono sullo stomaco, come a sottolineare la ricchezza di contrasti che abbiamo respirato fino a questo momento.

/English version/

The last weekend we went to Venice and we spent one day in the island of Burano. The weather was fresh and sunny, and I hoped there were less tourist than usual: obviously I was wrong. 
Burano is famous for its colorful houses and for “merletti”, tipical handmade laces. It was me and Nicolò, and we took the ferry in Cannaregio; luckily when we arrived in Burano there were not so many people, and the crowd was only in the main streets. It was beautiful to get lost in the small alleys and to walk in silence.
Every now and then you could hear the sound of a television in distance, and old ladies looking in the direction of tourist. We were curious about the little things that you are able to see only here. We walked in the middle of clothes drying out in the sun, and these were the beautiful details that surprised us: brooms hanging outside front doors, cords for hanging out linen (in almost every cultural spot in Italy they are forbidden), painted vases with plants and flowers, the sounds that you can hear from open windows, curtains swinging in the wind. 
I took food with me for obvious reasons, but it’s better if you don’t eat on the main streets – in Venice, near San Marco or in the most popular spots, it is forbidden to eat sitting on the sidewalk. But you know, I’m vegetarian and I have t1d, and the island does not offer me many choices. I tried to be discreet, but actually there were many people eating in a small park. While we were resting, a lot of turistic boats passed in front of us. 
They said that houses are painted in Burano to help fishermen in the middle of the fog. It’s impossible to know if this is a legend or a real story; but I tried to imagine how it was to live here 50 years ago, but it’s too different than the life I’m used to. 
I will remember this day like a travel through time, with the right mix of tourism, traditions and identity.