Un bottone bianco sul braccio

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Ho deciso finalmente di provarlo: Freestyle libre, la gioia di tutti i diabetici che finalmente non si devono bucare le dita per sapere se hanno esagerato con la pizza e la birra, ma possono semplicemente toccarsi il braccio con il cellulare o con il reader, scatenando la curiosità di tutte le persone che li circondano.
Mi era stato proposto già diversi mesi fa, ma avevo voluto aspettare fino alla fine dell’estate. Anche se viste le mie glicemie quando sono stata in Sardegna, forse sarebbe stato meglio avere un monitoraggio continuo per sentirmi in colpa in ogni 5 minuti anziché soamente dopo i pasti.
Faccio una premessa: ho aspettato così tanto perché ho un problema con l’indossare costantemente qualcosa. Che siano sensori per il monitoraggio della glicemia, microinfusori o reggiseni, mi infastidisco se sento costantemente una cosa addosso. Per questo motivo non uso un microinfusore. E per lo stesso motivo avevo dei pregiudizi nel provare il sensore. Ma alla fine ho deciso di provarlo per almeno due settimane, tanto cosa poteva mai succedere?
Ovviamente nella mia fortuna, appena applicato il Libre ho iniziato a perdere sangue come nelle migliori scene girate da Quentin Tarantino. L’infermiera che era con me, munita di guanti e cotone, non faceva che ripetere che non aveva mai visto una cosa del genere e che probabilmente il sensore non avrebbe funzionato a causa del coagulo. Benissimo.
Fortunatamente si è comunque attivato, e ha funzionato per tutta la mattinata, dando risultati anche abbastanza buoni incrociati con il glucometro tradizionale. Poi ad un certo punto è morto, e ha ripreso a funzionare solamente la mattinata dopo, quando però ha iniziato ad essere estremamente preciso.
Dopo lo stupore iniziale legato al fatto che potessi usare nella vita quotidiana tutte e 10 le dita e che nessuna di queste fosse viola e quasi da amputare, ho iniziato a realizzare che potevo davvero controllarmi ogni 5 minuti. Quindi ho iniziato a fare le prove mangiando cose (dimenticando che tra 10 giorni ho il controllo della glicata) e facendo cose (scale, stepper, impasti di vario tipo, esercizi fisici generici).
Quando finalmente ho deciso di levarmi i due metri di cerotto di plastica che mi avevano messo intorno al braccio in ospedale, ho smesso di sentirlo.
Adesso ho il sensore per un’altra settimana, poi dovrò decidere se tenerlo. A questo punto, con tutte e dieci le dita funzionanti, non posso che provare a mangiare un altro cioccolatino per vedere che effetto fa nel bellissimo grafico delle glicemie delle ultime 8 ore. Di cosa sto parlando? Di questo.