Impressioni a caldo: Bolaño | Notturno Cileno


Leggere Notturno Cileno è come correre fino a perdere il respiro. Le pagine scorrono veloci tra le dita, avanti, a volte indietro, hanno bisogno di essere non solo lette ma anche rilette, osservate. Ci troviamo di fronte a un uomo che sente il bisogno di ripercorrere la sua vita, chiudendo il cerchio delle sue azioni. Le parole scorrono sotto la lingua, silenziose, mentre seguiamo impotenti il monologo che fluisce di fronte a noi. La lettura esige non essere interrotta, mentre il narratore ci pone di fronte alle sue riflessioni, spazia seguendo le alterazioni della sua mente; agonia e delirio si susseguono fino a diventare normalità della condizione dello scrittore, del narratore e del lettore. E’ proprio un gioco di specchi quello che si nasconde dietro questo libro, dietro la nostra lettura che diventa ascolto. La scrittura è labirintica, ci troviamo spesso senza punti di riferimento: quello che adoro di Bolaño  è che  possiamo solamente affidarci alle parole di un uomo sul letto di morte.