Una tempura di libri: quello che ho letto durante le vacanze

Ovvero: che cosa ho letto durante le mie due settimane di ferie. O ancora: come nella scelta delle mie letture non ci sia alcun filo logico. 

Ho iniziato le mie vacanze leggendo una raccolta di racconti di Roberto Bolaño, Puttane assassine.  In puro stile 2666, che ho letto subito dopo ma di cui ho già  parlato in precedenza, questi racconti ruotano intorno alla violenza, alla morte, al sogno, sfiorando il surreale e ripiombando nella realtà più cupa. Il racconto che dà il titolo a tutta la raccolta si legge tutto d’un fiato, senza alzare gli occhi dalla pagina; mi ha impressionato la capacità di trattare temi dissonanti, come per esempio la necrofilia dal punto di vista della vittima, mantenendo uno stile perfetto, lasciando il lettore sempre sul filo del rasoio. Una perfetta lettura per rilassarsi durante i primi giorni di mare.
Dopo aver terminato 2666, ho preferito rifugiarmi nella saggistica piuttosto che perseverare nel romanzo: mi succede ogni volta che leggo una storia bellissima. Ho bisogno di riprendermi, di rifugiarmi nella sicurezza della realtà. Avevo portato con me Lo strano ordine delle cose di Antonio Damasio, pilastro delle neuroscienze, che qui sembra tirare le somme di tutto il suo lavoro, cercando di capire quali sono gli elementi che hanno posto le basi per la nascita della nostra cultura. Particolarmente interessante l’analisi del ruolo della narrazione sulla nostra percezione della realtà, e in generale l’analisi dei sentimenti nella formazione della coscienza. Un piccolo gioiellino da leggere sotto l’ombrellone per sopportare i bambini e le mamme che urlano a pochi metri di distanza. 
Alla fine ho deciso di concludere le vacanze con un altro saggio: La botanica del desiderio di Michael Pollan. Il sottotitolo riassume perfettamente lo spirito del libro: “il mondo visto dalle piante”. Avevo voglia di leggere qualcosa di leggero e appassionante, e la semplicità di Pollan è adatta a questi ultimi giorni di pioggia in Sardegna. Partendo dai nostri desideri e dalle piante che abbiamo addomesticato, Pollan racconta la nostra storia e i nostri intrecci con il mondo vegetale – e in ultima analisi, con la natura che ci sta intorno. E riesco a godermelo anche sotto il forte vento di maestrale.