Cinque romanzi tutti d’un fiato: Bolaño | 2666


Natale 2017. Decido di regalare un libro che non ho letto – stranamente. Solitamente regalo solo cose di cui sono sicura, ma stavolta mi faccio guidare dall’istinto. E poi, vorrei leggerlo anche io prima o poi. Pochi mesi dopo, il libro riemerge e decido di non aspettare, divorarlo, non riesco ad smettere e compro la seconda parte in formato elettronico. 
Estate 2018. Leggere 2666 di Bolaño è come guardare il centro di un prisma da diversi lati, cogliendo man mano sfumature diverse, aguzzando la vista e scavando alla ricerca di nuovi dettagli, di nuove prospettive. Si susseguono sentimenti di curiosità, paura, disgusto, orrore. Mi domando come sia stato possibile che nessuno me lo abbia consigliato prima d’ora. 
Ognuno dei cinque romanzi che  compongono 2666 è un mondo a sé da leggere e rileggere in ordine casuale, alla ricerca di ulteriori simboli e rimandi. I personaggi a volte si scontrano, a volte si incrociano, in una spirale che ci porta sempre più in fondo, negli abissi di un romanziere capace di creare un’atmosfera unica. La forza di Bolaño è sicuramente il saper creare un tessuto perfetto, ricamando una trama mai forzata, limpida, chiara di fronte a noi. Ad un certo punto mi rendo conto che si tratta semplicemente di trasmettere la semplicità dell’essere umano su carta, catturando i lettori che hanno avuto la fortuna di scontrarsi con lui. Con lui e con i suoi personaggi che, ho come l’impressione, siano esattamente la stessa cosa.