Avere il diabete e odiare la plastica: una storia di compromessi


Un titolo alternativo per questo post sarebbe potuto essere: “cosa succede quando stai cercando di portare a zero il tuo consumo di plastica e ti viene diagnosticata una malattia cronica che prevede l’uso di tantissimi aghi usa e getta: una storia di bestemmie”.  O per usare un sinonimo, di compromessi.
Se si potessero scrivere titoli così lunghi, questo racchiuderebbe ciò che mi è capitato quando sono stata ricoverata per il diabete di tipo 1. Quando mi sono risvegliata in terapia intensiva, l’unica cosa di cui avevo bisogno era un bicchiere d’acqua. Per me l’acqua è sempre stata una lotta continua, perché passo la metà del tempo a giustificarmi con le persone e a spiegare che no, non mi sono mai venuti i calcoli renali per aver bevuto l’acqua del rubinetto. E che no, non ho bisogno di consumare 4 bicchieri e 5 piatti di plastica ogni volta che ceno e non ho voglia di lavare i piatti.
Quando ho scoperto che non avrei più potuto evitare la plastica monouso, ho dovuto fare i conti con la dura realtà, e col fatto che non avrei più potuto evitare ciò che non mi piace alle stesse condizioni. Ho dovuto adattare tutto quello in cui credevo alla realtà di ciò che avrei dovuto fare quotidianamente: usare delle penne monouso con degli aghi monouso racchiusi in due cappucci di plastica. Arrendermi di fronte ai taccuini di istruzioni contenuti in ogni singola scatola. Mi rendo conto che non potrebbe essere altrimenti, e da quel momento in poi non ho potuto fare a meno di dare il benvenuto nella mia vita, dopo tanto tempo, al materiale anti-ecologico per eccellenza. 
Cosa faccio, dunque, ogni giorno? Scendo a patti con me stessa. Evito la plastica che posso evitare, riciclo tutto quello che posso riciclare. Divido le scatoline di carta dall’imballaggio di plastica, e separo gli aghi e le cose che non possono essere riciclate.
Sono consapevole del fatto che non potrò mai raggiungere gli obiettivi che mi ero prefissata; ma questo significa anche che potrò sempre migliorare, che continuerò a infastidirmi per la plastica, e che dovrò continuare a giustificare la presenza in casa mia di svariati contenitori per la raccolta differenziata. Un motivo in più per far sapere al mondo che i compromessi non sono sempre negativi.

n.b.: gli aghi e i dispositivi medici devono essere sempre smaltiti e riciclati secondo le disposizioni del posto in cui abitate.