Perché ho iniziato a ridurre l’uso di plastica: facciamolo diventare una moda


Nel  2015 vivevo in Germania, e quando ho deciso di ridurre drasticamente il mio consumo di plastica sono partita in vantaggio rispetto a chiunque tenti l’impresa in Italia.
Vicino a casa mia a Jena c’era (e spero ci sia ancora) un negozio biologico, di quelle classiche botteghe dove si trova un po’ di tutto, dai surgelati alla pasta, dai formaggi alle verdure, con un angolo dedicato ai prodotti sfusi. Per me era molto facile scegliere prodotti confezionati nella carta (ad esempio il riso) o addirittura prendere i cereali sfusi riutilizzando sacchetti che mi portavo da casa.
Al supermercato nessuno ti sgrida se poggi il peperone direttamente sul carrello, e nessuno ti insegue se prendi un ananas e decidi di non imbustarlo: entrambi questi episodi sono capitati invece al mio ritorno in Italia, quando sono stata rincorsa e seguita da due commessi assatanati in due negozi diversi.
Ho dovuto quindi ridimensionarmi e cercare di trovare dei compromessi che mi permettessero di aggirare questi ostacoli. Ma l’ostacolo più grande, ogni volta, sembra essere la fatidica domanda: perché lo fai?
E’ difficile spiegarlo in poche righe, perché fondamentalmente è stato il naturale proseguimento di un percorso che ho iniziato tanti anni fa, legato al tentativo di ridurre il mio impatto ambientale. Sono passati anni, ma una domanda è sempre lì che mi assilla: cosa posso fare, nel concreto, per inquinare meno?
La risposta è ovvia, e non è tale solo per chi non la vuole sentire. Ogni settimana riempiamo buste su buste di plastica, spesso senza pensare neppure di riciclarla. Non ci chiediamo dove vada a finire, perché spesso finisce lontano dai nostri occhi, e dunque non viviamo mai i nostri rifiuti come se fossero una nostra responsabilità.
Ma lo sono.
Non smettono di esserlo solo perché siamo capaci di non pensarci più. Non smettono di inquinare solo perché sono una comodità alla quale ci sembra non possiamo rinunciare.
So che è quasi impossibile vivere senza plastica. Ne siamo circondati, è ovunque; io stessa scendo a compromessi giorno per giorno con quello di cui non posso fare a meno, e con quello che invece posso tranquillamente evitare. Ma ho deciso di diventare consapevole delle mie scelte, e di dire di no quando queste scelte vanno oltre i miei valori.