Un libro su un elefante che non mi è piaciuto, nonostante il mio recente amore per questi animali


Emilia l’elefante. Si tratta di un libro che ho comprato soprattutto perché erano mesi che Iperborea editore mi incuriosiva, ma di fatto non riuscivo a decidermi su quale titolo acquistare. Così ho scelto lo scrittore Arto Paasilinna, un po’ perché fruibile, un po’ perché incuriosita dalla storia surreale e ironica che veniva presentata nella seconda di copertina.
In realtà definire il libro fruibile è poco, perché scivola via in poco più che un pomeriggio. E’ così veloce che non ci lascia niente, se non un fastidio leggero, una mancanza.
La storia è appena abbozzata, i protagonisti sembrano figure di cartoncino incolore. E’ difficile rendere così poco interessanti i personaggi che incontriamo tra le pagine, soprattutto se pensiamo che i due protagonisti principali sono una stella del circo e un elefante di svariate tonnellate. I luoghi sono inesistenti; immagino che per un finlandese sia più facile immedesimarsi in questi posti senza alcuna descrizione, ma purtroppo per un italiano si tratta di uno sforzo di creatività al di là di ogni portata. Non sono riuscita a cogliere ironia tra le pagine, né mi hanno fatto riflettere in alcun modo.
E di fatto questo libro viene dimenticato non appena riposto nella libreria.